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Promemoria: amo l’Inghilterra.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 19, 2008

A volte me la scordo la mia passione per gli inglesi.

Che alla fine le belle idee e le produzioni brillanti si trovano dappertutto, e nella plaga creativa si perdono i riferimenti geografici e le appartenenze culturali, se non per un retrogusto un po’ più intenso che comunque a volte emerge ma a volte anche no. Insomma, se l’estetica può permettersi di prendere come riferimento un certo stile, una tradizione artistica anche lontana e poco leggibile per i fruitori contemporanei, la comunicazione richiede invece una globalità sempre maggiore, la comprensione delle immagini deve essere alla portata di un pubblico sempre più ampio, e sempre più diversificato. Tutto ciò, ovviamente, è bellissimo.

Sto un po’ divagando, comunque quello che volevo dire è che nell’orgia visiva mi ero un attimo scordata del mio amore per i britannici, per quel modo di stupire senza sovraesporsi, di fare le cose come vogliono senza tante storie, e soprattutto perchè non abbassano il livello.

L’Economist è un settimanale inglese che si occupa di attualità, politica, economia e affari internazionali, cose serie, diciamo. E questa è la sua campagna pubblicitaria uscita su strade, metropolitane, riviste e supermercati questa primavera:

Questa è la seconda campagna illustrata dell’Economist, la prima, quella dello scorso autunno, è questa. Quelle degli anni precedenti erano maga-poster rossi con una frase spesso enigmatica scritta in bianco, cose così:

Che questo un senso ce l’ha anche, ma alcuni spingono veramente in là il limite fra brainy e WTF?. E non tutti sono come me che “se non ho idea di cosa voglia dire, allora dev’essere veramente geniale!”, non tutti si entusiasmano con il senseless ad oltranza [io però ci impazzisco, cioè il fatto che in giro per la città campeggino frasi giganti sensa senso, e che perdipiù quella sia la campagna pubblicitaria di una rivista autorevole è semplicemente meravilioso!].

Comunque fra il 2007 e il 2008 si è deciso di cambiare strategia [mantenendo comunque la continuità cromatica], così da attrarre anche il pubblico più giovane a dare al prodotto una veste più alla mano, più accessibile [non per niente molto si gioca su “le storie”, vendere l’attualità come il più stimolante dei racconti]. Il risultato sono cinque poster illustrati, divertenti, belli e brillanti. Per l’Economist. Sono inglesi, vogliono idee, non sotterfugi, e quando sono belle le mettono in pratica senza stare a porsi tanti “se” e “ma”, lo fanno senza schiamazzi e scenate, con pacata efficacia.

Noi invece quando vogliamo rilanciare una rivista ci mettiamo come direttore Andrea Biavardi e l’approccio scientifico alla figa in copertina.

Un Post pregno di Significati reconditi che al Momento mi sfuggono.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 8, 2008

Ci piace? Ma anche si, direi. Cos’è? è un collage 60×40 circa, atmosferizzato con Photoshop. Lei era un tratteggio incrociato fatto per la scuola, il resto è carta, colla, e trasferelli. E mi piace.

[Cose successe – un breve stralcio di 7 luglio – Ieri mi sono trovata a fare un bel pezzo di strada  – minimo tre quarti d’ora direi – con una signora incontrata per caso nel pellegrinaggio verso Bologna centro in una giornata di scioperi. Tralasciando quanto posso essere consapevolmente cretina a volte, nella fattispecie nella scelta di mettere un paio di scarpe acquistate l’anno scorso da Selfridges a Londra e mai indossate fin’ora per farmi un’ora e mezza di camminata, decisione per la quale mi merito tutto il dolore che ho provato e che continuo a provare, dicevo, tralasciando le mie vanità fuori-luogo, vi riporto il consiglio della signora: la signora mi ha detto di non sposarmi. Così, quasi dal nulla, che si parlava un po’ della nostra vita e di quelle cose lì, che vivo a Milano, che adesso sono a Bologna, che faccio questo, che ho fatto quello, lei se ne esce con – brava, continua a fare le tue cose e non sposarti. – Io la guardo sorpresa e sorridente e le dico che no, infatti no, non ci sto pensando proprio a sposarmi… e lei – si, guarda, io sono sposata e ho due figli, e il mio matrimonio anche se ti dico così va bene, ma tu non sposarti, è uno sbaglio, anche se non sembra a volte, tu lascia stare, fai le tue cose, e non ci pensare. – . Non so neanche perchè mi sembra una cosa degna di essere riportata, forse per come mi ha sorpreso l’uscita dell’argomento matrimonio in quel momento…mha, comunque la signora mi ha detto di non sposarmi, ed è tutto qua.]

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Piano 7 e 1/2 e le Fragilità sovraesposte.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 6, 2008

Il piano 7 e 1/2 è quello in cui si recuperano schizzetti vari fatti per far numero e si cerca di trasformarli in qualcosa di dignitoso. Non riuscendoci. O comunque non essendo mai pienamente soddisfatti di ciò che ne esce. O meglio, non riuscendo a giudicare ciò che ne esce. Mha…

[Potrei anche farvi l’indovina da che film viene quell’immagine lì, ma è proprio troppo difficile, quindi no.]