S/H

Selezione

Selezione Collection

[once there was a Selezione section in the sidebar containing random picks and short considerations. Today it’s a page.]

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Formule per semplificarsi la vita

Titolo(nome di persona + nome di persona) = Buona commedia

Dall’alto in basso: Harold e Maude, Pauline e Paulette, Melinda e Melinda, Louise Michelle, Julie e Julia.

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Grande fonte di ispirazione in materia di figliolanza a venire.

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La selezione per l’annual di illustrazione di Communication Arts, come dire…non mi convince un cazzo.

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Garcia Madrid è un marchio [gay] di abbigliamento [gay] maschile [gay] che mi piace parecchio, e che ho scoperto grazie alla collaborazione con un illustratore spagnolo [Ricardo Cavolo – non gay] che pure lui mi piace parecchio…cosa volevo dire? ma certi outfit della collezione s/s10, non sembrano anche a voi direttamente ispirati all’immaginario erotico di un prete pedofilo degli anni ’60?

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Maira Kalman è una donna intelligente, colta, è un’illustratrice, una designer, una tipa brillante, divertente, capace di provare sincero entusiasmo per certe cose. E’ più o meno tutto quello che voglio essere.

Credo che nessuno ci si sia mai avvicinato tanto fin’ora. In questa conferenza al TED parla della sua – e di suo marito – vita e del pensiero retrostante il suo modo di fare l’illustratrice e tutto il resto. Io credo profondamente in tutto ciò che dice, e chi nel proprio lavoro ignora le cose di cui parla lei per me non esiste. [Potrei spigarmi meglio, ma annoierei]

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A San Francisco hanno messo su la meglio contro-protesta di tutti i tempi. La rivolta conservatrice della Westboro Baptist Church contro i diritti degli omosessuali si è trasformata in un girotondo non-sense di cartellonistica random e unicorni punk, i ferventi cristiani prima non hanno capito, poi si sono arrabbiati e dopo sono andati da Gesù e Padre a fargli presente che considerato tutto lo sbattimento per portare sulla Terra La Parola, uno minimo si aspetta da parte loro un certo impegno nell’evitare situazioni imbarazzanti.

La cosa migliore di tutto l’accaduto comunque è il God Hates-Sign Generator.

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SpY ha vinto l’ambita coccarda di pellicola d’alluminio e apparecchi odontoiatrici dismessi destinata al mio street artist preferito.

Cos’ha SpY più di Bansky, o Zeus, o di quel tizio italiano che ha sostituito i cartelli coi nomi delle stazioni della Metro con cartelli graficamente uguali ma con scritto “Atlantide”, e che ha messo una conversazione-tipo al posto del nome della via nei segnali preposti, in modo che la conversazione andasse facendosi di segnale in segnale, che adesso non mi viene il nome e sembra che parlo di mio cugino, ma in realtà lo stimo tantissimo, profondamente…bè, insomma, perchè SpY mi piace quel 10% di più di tutti questi geni? Oh, perchè è così poetico! Sempre, in modi diversi, anche quando l’intervento sul suolo pubblico è profondamente critico, lui mi fa sbrilluccicare gli occhi come quando mi toglievo le sopracciglia! Cioè, l’immagine che vi ho messo su, per dire, con la telecamera che fissa il tubo blu, che fa parte di “for security reasons”-intervento-riflessione sulla politica dell’iper-controllo a cui siamo sottoposti causa ansie globali piuttosto giustificate ma comunque malgestite…come dire…è una telecamera che fissa un tubo blu! Ovviamente non lo metterei mai per iscritto, ma se ve ne parlassi seduta sul divano di casa mia vi direi sicuramente che “è così tenero!”

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Ve lo ricordate che adorate Andre Jordan, vero? [navigate dall’archivio, che è comodo]

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Avete presente la gestione berlusconiana della sfera culturale del paese? Ecco, fate un sunto, riportate alla mente un abbozzo generale della situazione e mettetelo da parte. A Toronto – TORONTO – pure ci si lamenta che non vengono destinati abbastanza soldi all’arte e alle cose buone e belle, e pensate, la gente che lavora nel campo, invece che andare a lamentarsi da Marzullo e da Fazio, ha avuto un’idea e fatto una cosa: propongono di fissare una tassa per le campagne pubblicitarie su billboard e di destinare il ricavato appunto alle attività culturali. Il senso è che l’impatto di questo tipo di pubblicità sullo spazio pubblico è altissimo, decisamente superiore rispetto agli altri. Informazioni e petezione le trovate su BeautifulCity.ca.

Comunque, a parte il fatto che penso che come idea di base sia assolutamente pertinente, io come al solito segnalo le cose non solo per il contenuto, ma anche per come vengono fatte. ‘Sto giro trattasi della campagna di affissioni con riprodotte opere d’arte.

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Tu chiamale se vuoi emozioni. Stamattina ho notato da Hoepli le cose di questa casa editrice, Strane Edizoni, che fa libri in serigrafia in copie numerate. Se non avete certi feticismi, bè, sveglia, è il caso di farseli venire, perchè quando tocchi la carta e senti il leggero rilievo, quando vedi la piccola imperfezione che c’è solo sulla tua copia e su nessun’altra, quando realizzi che tu hai il numero 161 su 280, sono bei momenti cazzo.

Spero che diventino ricchissimi.

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Krzysztof Domaradzki. Santodio. VI SEMBRA UN NOME? Questi fottuti slavi che non sono nemmeno capaci di usare l’alfabeto, ci vorrebbe proprio una bella Polski Storm per imporgli una quota minima di vocali nelle parole, magari preceduta da una conferenza di Obama a reti unificate scritta da Jerry Lewis. Comunque il progetto Mild Deliria è spettacolare, gigante, e anche i dipinti, superiori…quindi mi chiedo perchè uno che potrebbe fare l’artista a questi livelli fa poi delle cose tamarrissime come designer…forse perchè non a tutti fa schifo quanto a me il design laccato, anzi, certi feticismi nerd fanno delirare un sacco di gente, Kxx compreso suppongo. Poi sì, pagano, ma non è quello il punto, certa roba se non ti piglia al midollo non ci arrivi a farla.

Che dire? Farò finta di non aver visto i lavori di design, e lo amerò per il resto.

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Quest’uomo colleziona giocattoli musicali degli anni ’70 e ’80! E’ un superfigo o uno spaventoso potenziale pedofilo rapitore di ottenni che rinchiude e sevizia nella sua cantina fino agli undici anni per poi ucciderli con atroce crudeltà? Mha, chi lo sa, la sua collezione comunque è spettacolare, sembra un frullato di Candy Candy, Super Vicki, Gay Pride e Didò…veramente, guardatevele finchè potete, quando gli daranno la pena di morte per stupro di minore penso che il sito verrà chiuso.

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You might be innovative — but are you awesome?

The Awsomeness Manifesto. L’innovazione, concettualmente, è obsoleta.

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Ci piacciono i poster di Shirley-Ann Dick con riportati pensieri sulla creatività di gente di un certo livello. Ci piacciono per quello che c’è scritto e ci piacciono perchè il layout si rifà a Rothko, che se ancora non lo è dovrebbe diventare al più presto uno degli artisti che amate di più.

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Ho letto dalle Malvestite del corso Dress your Talents organizzato dalla Domus Academy per insegnarci a creare il look vincente delle star. Ma adesso che ci penso, io questa cosa l’avevo già fatta! Ricordate la Glam Box, il mio bellissimo gioco per far indossare a Malgioglio tutti gli outfit più incisivi della scena glam daglia anni ’70 a oggi? NO?! Ricordatelo allora! Io il gioco lo avevo regalato alla mia amica dark-vegan-sociofobica in onore dell’inquietante entusiasmo che la cosa aveva suscitato in lei, però visti gli sviluppi potrei anche farmelo ridare e brevettarlo…si brevettano i giochi da tavolo?

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“When getting closer to the time of the competition, my thoughts are more and more about sauna, even in my dreams.”

Thomas Hilland è un regista di spot e video musicali principalmente, è molto bravo, ha fatto Sparks dei Röyskopp per dire, ma questo suo documentario sul plurivincitore della Sauna World Cup scopre nuovi inesplorati aspetti delle parole impegno e dedizione.

> Jack White e la cazzo-che-peccato-che-non-sono-Nico dei Kills si sono trovati insieme ad altra gente seria tutta rock, gin, polvere e sudore sudista e hanno fatto un gruppo. Si chiamano The Dead Weather, bene bravi, siete esteticamente fastidiosi quanto uno spogliarello di Andy Warhol, ciononostante il singolo Treat Me Like Your Mother e tutto quello che ci gira intorno, mio malgrado, mi piace.

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Gli stereotipi nerd degli anni ’80, diventati poi gli stereotipi nostalgici del 2009 sono in realtà stati inventati da Billy Wilder negli anni ’60.

> Sposiamoci, andiamo in viaggio di nozze, festeggiamo, facciamo i figli, organizziamo cose, arrediamo casa, e invece di fare i filmini facciamo delle stop motion. Lo spot del 50° anniversrio della Olympus Pen. La teoria della Matrioška applicata alla stop motion. Bello.

> I Hate Vegans. Lo avevo pubblicato anche su Facebook, poi ho pensato che questa cosa di farmi odiare da chiunque mi stia intorno alla lunga potrebbe rivelarsi controproducente, così l’ho tolto. Chissà poi perchè frequentate così poco il sideblog, è un sacco più interessante del blog.

> DATEMI UN ALTRO QUARTO D’ORA PER RIDERE, PIANGERE E RAMMARICARMI DEL DESTINO DELL’UMANITA’ SOTTO UN PO’ TUTTI I PUNTI DI VISTA POSSIBILI, E POI VI DIRO’ DEL NUOVO TREND PER FARSI VEDERE DALLE CASE EDITRICI TRAMITE FACEBOOK – Fatto – Ragazzi, giovani aspiranti scrittori magari un po’ acerbi, ma a detta di tutti i vostri amici assai talentuosi, c’è chi ha escogitato un nuovo EFFICACISSIMO modo per farsi notare dagli editori! Dite basta agli stati d’ansia provocati dai concorsi e a quel senso di inutilità nel mandare racconti brevi a visionatori annoiati per i quali siete solo carta liscia da 80 gr.! Una nuova, autorevolissima strada si sta aprendo davanti a voi! TAGGATE LE CASE EDITRICI NELLE VOSTRE 3000 PAROLE PUBBLICATE SU FACEBOOK!

Cosa dire? perchè quelle tette strabiche? perchè questa atmosfera da episodio pilota di True Blood? Ma lo sai che Minimun Fax pubblica 1-2 esordienti l’anno in tutto? E che i Giardini di Mirò non ci crederanno mai che hanno passato Dirge dei Death in Vegas in una radio del sud Italia?

L’incapacità di autovalutarsi mi spaventa molto. In manera “personale”, come dire. Paura.

> La notizia ANSA non è completa: è successo che un turista di un certo spessore ha richisto la sospensione dello scampanamento mistico alle 7 del mattino, e adesso i fottuti pazzi residenti si lamentano, e ogni mattina – per protesta – attaccano a suonare l’Ave Maria con le pentole. Ora, io non so chi sia quest’uomo importante, ma fosse anche Capezzone io credo che le sue pretese da posizione di punta nella piramide del potere vadano rispettate, io APPOGGIO E DIFENDO LA CASTA contro le malsane abitudini delle comunità cristiane, mettetevelo in testa, LE CAMPANE FANNO SCHIFO. Napalm e gavettoni contro il concerto di pentole.

> Gosh! Urban Outfitters adesso ci fa anche le bici costumizzabili…fighe, ma a voi che vi frega? tanto in Europa non consegnano.

> Tamara Muller

> Vi prego, qualcuno dica a Saatchi che ci vuole l’ombra sotto quei culi fluttuanti ritagliati a caso.

> Negli ultimi 3 giorni ci siamo tutti innamorati di James Paterson e di Rhonda, un programma 3D di cui attendo di capire meglio le potenzialità [credo che il punto comunque sia schizzare in 3D, lavorando sulla struttura base del disegno, non sviluppata in funzione della successiva colorazione e sticazzi vari, che quindi mantiene la freschezza del tratto e della mano dell’autore. Credo.]. Lui è un disegnatore eccezionale, paragonabile per bellezza del segno solo ad Amose [ma decisemente più interessante], e nel video mostra la costruzione di un disegno e altri lavori fatti negli ultimi anni. Sbaviamo.

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Chuck Smith, una valida alternativa a un matrimonio responsabile.

> Fate come il mio amico Ben Zur Levi, tenete da parte una percentuale dei vostri stipendi provenienti da attività creative varie e spendetela per acquistare arte. In particolare spedetela per comprare i quadri del nostro Dio Mike Monteiro, il costo è contenuto e l’Helvetica – si sa – sta bene con tutto.

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Kiss me Licia is over, but you’re not alone.

> Ammettiamolo, la religione, o comunque un sistema di credenze coerente, è una cosa importante nella vita di un essere umano. Sembra niente, ma aiuta un sacco, fa ordine, uno poi si muove con meno pensieri, più…”sciolto”. Si, insomma, anche io che dico-dico in realtà non mi sono mai sentita veramente a mio agio nel nulla cosmico nel quale fluttuava il mio stitico spirito semitrasparente; ammetto che questa sensazione di mancanza mi ha portato nel corso del tempo alla ricerca di un credo che mi rispecchiasse e mi guidasse attraverso la fitta boscaglia intricata della vita.

Nella prima adolescenza mi sono quindi affidata alla parola di Courtney Love, scelta assolutamente adeguata fino a quando si hanno 16 anni, si indossano le magliette degli Iron Maiden e ci si sbronza di Bayliss e Fragolino ascoltando rock anni ’90, ma purtroppo lacunosa per tutte le altri fasi dell’esistenza di una persona normale.

Più tardi il ruolo di iGod è stato incarnato da Diletta Barone, la mia prof. di italiano e storia, una cosa decisamente più seria rispetto alla vecchia Courtney, ma anche questa destinata a terminare insieme alla mia complessa adolescenza.

Ho avuto poi un lungo periodo di rifiuto rispetto alla ricerca spirituale, dal quale sono uscita grazie al reincontro – sotto una nuova ottica – con “Il cielo sopra Berlino”. Purtroppo però il tentativo di creare un sistema di cerdenze sulla base del film di Wenders si è rivelato un esercizio interessante dal punto di vista intellettuale, ma decisamente poco appagante per quanto riguarda la componente emotiva che la fede richiede.

Ho tentato anche un atto “surrealista” – cerdo – ovvero creare una religione fondata sui Truismi della Holzer, una cosa completamente nonsense che pensavo potesse essere adeguata alle mie esigenze; ma per quanto interessante, l’assenza completa di contenuto mi riportava in uncerto senso alla situazione di mancanza iniziale, diversa solo dal punto di vista del dispendio energetico. Un po’ inutile, converrete.

Ma ad oggi, dopo le giuste riflessioni posso dire di avere anch’io una Bibbia, un insieme di precetti, riflessioni, illuminazioni varie che sento possono rispecchiarmi e farmi da faro nell’oscuro mare tempestoso dell’esistenza. E’ Il Drawings-set Flickr di Mike Monteiro, unico, ispanico e dotato di account pro. Non vedo l’ora di riempire la mia stanza di poster raffiguranti lui che guarda misericordiamente verso l’etenità azzurro PANTONE 628 M con un’aura di luce bianca che gli incornicia il capo.

> Il Guardian rimane il più figo di tutti, sì.

> Anche con lui mi ci voglio fidanzare. “Tremo di paura, non di Parkinson” scalza “non posso satre con un uomo che frequenta le minorenni” e diventa ufficialmente la frase dell’anno.

> Ciao, io non c’entro un cazzo con Brigitte Bardot, se tu non c’entri un cazzo con Serge Gainsbourg, facciamo un disco insieme!

> Vi state chiedendo cosa regalarmi per il mio compleanno? Se siete un individuo di sesso maschile la risposta è questo: io e te, individuo di sesso maschile, diventeremo Lord&Lady o Baron&Baroness del principato di Sealand, lo stato più fottutamente figo di questa terra! Potremo anche fare le foto di famiglia con gli elicotteri nazisti che tentano di farci fuori per usurpare il nostro regno! sai che invidia i tuoi compagni del liceo impiegati alle Assicurazioni Generali!

> NAU-AI-NOU. Nella vita voglio fare la moglie dell’amico art director di Jamie Oliver. Dev’essere così pacatamente intrisa di creatività la vita della moglie dell’amico art director di Jamie Oliver. Scommetto che quando serve il caffè agli ospiti, la moglie dell’amico art director di Jamie Oliver, usa tazzine tutte diverse. E scommetto anche che quando va all’Esselunga, la moglie dell’amico art director di Jamie Oliver, mette la spesa nella shopper della Pinakothek der Moderne di Monaco. E ha sicuro un vestito a pois, la moglie dell’amico art director di Jamie Oliver. I fianchi dolcemente larghi, le gambe sottili, il seno abbondante, collo lugo, pelle chiara, i capelli raccolti disordinatamente, sopracciglia folte ma curate, una piccola voglia rosata sulla spalla sinistra, tre nei sulla pancia, rotule appuntite, gestualità un po’ nervosa a volte, riservata ma brillante.

In poche parole Jamie Oliver ha messo su Recipease, una specie di catena di laboratori di cucina nei quali si va a cucinare cose buone, belle e veloci. Insomma cibo quotidiano per essere quotidianamente i più fighi del quartiere. E poi si possono comprare dei già pronti dal packaging ammiccante fatto per essere portato a spasso con orgoglio e malcelata spocchia, magari tenendo L’Internazionale sotto l’altro braccio. [io apprezzo eh, non fraintendete.]

> Un mio compagno di classe delle medie che adesso tiene corsi di GAG in una palestra, ieri sera è andato al Kinki vestito Damien Hirst. E’ quello che potrebbe FACILMENTE capitare a ognuno di voi, visto che Damien Hirst, la prima donna dell’arte contemporanea inglese conosciuto per le bestie in formaldeide e molto altro ancora, se n’è uscito con una linea di vestiti per Levi’s. Brutta e tamarra come poche altre cose al mondo.

> Da questo dovrebbe essere piuttosto semplice capire che io questo potrei anche decidere di farmelo stampare su tutte le magliette-canottiere-vestiti-mutande-asciugamani che ho. Grazie Mike Lowery, sei un figo, fidanziamoci.

> Marc Kremers è un digital artist, e come la maggior parte dei digital artists spesso fa cose divertenti e ironicamente acute, tipo questo, Portrait of an unknown document. Poi vabbè, ‘sta cosa fa abbastanza vergogna [cliccate sulla tela], perchè è quello che DA ANNI succede semplicemente andando su jacksonpollock.org grazie alla testa fantastica di Miltos Manetas [a cui perdonerò la relazione ridicola con qella cretina persa di Vanessa Beecroft], quindi non so come Kremers abbia trovato il coraggio di inserirla fra le suo opere 2008/2009…comunque dai, ogni tanto gli vengono idee davvero brillanti, e soprattutto non cede spesso all’area seghe-mentali-nerd di quel genere di arte, apprezziamolo almeno per questo.

> Quella sottile linea fra il mieloso e il disarmante. Andre Jordan e tutto ciò che i vostri ex deficienti non sarebbero nemmeno in grado di pensare. Oppure Andre Jordan e il vostro orgoglio di bambina depressa e speciale. Oppure Andre Jordan e “però basta con questa cazzo di ossessione del suo incredilimente figo fidanzato!”.

E’ quasi imbarazzante…

> I think I hate you, don’t ask me why. Rivendico il mio sacrosanto diritto di odiare gratuitamente, quindi stringo gli occhi fortissimo e spero che i vostri bambini del sud-est asiatico vi attacchino la malattia che fa diventare brutti, tristi, poveri e vittime di politiche nazionali incompatibili con la Dichiarazione Universali dei Diritti Umani.

A proposito, e i marmocchi corean-burma-thai dove sono?! Dove cazzo sono?! Cos’è, non erano in linea con la rivistazione del set di Blow che avete messo su?! Non siete proprio capaci di volere bene, voi di Hollywood.

> Valenciennes è un comune nel profondo nord francese, al confine col Belgio. A Valenciennes c’è la scuola che dovete fare se volete diventare animatori, o giù di lì. Si chiama Supinfocom e là dentro si può arrivare a fare cose così –> Gary-le film.

> Tema del giorno contro ogni ragionevole aspettativa: le caroline di San Valentino di Ted Carpenter sono perfette. [ahhhh, ma è uno dei Vahalla!]

> E poi c’è lui che è un genio. Insomma, proprio di quelli venuti al mondo per nient’altro che essere un genio in quello che fanno. Cioè, seria, niente iperboli, ho una teoria in merito.

> Ok. Se prendi per il culo è divertente, davvero, tipo la cosa delle griglie, fa sorridere, cioè, nel contesto della presa per il culo è perfino intelligente…se però tu non scherzi, e qualcuno pure ti paga non è proprio divertente un cazzo. Jahan Gerrard.

> Stop Motion and she goes “ohhhhh!!!” – Her Morning Elegance, di Oren Lavie. La stop motion mi ha resa una persona migliore.

> How I wish I were in a relationship with Ryan Gosling. Solo che lui si mette sempre con queste brunette trovate sul set di film da carrello spesa Fininvest nell’84, quindi io mi rassegno e simulo la nostra tenera storia d’amore non comunque priva di sfumature ironiche e imbarazzanti stati eccitatori con Fuck Yeah! Ryan Gosling. Il nostro momento più bello direi che è stato questo.

> L’unica Saga che mi appassiona. Sempre più belli e sempre più romantici secondo me…l’anno scorso avevo fatto un riassunto degli spot Sony per gli LCD Bravia, e adesso aggiorno, anche se con un po’ di rtardo: Domino City. [Agenzia: Bates141 – Singapore. sito molto carino fra l’altro…].

> Sono emozionata e commossa, e questo box è troppo piccolo per contenere tutta questa tenerezza! – attratta da un character bento coi personaggi de “la Città Incantata”, sono finita nella sezione Obento del Flickr di lui…e già a questo punto ero estasiata e tutto quanto, poi ho scoperto che i cestini non li fa lui, ma li fa per lui la sua fidanzata, una ragazza giapponese che nella vita si occupa di traduzione di cartoni animati e dintorni, ma che si dedica anche a queste composizioni bellissime…come si fa a non commuoversi?

> Visto che abbiamo fatto i titoli di testa, facciamoci pure i The End. Per amor di completezza.

> Quasi mi scordavo e vi lasciavo inconsapevoli del restyling di TESCO…scusate. In pratica uno passa la vita pensando a TESCO come al supermercato un po’ sfigato-triste, triste perchè sa di essere un po’ sfigato e di poterci fare poco…e poi un bel giorno olè, ribaltone, packaging strafighi commissionati alla Pembertn&Whitefoord. Le Tortilla Chips con il Bandito gusto-adeguato, e la creazione della linea Fresh&Easy per il mercato americano. E da domani alla Pam le cassiere escort.

> I FFFFOUND THIS! – Si chiama Waxin’ and Milkin’, ed è l’ennesimo blog di un sant’uomo che raccoglie immagini fighe e le pubblica. Nel mischione c’è un po’ di tutto, fotogrammi di film e serie, fotografie promozionali, locandine, il mio mito lesbico da un anno a questa parte ecc…sono molto contenta!

> Loro sono dei fighi, e voi non ci potete fare un cazzo.

[mettetela come vi pare, ma è così.]

> Questo alfabeto di Marin Van Uhm è bellissimo.

> Eugene Hsu – oh, Eugene…

> Jason Munn – il più bravo. [grafica/illustrazione]

> Brian Dettmer che scava i libri e li trasforma in bassorilievi.

> Mi sa che dovete leggere questo.

> Nosferatu who? – Oh, a me questa “animazione” fa troppo ridere! Ma giuro, tantissimo!

[al posto di “animazione” leggere “montaggio di “fotografie” fatto con Windows Movie Maker/iMovie”. Al posto di “fotografie” leggere “immagini ottenute con l’ausiglio di un videofonino da massimo 149 euro.”]

> C’è questo Mike Stimpson che fa il fotografo. La cosa divertente è che ogni tanto ricostruisce le immagini più famose della storia della fotografia coi Lego. Si erge petizione per inserire il sacchetto di plastica fra gli accessori Lego.

> Avete presente quelle cose tendenzialmente marginali che pur essendo magnifiche alla fine non si approfondiscono mai perchè ci sono state proposte come contorno e non come punto essenziale della situazione? Avete presente? No? E invece sì che ce le avete presente, tipo le animazioni – ma non solo – di certi titoli di testa o di coda nei film…bè, esiste un blog che li raccoglie! Si chiama Art of the Title e, oltre a raccogliere i video, ogni tanto dice anche cose interessanti in merito, e – non soprattutto, ma quasi – fa delle belle composizioni coi fotogrammi [cosa che noi esseri umani comuni non possiamo fare].

> The Living Room Candidate – spettacoloso: un archivio degli spot delle campagne presidenziali americane dal 1952 a oggi. Fra l’altro si può navigare in diversi modi, scegliendo l’anno, il tipo di spot, la tematica di riferimento ecc…appunto, spettacoloso.

> Durex ad: so simple, so evil.

> Qualcuno mi ricordi che voglio il  catalogo.

> Cosa splendida apparsa sul tumblr della Bellocchio.

> Premessa: buuuuu, che schifo quelli dei cani che li trattano come cristiani, che i vestiti, i centri di bellezza, i codini, Paris Hilton, Lessie-Lessie-Lessie!

Ok. Detto questo, questa qui è la campagna pubblicitaria di DDB Canada per Timmie’s Dog Spa che è molto bella in tutti i sensi, cioè è un lavoro brillante dal punto di vista dell’idea, con delle belle fotografie e una bella grafica. Questo nonostante il fatto che buuuuu, che schifo quelli dei cani che li trattano come cristiani, che i vestiti, i centri di bellezza, i codini, Paris Hilton [ma a proposito, dov’è che è Paris Hilton ultimamente?], Lessie-Lessie-Lessie!

> – Oh mio dio, ma tu sei…bellissima!

– E sono solo un pezzo di legno!

– Ah, quanta poesia nelle tue forme…quanta armoniosa sinuosità sussultante…

– …si…già…per la curva dici, vero? è un modo di lavorare un po’ complesso effettivamente, ci vuole delicatezza…però…insomma…alla fine sono poi solo un pezzo di legno…

– …e la tua conca! ah, quella conca! sembra plasmata dal vento, da un soffio carezzevole che ti ha amata in un giorno nuvoloso!

– …si, bhe…si è fatto un po’ tardi…io devo…cioè, il mio fidanzato fa body building e…io…sono solo un pezzo di legno!

– no, non è solo legno! tu sei legno e aria tutto insieme! sei uno scambio continuo fra forma e sostanza…

Ovvero Barca by Jakob Joergensen, uno dei vincitori alla International Furniture Design Competition Asahikawa.

> FABRIC 37-39 . Il Fabric è un club di Londra, ma anche un’etichetta, ovviamente legata alle serate del locale. La grafica delle copertine FabricRecords è in genere molto pulita e facilmente riconoscibile, io nel mio piccolo mi sono innamorata della serie 37-39, ovvero Fabric 37, Fabric 38 e Fabric 39. Gusto mio che sono fissata con le figure grottesche della pittura fiamminga, voi magari preferite la serie vintage-bucolica 40-42, oppure, che ne so, prendete in considerazione i dischi per via della musica e non della grafica di copertina…

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> Esperimenti di Jemaine Clement.

> The Sheep Market. Il vero mercato delle pecore disegnate. Oh, mica che vendono stampe, vendono solo il disegno orginale in copia unica e irripitebile. Essendo pecore ovviamente vengono vendute a gregge, non a singoli pezzi.

> My first interactive video ever. Molto tempo fa linkai il video di Neon Bible degli Arcade Fire, non tanto perchè loro mi piacciono molto, ma perchè è un video interattivo. Cliccate in giro, magie accadono.

> Get London Reading. Campagna londinese per invogliare alla lettura con tutto un contorno di inziative ed eventi. Quello che mi piaceva era il lavoro di stancil cittadini della KentLyons.

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