S/H

“Un Albero che Cade in una Foresta fa Rumore se non c’è Nessuno che lo Sente?” No.

Posted in Uncategorized by sarah on luglio 28, 2010

[chi ha voglia di correggere tutti gli errori di battitura di questo post metta il dito qui sotto]

Avete presente Mimmo Rotella? Nouveau Rèalisme, affiche sfregiate, New-Dada-cose, bla-bla-bla? Bè insomma, ero qui che giravo nell’internet raccoglliendo banner per fare un pixel-collage con cui sottolineare la metabolizzazione-accettazione da parte nostra dell’invasività della pubblicità su internet [sul mio profilo facebook in questo momento do spazio a kit per ricostruzione unghie, Geox scontate e pubblicità della pubblicità su facebook – cioè attraverso la mia utenza facebook io faccio pubblicità a facebook che vuole publicizzare a me e ai miei amici il fatto di poterci pubblicizzare su facebook – Calvino lo avrebbe adorato], e riflettere sul fatto che bho, probabilmente anche a un manico di scopa infilato nell’ano prima o poi uno ci fa l’abitudine. Voglio dire, se prima o poi dovesse capitare che fossimo tutti costretti ad andare in giro con una scopa su per il retto, la cosa sarebbe molto meno tragica di come sembra. All’inizio darebbe certamente fastidio, ma l’uomo sottovaluta di gran lunga la sua elasticità fisica e morale, sono certa che passati quei 3-4 giorni di rodaggio non ci accorgeremmo neanche più di averla e il fatto di sedersi appoggiando il peso sulle anche diventerebbe presto la normalità. Insomma, la cattiva notizia è che il mondo fa schifo e va peggiorando, ma quella buona è che noi ormai CI SIAMO ABITUATI! E tutta questa merda non la percepiamo neanche più! Quindi, dai, è tutto ok! Da qui il titolo del post.

Comunque.

Stavo girando su Internet, e su Repubblica.it vedo questo:

Ecco, l’ennesima psico-stronzata, in più corredata dal faccione di Dawson che piange! La cosa mi ha fatto pensare a varie cose, al presappochismo, all’ingenuità, all’incapacità di fare decentemente il proprio lavoro, alle redazioni web insomma.

Com’è possibile che nella redazione del sito internet di Repubblica (il circa più importante quotidiano italiano) si usi la faccia di Dawson con questa inconsapevolezza? Dawson che piange è una bomba di significati e rimandi, è…BOOOOOOM! Non lo si può sfruttare come riempitivo-prototipo dell’uomo da statistica, quello ti sconvolge completamente il navigatore, gli smuove tutta la retorica della web-ironia su Dawson, che lo porta poi a risalire il Dawson’s Creek percorso sull’emotività adolescenziale passando dall’atteggiamento sarcastico iniziale a quello mnemonico, cosa che inevitabilmente gli riporterà alla mente le Dawson-situazioni più significative, fra le quali ci sarà di certo una delle puntate migliori della serie, ovvero la Brakfast Club-puntata in cui i protagonisti si ritrovano tutti insieme in punizione rinchiusi in biblioteca come criceti in una scatola da scarpe, e allora addio coperture, addio maschere, giù le mutande che vogliamo vedere i genitali alle vostre anime! E ovviamente con questa storico episodio nel flusso di ricordi dell’internetnauta riemergerà il film-baluardo dell’impiastricciata teen-intimità, The Breakfast Club appunto, citato non solo in Dawson, ma anche, l’anno scorso, in The Community. Anni ’80, ’90, ’00 fino alla fine del tempo dove ci saranno acne e insucurezza ci sarà quel film. E tutto sommato anche il Grande Fratello è The Breakfats Club. Che colossal, Ben-Hur non è un cazzo. C’è da notare poi come nelle serie televisive brillanti si facciano spesso citazioni di quelle che sono le “pietre miliari” dell’industria dello spettacolo. The Breakfast Club è una, un’altra è Seinfeld, adesso mi viene in mente solo Tina Fay che lo tira in mezzo in 30Rock, ma è stato omaggiato anche altre volte. Ci ho pensato, credo che la questione sia, almeno in parte, quella della definizione di una “Storia della serialità brillante” fatta di grandi capi e punti fermi che ancora oggi rimangono nei ricordi televisivi del telespettatore,  in opposizione alla leggerezza e alla natura apparentemente effimera di questi prodotti. Insomma gli autori, citando Sainfeld, o i Robinson o qualsiasi altra cosa fanno presente che frivoli-leggeri-volatili un cazzo, quella roba si è calcificata nel tempo e nella nostra testa probabilmente meglio di quanto non abbia fatto la Sotria del nostro paese, e se vogliamo sapere quali sono le nostre origini, da dove veniamo, è sicuramente più utile andare a cercare una guida TV di vent’anni fa che non ricostruire la scaletta dei governi e degli eventi nazionalisticamente rilevanti.

Visto cos’è successo? Totalmente off-topic. Colpa di Dawson.

Comunque, davanti a cotanto apporto in termini di cavolate, mi sono addirittura ritrovata a pensare all’ipotesi che scavalla la stupidità, ovvero il genio. Tipo che c’è un infiltrato a Repubblica.it, uno che se ne sta sulle sue a recitare la parte del redattore-impiegato postale mantenendo un atteggiamento a metà fra il low profile e la carenza patologica di autostima, uno di cui nessuno si ricorda mai il nome, che pacificamente si accontenta di quelle 4-5 mansioni di scarto che gli vengono affibiate giornalmente, tipo appunto fornire al volo thumbnails per articoli kinselliani. E lui lo fa. Ma quello che nessuno sa è che dietro a quell’esile metro e settantadue di carne umana color panna cotta in camicia pandant con cravatta regimental per staccare  il tutto, si nasconde un diabolico genio che da anni porta avanti un malvagio piano di distruzione progressiva della credibilità di Repubblica.it attraverso micro-interventi ipodermici. Dall’interno del sistema lui ne rosicchia pianino-pianino le ossa, calibrando sempre con estrema attenzione le sue mosse, così che il ridicolo sia percepibile solo da individui dal Q.I. quantomeno normale, e risulti invece incomprensibile per il resto della redazione. Ed ecco spiegata la faccia di Dawson.

Tranquilli, capisco qaundo è il momento di asciugare. Prima di arrivare a costruire una trama spionistica internazionale ispirata a Monaco ’72,  mi sono infatti autocensurata andando a leggere l’interessante analisi del mal d’amore post-vacanziero. Nell’articolo vengono riportati i risultati di una ricerca condotta da un team di esperti facenti capo ad importanti organizzazioni trans-giga-iper-mondiali fra cui la Wake Forest University del North Carolina, Pasqua-Vigneti e Cantine, produttori di vino del veronese, Roberto Cavaliere di http://www.maldamore.it e Tuxedo Mask, intrepido vendicatore mascherato da noi più conosciuto come Milord. L’effetto è più o meno questo:

E chissà che tristezza, che miseria esistenziale essere quella che nella vita scrive questa roba. Oh, Sara Ficocelli, che probabilmente volevi fare reportage di feste alto-freak-borghesi per Vanity Fair, chi sei, cosa fai, come ci sei finita qua?

Di informazioni su di lei – tipo, in cosa cazzo e dove ti sei laureata, amica? – in giro non se ne trovano molte – io comunque ho puntato 7 centesimi in monete da 1 cent e un maglione di cinilia color salmone che mettevo alle medie su Lettere-La Sapienza-2002, Marco nudo in posa da schiavo ribelle 50×70 che ho disegnato l’anno scorso a una lezione di figura mette 2 pile mini-stilo non ancora completamente esaurite su Psicologia Nuovo Ordinamento-La Sapienza-2005 e la Francis Bacon-calamita che non sta capendo nulla della situazione rilancia Lettere-Cattolica-2004 senza posta in gioco. Chissà, chissà! – comunque sulla Ficocelli quel che viene fuori è più che altro una miriade di 800parole “da-una-ricerca-è-emerso-che” tutti caratterizzati dall’atmosfera “safari per orsetti di gelatina nel mondo delle Scienze”. E di questo chi se frega. Ma c’è anche altro, nel settembre 2009 questa ha copia-incollato e firmato un post di Dissapore, e anche prima qualcuno aveva avuto un attimo da ridire sulla “freschezza intellettuale” dei suoi articoli. Da ciò mi sembra di capire che la routine lavorativa della Ficocelli sia più o meno 10.30 – 12 sguardo d’insieme alla pagina pseudo-scientifica di una quindicina di blog/quotidiani on-line anglofoni [accortezza suggeritale in sogno da Silvana Giacobini dopo quel “disguido” con Dissapore]–> 12 – 12.30 trascrizione degli argomenti papabili in piccoli fogliettini da appallottolare e mettere nel portamatite –> 12.30 – 12.35 …PESCA! abbaiamo il tema. —->pausa pranzo, facebook-cazzeggio ecc… dalle 14.30 rielaborazione dell’articolo scelto per la pubblicazione su Repubblica.it a sua firma. La cosa non è che sia sconvolgente, perchè come dicevo all’inizio, le 2000 tonnellate di sequoia millenaria che si sfracellano a terra in una foresta deserta – o popolata da sordo-muti-ciechi – NON PRODUCONO NESSUN MALEDETTO SUONO. E noi sulla mediocrità strutturale dei quotiani on-line siamo pacificamente adagiati.

Ammetto che io inizialmente ero disturbata dalla cosa. E’ che pensavo si, ma gesù, se copi il pezzo di un altro e lo firmi come se fosse tuo, e lo pubblichi facendo fare una figura pessima alla testata, insomma, se appena-appena si può contare sullo schema azione-conseguenza, tu, esempio magistrale di disonestà, pigrizia e ingenuità [e non mi riferisco all’ingeuità del filone “sguardo del bambino” sinonimo di apertura, ricettività ed entusiasmo, sto dicendo che per pubblicare su Repubblica.it un post di Dissapore sperando di passare inosservati bisogna essere stupidi] dovrai essere licenziata. Credo. No? No. Se la tengono. Mica che non la potrebbero sostituire in un nanosecondo, no, è che proprio la vogliono la Ficocelli, col culo ben saldo a quella sedia girevole. E io allora che dovrei dire? Niente, siamo tutti contenti, io adesso so che il tipo con cui consumerò rapporti sessuali prematrimoniali su una sdraio del Bagno Nettuno di Igea Marina soffrirà molto più di me quando ci lasceremo perchè al Bagno Angelo c’è una con le tette grossissime con cui può fare le cose che ha visto nei film porno prodotti a Napoli e girati a nelle campagne fuori Kiev. Mi sento già più forte per affrontare il colpo. La mia compagna di tavolo al corso di pittura che ho frequentato nel 2004 è super-orgogliosa adesso che Rampini le ha detto che tutto quel casino mentale che si ritrova in ogni stronzata che deve fare vuole proprio dire che è proprio fatta per proprio fare la proprio artista…e ‘sto giro si parla di Federico Rampini, mica dice cazzate! Quello ha vissuto un sacco di tempo in Cina! E la cosa ha segnato un sacco le sue scelte in termini di guardaraba e abbigliamento casual! E lo sapevate che i gatti fanno le fusa anche sul letto di morte, e che i maschi col pelo a chiazze (sempre gatti eh) hanno lo sperma infecondo come acqua di ruscello? [questo pezzo è una perla, per 1/3 parla di un supercomputer a cui sta lavorando anche uno che si chiama Wei Lu, e per 2/3 parla di gatti. G-a-t-t-i  c-h-e  n-o-n  m-u-o-i-o-n-o  s-e  c-a-d-o-n-o  d-a-l-l-a  f-i-n-e-s-t-r-a.]

Quindi corentemente con l’albero abbattuto, e con tutti gli aforismi zen, e anche con l’approccio degli altri esemplari della mia specie, me ne frego di Sara Ficocelli e vado a dormire. Notte.

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. bebo said, on luglio 28, 2010 at 3:43 pm

    inGredibile.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: