S/H

PICNIC! Festival / Reggio Emilia

Posted in WORKS by sarah on giugno 22, 2012

Questa domenica sarò a Reggio Emilia al PICNIC! festival, oltre a me ci saranno altri bravi autori ai quali potrete chiedere disegni come se piovesse, quindi venite, olè!

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E Comunque Ieri era Sabato Sera

Posted in WORKS by sarah on marzo 18, 2012

Great Dictators – Brazilian Military Government

Posted in WORKS by sarah on luglio 12, 2011

Sarah meets Thomas Knoll.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 10, 2008

– Ciao Thomas, come va?

– Ciao Sarah, bè, insomma, tutto bene direi…te, tutto ok?

– più o meno…

– Ah, bè, guarda anche io…insomma ultimamente è un periodo un po’ così, sai con Julie [moglie di Thomas]…insomma sarà per il bambino, la sento un po’ distante e…

– Thomas, poche cazzate. Tu sai perchè sono qui.

– …Io?…No, giuro che… insomma, come posso saperlo…? Io veramente non sapevo neanche che tu esistessi…insomma questa cosa te la stai inventando tutta tu…capisci…?

– Stronzate Thomas. Tutte stronzate.

– No davvero…cioè io non sono neanche sposato…

– Veniamo al dunque Thomas. Io ho un problema, e so che tu lo sai.

– Eh?

– Non fare finta di niente, maledetto gnorri d’un nerd da quattro soldi.

– Io veramente guadagno piuttosto bene, sai..con la storia che sono uno dei creatori di Photoshop…

– Eccoci qui. Finalmente hai capito.

– …

– Io farò l’illustratrice, caro Thomas, capisci, l’illustratrice…e ogni tanto uso Photoshop…insomma sto cercando una dimensione estetica, ok? Un risultato diverso da quello che posso avere facendo le cose a mano, capisci?

– …più o meno…

– So che sai dove voglio arrivere, questo meschino tentativo di celare la tua perfetta consapevolezza delle lacune di Photoshop è patetico.

Comunque. Io uso il programma in maniera piuttosto complessa diciamo…nel senso che in un’unica illustrazione mi piace unire diversi effetti, ok?

– ok…

– E sai cosa mi piace un casino, ma veramente un casino, caro Thomas?

-…cosa?

– A ME PIACE UN CASINO LA PENNA DI ILLUSTRATOR, QUELLA CHE TI PERMETTE DI DARE AL TRACCIATO TUTTI GLI EFFETTI CHE TI PASSANO PER LA TESTA, DALLA GRAFITE, ALLA PENNELLATA, ALL’EFFETTO CODA DI GATTO IMBEVUTA DI CHINA, CARISSIMO IL MIO THOMAS KNOLL! MI PIACE VERAMENTE UN CASINO QUELLA COSA LI’!

– …ah…credo di capire quello che intendi…

– lo credo anch’io, Thomas. Insomma, cosa ti costerebbe mettere una penna decente anche in Photoshop? Capisci, io adesso devo lavorare a metà fra due programmi, ed esportare tutto, è uno sbattimento inutile Thomas…

– …io lo so…ma cerca di capire anche tu, non possiamo, semplicemente no. I due programmi devono avere funzionalità sostanzialmente diverse, non si può fare quello che chiedi.

– Ma Thomas! Capisci che io odio Illustrator! E’ limitante, è strutturato, è…arrivi a un certo punto che non ci puoi fare più niente e…Se solo quella penna fosse anche in Photoshop io potrei lasciare Illustrator ai grafici senza talento…

– Ma Sarah, è questo il punto. Tu DEVI avere bisogno di entrambe i programmi, perchè magari se ti rendi conto che ti basta Photoshop ti passa per la testa di acquistare solo quello, invece che tutta la suite. E questo non deve succedere, Sarah.

– Ma io no! Io voglio semplicemente snellire il mio lavoro!

– Non credo, sai. In compenso in Phototshop CS4 ci saranno molte novità utilissime per i fotografi.

– Fanculo Thomas.

– E per CS5 abbiamo intenzione di acquistare Auto Cad, ed innovare Photoshop in modo che sia utile anche per i progetti di architettura.

– ….

– E per CS6 pensavamo di rendere il software capace di elaborare ricette virtuali e fare uscire le pietanze reali dal lettore cd/dvd.

– Ah! Il Mac Book Air non ce l’ha il lettore!

– Il Mac Book Air è una stronzata. CS7 invece sarà in grado di creare un ologramma che ti pulisce casa.

– …

– Per CS8 si pensa di acquistare Dio.

– Dio?

– Dio. Siamo già in trattative con Roma, la cosa si sta rivelando più difficile di quanto pensavamo, ma per CS8 dovremmo aver raggiunto il risultato.

– E che estensione avranno i fle Dio?

– .god

– Ah. E niente penna di Illustrator?

– No, quella no.

[Un affettuoso “Ah-Ah!” a tutti quelli che hanno comprato il primo iPhone.]

Basta Donne Nude!

Posted in Senza categoria by sarah on aprile 27, 2008

proviamo con le scarpe.

[quanto mi è piaciuto il cartoon sotto i titoli di testa di Juno.]

Caos tanto – Calma, ad esser sinceri, pochina.

Posted in Senza categoria by sarah on febbraio 21, 2008

Oggi, siccome che non c’è voglia nell’aria, facciamo il punto.

Caos Calmo

com’è che tutti stavano a raccontarmi del sesso-selvaggio-argh fra i due attori meno selvaggi-argh del cinema italiano, e NESSUNO mi aveva detto che nella colonna sonora ci sono i Radiohead e gli Stars? E’ perchè non volevate togliermi lo stupore felice di sentire your ex-lover is dead all’improvviso, vero? e avete fatto bene, sono ancora qui che canticchio e faccio ciondolare la testa.

Esperienza – Caos Calmo: come mi piace la fascia oraria che parte dalle 15.30. Non ero mai stata al cinema così presto, a Bologna si può al massimo sperare di andare allo spettacolo delle 17.30 del Lumière, che però è un cinema d’essai, e difficilmente da film di ultima uscita. Mentre a Milano, al Colosseo dietro scuola, si proietta dalle 15.30 alle 22.30, così ho avuto modo di approfondire l’interessante tematica dell’età-spettatore in relazione all’orario-proiezione, giungendo all’illuminante conclusione che la prima è inversamente proporzionale alla seconda. Oggi, per dire, alle 15.30 in sala c’eravamo io e Giada (2 persone) per la fascia 18-25, 0 persone per le fascie 26-40 e 41-55, e circa 25 persone per la fascia dai 56 in su (da tenere presente che la stragrande maggioranza i 56 li superava di quel po’). Inoltre all’incirca il 90 % della platea era di sesso femminile (e infatti il bagno degli uomini era tutto lucido-immacolato-splendente da rimanerci le ore a specchiarsi sul porta-carta igienica). E io in quell’atmosfera un po’ Pennac mi ci trovo proprio bene, anche perchè dopo una girnata dentro allo IED di biondone svedesi e strafighi coi ray-ban ne ho proprio le balle piene…bisogna farci attenzione all’effetto-risucchio di quel posto…

Giuliano Ferrara la deve smettere di crearmi problemi.

Ora, ci sono cose, dibattiti, opinioni, che uno segue e giudica dall’esterno, oggettivamente, appassionandosi con razionale distacco [che forse è un ossimoro, ma va bè]. Ecco, questo non è il caso. Qui è tutto estremamene personale, si sta andando a ravanare nella roba mia e mia soltanto, non mia come donna, come cittadina, come non-credente, mia come Sarah Mazzetti, nata a Bologna il 28 maggio del 1985, figlia di Claudio e amante dei gatti. E’ come quando la tipa col SUV ti parcheggia davanti al garage, come quando uno stronzo qualsiasi ti tampina alle 2.30 della notte mentre torni a casa, come quando uno esce dal mucchio informe per infilarsi nella tua vita senza chiedre niente, procurandoti sempre e solo fastidi. Questo è. E siccome io Giuliano Ferrara non lo conosco, neanche l’ho mai visto di persona, e mai mi ha chiesto se poteva entrare e apportare modifiche alla mia sfera privata, non mi pare proprio che abbia il diritto di procurarmi tutte queste ansie e queste apprensioni. Proprio no. E mi sono veramente rotta di sopportare, se anche domani mattina la sua maledetta mega-auto mi impedisce di uscire dal mio garage, giuro che chiamo il carro attrezzi.

Riassumendo: Sony BRAVIA color/movement/spin*.

*[nota bene: citazione affettuosa].

Siccome dobbiamo tutti prostrarci alla meravigliosità degli spot per gli LCD Sony, e siccome forse voi non avete seguito la loro mirabolante evoluzione, vi faccio io il punto:

1 – credo 2005 – Bouncy Balls:

Quello delle palline che rimbalzano per San Francisco. E la ranocchia anche.

2 – 2006? – Paint

Quello dell’orchestra colorata sui palazzi

3 – 2007 – Play Doh Bunnies

L’ultimo, la meraviglia delle meraviglie, invasione stop-motion di conigli a New York.

E poi vi guardate anche il sito europeo della Sony, che è divertente, poliedrico e interessante:

[ma davvero dico. Cioè, nel XVII secolo le carote erano viola.]

Work in progress:

una storia illustrata con le mani mie e l’occhio di Terry Gilliam. le prime due illustrazioni – ovvero 2 di 24 –

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pauline.jpeg

Ed è tutto. Ah, no, Amen dei Baustelle è vero che ha il suo perchè, che, insomma, è un bel disco; è anche vero che i Baustelle rimangono sempre molto simili a se stessi, e forse va bene così visto che sono totalmente diversi da tutto il resto, proprio tutto. Va bene così, però ogni tanto “alla vostra grazia nello scrivere versi senza forza” mi vien voglia di “scatarrarci su”. Colpa mia, ovvio [è come quando mi rompo le palle di vedere bella gente, della grafica moderna, delle fotografie di forme morbide…ah, si, guarda, sono una ragazza complicata – rompo le cose – piango – non mi strucco mai gli occhi. Il mio ex si è suicidato e mia madre prende il Prozac.]. Alfredo comunque mi risveglia l’amaro in bocca di quando ne ho sentito parlare per la prima volta, di quella vicenda. Ci rimasi di ghiaccio, con le lacrime agli occhi [ci tengo a specificarlo: le lacrime agli occhi erano per quel bambino morto lentamente, al buio, in un cazzo di pozzo, non per (quella che alcuni definiscono) la voracità spietata della televisione, o per le strumentalizzazioni e via dicendo. Ci tengo a dirlo perchè allora non era come adesso, il mezzo non era ancora spietato, proprio per niente, e quando si parla di quei fatti, quando si vogliono analizzare e magari creare un collegamento con quello che è il comportamento dei media adesso, bisogna farlo tenendo ben presente la “politica” della televisione di allora e facendo le giuste distinzioni di fondo. Mica per giustificare niente, semplicemente per vedere le cose dalla giusta prospettiva, che, ripeto, non è quella di oggi.].

Ricami e Sottane.

Posted in Senza categoria by sarah on ottobre 14, 2007

Ho guardato i fondi di caffè questa mattina, ma non avendo dimestichezza mi sono proprio sembrati solo fondi di caffè. Sicuramente non era così, sicuramente lì c’erano segnate le sorti del nostro paese, del nostro continente, del Darfur e di Denise Pipitone, ma pur sforzandomi io non sono riuscita ad andare oltre la poltiglietta scura. Frustrata dalla mia incapacità ho lavato il bicchiere. Quindi i fondi di caffè ce li siamo giocati.

Sento mio padre che scherza con un suo amico:

– Oh, Claudio! Ti aspetto alla sezione!

– Si si, tu aspetta, che io arrivo!

….

– Oh, io vado, che ho da finire un televisore…

[l’amico di mio padre è elettricista.]

– Vedi! Il Signore sarà ben giusto!  Sapeva che dovevi andare a votare e ti ha dato più lavoro, così puoi contribuire sostanziosamente alle sorti del partito!

Probabilmente non ha molto senso che io vada a votare. Probabilmente Bebo [“Come si può votare per il leader di un partito che non esiste e non propone ancora nulla per farsi convincente?”] ha ragione. Mi viene così difficile capire cosa potrebbe cambiare se vincesse uno piuttosto che un altro. Mi viene impossibile capire che cos’è in sostanza il Partito Democratico. A parte un macchinone per raccogliere voti.

Comunque cercherò ancora qualche risposta in campo spiritual-divinatorio: fisserò le nuvole, userò il sistema pendolo, ascolterò le voci dei miei avi dentro me, scioglierò sale nell’acqua [m’han detto che si scoprono un sacco di cose sciogliendo il sale nell’acqua…m’han detto.].

Staremo a vedere.

Ma passiamo oltre!

Vi presento il canlendarietto dell’Eli:

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Le regalammo il calendario bianco, senza disegno, e lei mi chiese di farci una decorazione floreale. Io ho rimandato più volte, ma alla fine ce l’ho fatta!

Gli accordi erano così: io le facevo un po’ di disegni e poi lei sceglieva. In realtà ho disegnato direttamente sull’oggetto senza farle vedere niente, quindi quando glielo consegnerò saprà che o così, o così! Eh-oh.

Ma tanto sono sicura che le piacerà.

Miscellanea – Inutilità Comparata.

Posted in Senza categoria by sarah on ottobre 9, 2007

Spiace, sto giro non si risorge.

Faccio vedere una cosa che secondo me merita di essere condivisa:

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– Emmbè? – dice. Emmbè nel calendario dello IED c’è il Salone del Mobile ma non c’è la Pasqua!

E’ tutto.

Strategie

 

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La violenza, si sa, paga sempre.

Chin-Chau-Chun

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Piace? C’è una storia dietro:

Avete presente il souvenir, il regalino scemo che si porta dopo i viaggi? Bene, io e mia cugina abbiamo una tradizione in merito, o meglio, io ho una tradizione nei confronti di mia cugina. Ogni volta le porto in dono la cosa più brutta e/o cretina e/o kitsch e/o inutile che trovo. Io mi diverto molto, una volta fu una specie di pupazzo elettrico, un criceto inglobato nel corpo di un papero, che quando gli davi la carica si muoveva e cantava “happy birthday”, molto raffinato. Da Creta ebbe un pesce palla imbalsamato, una cosa impressionante, credo che ancora se lo sogni la notte.

A Londra non ho trovato cose altrettanto orrende, o meglio le ho trovate però ce n’erano così tante che mi veniva difficile scegliere quella più orribilmente assurda. Alla fine, in realtà senza troppa decisione, ho optato per la matita a scatto cinese con ciotola di gamberoni fritti in capo. Solo che io e la mia cuji abbiamo un rapporto un po’ confuso: se ci si deve incontrare non ci si incontra, quando invece ci si incontra succede per caso, ci si deve dare cose, cosa? questo-quello-quell’altro, a ma sai che…, si parla velocissimamente senza dire quello che si doveva dire, poi ci si saluta. Ops, mi son scordata di darle quella cosa. Insomma, non si conclude mai niente. Col tempo uno si abitua e si rassegna, e soprattutto mette in conto che quel regalo al 50% non sarà mai consegnato. Questa volta è andata proprio così, quindi quella è ufficialmente la mia nuova matita a scatto cinese con contorno di gamberoni fritti. Dai, in fondo è carina, penso che ci siano anche delle indicazioni culinarie scritte lì a lato…penso.

A dimostrazione che era un regalo davvero azzeccato: la ciotola si è già rotta e le mine ogni tanto escono spezzate!…sarebbe tanto piaciuta a mia cugina…

Starò mica dicendo una cavolata?

Pensavo. Ai vegetali.

La popolazione mondiale è in crescita giusto? Sì, è tanto in crescita che non si sa bene per quanto tempo ancora sarà sostenibile tale crescita. Si fanno previsioni, ognuno dice la sua, ma siamo tutti assolutamente d’accordo che la popolazione mondiale è in crescita.

Bene, per sfamare tutta ‘sta gente sono necessarie coltivazioni intensive giusto? Eh si, mi dispiace, ma non si può evitare, le coltivazioni “biologiche” o come cavolo volete che le chiami, rispetteranno tanto i coltivatori e la natura [facciamo finta che sia davvero così, non è quello che mi interessa], però producono nettamente meno.

Ora, se la popolazione è in cerscita voi capite che la gestione biologica della produzione non può essere quella dominante. Questione di numeri. Non può. Punto.

Quindi, le coltivazioni intensive sono le uniche che realmente ci permettono di sfamare [con tutti i problemi che sappiamo] un pianeta, sono le uniche che rispondono ad una necessità primaria dell’essere umano. Quelle biologiche sono e resteranno sempre un prodotto di nicchia, rivolto a una minima parte dell’umanità, quella ricca e privilegiata che può scegliere. Quindi sono prodotti d’élite. E non rispondono a una necessità primaria dell’uomo.

A questo punto, non mi comporto meglio io nei confronti dell’umanità, che al supermercato il biologico lo evito come fosse la peste, che non le neofrikkettone che vivono in armonia con la natura?

No? Bho. Non è che il biologico è di destra?

[Se il biologico diventa di destra e Serra si mette a scrivere sui muri “i writers sono di destra” prevedo tutta una generazione di 20-30enni che senza ragione cominciano a correre e zig zag come criceti impazziti per poi finire schiantati contro il primo muro che gli si erge dinnanzi.]

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Come il Chiuaua di Paris.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 27, 2007

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Giornata loffia. Mal di testa – mal di gola – aulin – non sto un gran chè…che si fa in un pomeriggio autunnoso in casa col mal di testa?

Si torna da Paint e si ascolta la radio.

A Condor Matteo Bordone mette alle strette Luca Sofri con domande di scienze naturali:

– Tu lo sai cos’è uno zfgrzytsz?

– No, ma tu sai fare questo?

a questo punto Sofri si toglie il mantello sfoggiando un completino di elasten da circense professionista, fa due saltelli su se stesso e poi comincia a piroettare da una parte all’altra dello studio, alterna tripli salti mortali e avvitamenti, balza sulle pareti, fa due ruote e poi chassè incrociato, passè e champignon, altri cinque salti mortali, due piroette e di nuovo in postazione a intervistare una che sa il fatto suo di National Geographic Channel.

[Potrebbe non essere andata esattamente così. Potrebbe.]

Pinocchio quest’anno inizia alle 17.30. Subisco mezz’ora di Tropical Pizza a tradimento. Ma che vuoi dirci a Nikki? Ma niente, mi ci sono anche un po’ affezionata, però a piccole dosi. Ma piccole…

Diego e la Pina si piegano alla fiacca autunnale. [io intanto continuo a colorare pixel] Passano canzoni di una malinconia tanto profonda quanto inutile, poi d’un tratto sbuca Oliviero Toscani che – indovinate – ha fatto una campagna provocatoria – Si, l’abbiamo vista. Si, fa impressione. Si. Bene. Ciao Oliviero Toscani, ci sentiamo alla prossima campagna provocatoria.

A Caterpillar son più tonici, però io colgo solo l’ultima mezz’ora.

Nel frattempo ho finito le mie mosche. Non domandatevi cose.

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