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Cibelle, gli Spettatori colti e i Tramonti di Abbiategrasso

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 8, 2010

Cibelle sale con un seguito di totem floreali intrecciati di stelle filanti blu-argento moltiplicanti per riflesso i luccichini di microlampade natalizie arrampicate fin su in cima tipo aureola tropicale. C’è poi un telo nero e oro ricamato in una fantasia tipo ruota del pavone e fogliame di plastica sparso come quello che ci si aspetta di trovare nello studio di un dentista di provincia. Il tutto, con sopra lei e i suoi tre residui boho-punk, sembra un carro carnevaesco brasiliano costruito da Kusturica pensando alla Zattera della Medusa. Il tutto, body verde acido e collant fuxia compresi, un attimo stona con l’atmosfera “sfintere eccezionalmente* rilassato” – *eccezionalmente nel senso di “in modo non abituale” – del pubblico richiamato dagli eventi intellettualmente evoluti della Milanesiana.

Dura tipo mezz’ora, fa tipo quattro pezzi poi se ne scende dal baraccone di lustrini rigogliosi messo in piedi sotto il porticato della Biblioteca Chiesa Rossa e s’accascia mezzo metro più in là come se l’avessero pagata per fare una cosa contenuta per gente a modo che la sera rincasa dai figli. E forse è così. Un tizio in camicia sui 35 vedendomi in piedi ad aspettare una mia amica, mi ha consigliato di affrettarmi a prendere le sedie da dentro la biblioteca altrimenti non ne avrei più trovate. Un’intera generazione di individui metropolitani che ovunque vadano pensano prima di tutto a mettersi comodi, a evitare di trovarsi colti alla sprovvista dalla scomodità. Si farebbero cucire uno sgabello da pic-nic al culo e infilare un ombrello salva-spazio nell’ano se solo potessero, ne sono certa. Diavolo, quanto vi fa innervosire essere colti alla sprovvista da un Milano-blitz-temporale primaverile proprio il giorno che avete lasciato l’auto a fare la revisione? E pensare che vi siete portati a presso l’ombrello per una settimana e neanche una goccia…certo che comunque quegli stronzi della Epson che fanno le previsioni potrebbero anche andare a spalare ghiaia nei cantieri…pensa ad averci un ombrello sempre pronto all’uso infilato nell’ano, che comodità sarebbe.

Le urla di scimmia, dimenticavo. C’erano anche le urla di scimmia. Io entusiasta di tutto quel brillare chiassoso, mi immaginavo intanto il mondo come sarebbe se fosse visto solo da google images. Ninete video, niente amatoriale, solo google images. Facciamo i primi 20 risultati di google images. Cibelle sarebbe questo, un prevedibile esercizio di stile indie – sottocategoria zangara-chic – dall’incarnato schiarito in tempo reale mediante clonatura continua a opacità 60% della tonalità Linsday Lohan. Che noia. Ma poi perchè andarsi a rovinare la bella serata con ipotesi di spersonalizzazione lontanissime a venire. Cibelle è tutta un’altra cosa, porta i tacchi a spillo, i body dismessi di Jamie Lee Curtis ed è bella da morire.

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