S/H

Indispensabili

Posted in LIKES by sarah on marzo 30, 2013

Circa un anno e mezzo fa la responsabile di un blog mi ha chiesto di elencare i cinque libri per l’infanzia a mio parere  indispensabili nelle libreria di un creativo, seguiti da una breve motivazione. La mini-intervista però non è mai andata online, e la rubrica che si occupava della cosa ha terminato di esistere al quinto contributo.

Ciò nonostante mi fa piacere pubblicare le mie risposte. Probabilmente se la domanda mi venisse rivolta adesso uno dei titoli sarebbe diverso, ma diciamo che sono ancora convinta dell’importanza dei libri che ho elencato. Soprattutto di “Il giorno che scambiai…”, ci tengo a sottolinearlo, perchè è uno dei testi che più mi ha colpito in tutta la mia vita, per questioni di empatia e di coincidenze inaspettate (qui approfondimento sulle coincidenze inaspettate scritto da un’ingenua me innamorata molto più di Dave McKean che non di Gaimain, assurdo eh?).

Eccoli dunque:
Il Giorno che scambia mio padre con due pesci rossi – Neil Gaiman e Dave McKean – Mondadori
Gaiman penso sia il mio autore per ragazzi preferito, ha la capacità di cogliere e restituire sentimenti, pensieri e stati d’animo dell’infanzia con grande precisione. La prima volta che ho letto questo libro sono rimasta stupita nel ricordare nitidamente un pensiero che avevo avuto anch’io tale e quale da bambina e di cui mi ero dimenticata. Le illustrazioni poi sono di Dave McKean, illustratore incredibilmente vesatile, capace di mantenere il suo stile riconoscibilissimo anche lavorando a progetti molto diversi fra loro.

New York en Pyjamarama di Michael Leblond e Frederique Bertrand – Ruergue
uscito da poco in Francia, è un libro interattivo che utilizza la tecnica d’animazione dell’ombre-cinéma, in questo modo è il lettore stesso a dare movimento alla scena, a fare la magia, e al contempo a vivere lo stupore di fronte alla pagina che si anima. La cosa che mi piace poi è che a differenza di altri libri che sfruttano questa tecnica, NY en pyjamarama ha anche una trama e un personaggio che ci accompagna nelle diverse situazioni, anche lui un po’ spaesato e stupito.

Da lontano era un’isola – Bruno Munari – Corraini
Penso che sia il libro di Munari che preferisco, innanzitutto per l’idea di base, ovvero l’importanza del saper guardare oltre ciò che già conosciamo e lasciar correre l’immaginazione – e poi perché – come sempre nei libri di Munari – ogni pagina è una scoperta, propone un nuovo punto di vista sulle cose. E’ un libro importante per chi lavora con la creatività.

La serie This is… di Miroslav Sasek – Universe (Rizzoli)
classici da collezionare, Sasek guarda le città del mondo in maniera naif, lascia da parte le sue conoscenze da adulto e osserva piccole e grandi cose con lo stupore di un bambino e l’arguzia di un grande autore. Sono libri che sfogli sorridendo, compiacendoti dell’ironia delle descrizioni e della bellezza dei disegni.

Various Illuminations(of a Crazy World) di Maira Kalman – Prestel
o qualsiasi altro suo libro. Maira Kalman c’è sempre nella mia lista di autori preferiti, che si parli di infanzia o di età adulta. Il suo sguardo sulle cose è brillante, vivace, vispo, e il suo lavoro è di un’eleganza ed ironia inarrivabili.

Resumé

Posted in LIKES by sarah on settembre 2, 2011

drawing by Aurora

love/love/love

the others were:

Aurora Cacciapuoti nekocherry.com
Bianca Bagnarelli bi-acca.blogspot.com
Daniela Tieni fridainnamorata.blogspot.com
Emanuele Rosso flickr.com/photos/ehiuomo
Fabrice Beau fabricebeau.eklablog.fr
Francesca Capellini francescacapellini.com
Francesca Ferri pirulino.com
Giada Fiorindi giadafiorindi.altervista.org
Giulia Sagramola giuliasagramola.it
Ilaria Boscia scarabocchia.blogspot.com
Lorenzo Bravi lorenzobravi.com
Marco Tavarnesi sospensorio.wordpress.com
Marta Iorio martaiorio.blogspot.com
Marta Muschietti martamuschiata.altervista.org
Nicola Giorgio nicolagiorgio.com
Sara Gavioli saragavioli.blogspot.com
Sarah Mazzetti kikkla.wordpress.com
Umberto Mischi umbertomischi.com

Precious, again.

Posted in LIKES by sarah on agosto 23, 2011

Presents from my cousin.

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Posted in LIKES by sarah on agosto 19, 2011

Just to say that it’s incredible how often people unintentionally die when they find out they’re immortal.

Tan Chronicles#3

Posted in LIKES, WORKS by sarah on agosto 12, 2011

The North Sea is being sucked in by someone in Tasiilaq.

Popeye

Posted in LIKES, WORKS by sarah on luglio 4, 2011

Sean

Posted in LIKES, WORKS by sarah on giugno 16, 2011

Sean is a 14 minute documentary in which director Ralph Arlyck interviews 4 year old Sean in his apartament in San Francisco in 1969. San Francisco in that period was the epicentre of the hippie culture and probabily one of the most mixed cities in the Western World. Sean used to live in his house together with his parents and every sort of humanity passing by, and the documentary shows things that obviously made audience talk, culimating in the child saying he smokes pod.

It’s interesting and gripping also, because it makes emerge – in a extremely naive way – lots of the contradictions of that life style [which was Arlyck’s aim, who was far from being a neutral observer I think]. For example, on one side you have a child allowed to smoke pod, but on the other side, when Arlyck asks him if he will be cleaning the deck on the boat his father is building, the answear is “No, that’s my mother’s job”. Pretty conservative.

So, you should watch it, or you could read the synthesis I did. It took me a while to select and mount the frames in order to make “coherent blocks”, but it worthed the pain, despite being a low budget product the way the scenes were directed and mounted is pretty smart too [for example, Arlyck put his camera on a skateboard and followed Sean around, in order to film more or less from the high of a 4 year old child].

And there is also another longer documentary Arlyck did in 2005, in which he meets grown up Sean and his parents, and somehow shows how it all levelled up and normalized eventually, making that period feel like a dream, a brief escape from real life. It’s in six parts, and starts from here.

 

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Sean è un documentario di 14 minuti nel quale Ralph Arlyck intervista Sean, un bambino di 4 anni nel suo appartamento di San Francisco nel 1969. San Francisco in quel periodo era l’epicentro della cultura hippie, e probabilmente una delle città col più alto tasso di diveristà culturale dell’Occidente. Sean viveva in casa sua coi suoi genitori e ogni sorta d’umanità che passava di lì, e il documentario ovviamente mostra cose che hanno fatto parlare il pubblico, culminanti col bambino che afferma di fumare l’erba.

E’ interessante e anche coinvolgente, perchè fa emergere in modo innocente molte delle contraddizioni di quello stile di vita [che era poi l’obbiettivo di Arlyck, ben lontano dall’essere un osservatore neutrale credo]. Per esempio, da un lato abbiamo un bambino a cui viene permesso di fumare erba, ma dall’altro, quando Arlyck gli chiede se aiuterà sua madre a pulire il ponte della barca che suo padre sta costruendo, la risposta è “No, quello è compito di mia madre.” Piuttosto conservatrice come risposta.

Quindi dovreste guardarlo, o potretse leggere la sintesi che ne ho fatto. Ci è voluto un po’ a selezionare e montare le immagini in modo da cerare “blocchi coerenti”, ma ne è valsa la pena, nonostante sia un prodotto low budget, il modo in cui è stato girato e mortato è anch’esso piuttosto brillante [per esempio, Arlyck ha messo la sua videocamera su uno skateboard e ha seguito Sean in giro, così da fare le riprese più o meno dall’altezza di un bambino di quattro anni].

E c’è anche un documentario più lungo diretto da Arlyck nel 2005, nel quale incontro Saen adulto e i suoi genitori, e mostra in qualche modo come tutto si sia poi normalizzato, facendo sembrare quel periodo una specie di sogni, una breve fuga dalla vita vera.

 

 

Precious.

Posted in LIKES, WORKS by sarah on giugno 1, 2011

Read this.

And visit her ebay store, it’s only a matter of time before she sells online her forniture, house, daughter and Cobain’s pubic hair [that alone worth more than her forniture+house+daughter].

The thing is, I will always love Curtney, no matter what.

You Die, they Rape you, and then You become a Hipster Hero.

Posted in LIKES by sarah on maggio 19, 2011

I wonder how Mark Twain would have reacted to the fact that his Huckleberry Finn was brutaly raped by some decent and politically correct Southern teacher who had the brilliant idea of replacing the word “nigger” with “slave”. I guess he would have done something like publishing a new edition of his opera omnia with the word “cat” replaced by “domestic mammal belonging to feline species”.

Yes, this Alan Gribber managed to publish, together with this NewSouth, a new and censored edition of Twain’s book. Because there’s nothing worse than descent and politically correct people.

However, there were consequences. Someguy [an American artist] picked the book and blacked out everything apart from the word “nigger”, and even better, Richard Grayson – my Thursday 19 May hero – self-published a new edition with the word “nigger” replaced by “hipster”. It’s called The Hipster Huckleberry Finn, and can be free-downloaded here!

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Mi domando cosa avrebbe reagito Mark Twain alla scoperta che il suo Huckleberry Finn è stato brutalmente stuprato da un onesto e politicamente corretto insegnate del Sud, che ha avuto la brillante idea di sostituire la parola “negro” con “schiavo”. Penso che avrebbe fatto una cosa tipo pubblicare una nuova edizione della sua opera omnia con la parola “gatto” sostituita da “mammifero domestico appartenente alla specie dei felini”.

Sì, questo Alan Gribber è riuscito a pubblicare, con questa NewSouth, una nuova e censurata edizione del libro di Twain. Perchè non c’è niente di peggio delle persone oneste e politicamente corrette.

Comunque ci sono state conseguenze. Someguy ha preso il libro e ha cancellatto tutto fuori che la parola “negro”, e ancora meglio, Richard Grayson – il mio eroe di giovedì 19 maggio – ne ha autoprodotto una nuova edizione con la parola “negro” sostituita da “hipster”. Si chiama The Hipster Huckleberry Finn, e può essere scaricato gratis!

From Shakespeare to Chip Johannessen.

Posted in LIKES by sarah on maggio 17, 2011

“MAY THE BRIDGES I BURN LIGHT THE WAY”

Dylan McKay – 1994

Mike Monteiro loves his iPhone and all its applications. Beside this, he does Helvetica quoting paintings which I consider my Bilble.

He quotes everything, from writers, to movies, to his dog Asshole probably. And finds hidden treasures in 90s cult Tv series.

“May the bridges I burn light the way” I think is one of the sharpest sentences I have ever read, it feels like something Mercuzio could have said before dying, and it’s a Dylan McKay quote taken from a 1994 Beverly Hills 90210 episode.

So maybe TV authors are our contemporary poets, and their characters are our contemporary heros. I don’t know if it’s bad or good, I guess it’s just some post-modernism consequence, like Damien Hirst’s collection for Levis or California rolls.

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Mike Monteiro adora il suo iPhone e tutte le sue applicazioni. A parte questo fa quadri che citano cose e che io considero la mia Bibbia.

Cita di tutto, da scrittori, a film, al suo cane Asshole probabilmente. E trova tesori nascosti nelle serie cult degli anni 90.

“May the bridges I burn light the way” penso che sia una delle frasi più taglienti che abbia mai letto, sembra qualcosa che avrebbe potuto dire Mercuzio sul letto di morte, ed è una citazione di Dylan McKay estrapolata da un episodio di Beverly Hills 90210 del 1994.

Quindi forse gli autori TV sono i nostri poeti contemporanei, e i loro personaggi sono i nostri eroi. Non so se sia un bene o un male, suppongo che in fin dei conti sia solo una conseguenza del post-modernismo, come la collezione di Damien Hirst per Levis o i California rolls.