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Brett Walker vs Brett Walker

Posted in Senza categoria by sarah on aprile 12, 2010

[Brett Walker sono due artisti diversi, diversi nel senso che sono due persone distinte, e diversi nel senso che difficilmente riesco a immaginare due modi di operare artisticamente così distanti. Fottutamente spettacolare-drammatico-efficacie-potente-perfetto fino alla noia, per forza generatore di stati d’animo patetici uno, e cazzone forse neo-dada ma più che altro cazzone l’altro.]

Il giorno che la signora Walker partorì il su primogenito, non si aspettava certo di trovarsi dentro la pancia un grumo grottesco e scivoloso di roba viva decisamente più simile ai due conigli scuoiati e disossati che cucinava spesso la domenica farciti con carne di maiale e finicchio selvatico, che non all’immagine prototipo che si era fatta di “neonato”.

Bisogna ammettere che il primogenito della signora Walker era effettivamente una cosa abbastanza diversa dal prototipo di “neonato” di chiunque, con le sue quattro braccine e venti ditina strette in quattro pugnetti parkinsoniani, i suoi ancora quattro piedini ciccioni sospesi nel vuoto e le sue due testoline molliccie tipo colla di pesce, il piccolo Walker uscì prematuramente dal cesareo nella sua doppia forma umana da mostro circense, lasciando la madre per prima abbastanza turbata [nonostante le ecografie avessero già svelato da tempo la malformazione]. Le prime associazioni istintive della signora Walker – cassiera in un supermarket di Sheffield-South Yorkshire-Inghilterra –  furono tutte culinarie: i due conigli scuoiati della domenica, gnocchi di pasta fresca incollati, frutti di bosco in gelatina, biscotti uniti da un lembo di pastella strabordato, radici di ginseng a loro volta simili a tumori esterni. Pensarlo come un essere vivente della sua stessa specie, che da nulla strillante si sarebbe poi evoluto in individuo-persona con una serie di specificità sue e sue soltanto, con un carattere, delle predisposizioni, ambizioni, sentimenti, esperienze di vita umana proprio come tutti gli altri esseri umani, ma al contempo diverse da tutte quelle degli altri esseri umani, perchè sue-personalmente vissute da lui e da nessun’altro – percepirlo umanamente proprio non le riusciva, continuava a guardarlo sopraffatta dalla stanchezza e dalle immagini culinarie, e quando lo ebbe in braccio, la situazione le ricordò molto la volta che da ragazza il suo vicino di casa, propietario di un negozio di animali, le mise sulla spalla un serpente grosso e umido. Nonostante lo avesse richiesto lei, e l’animale non la spaventasse affatto, l’esperienza – che aveva immaginato eccitante – l’aveva lasciata in realtà piuttosto schifata.

Comprendere poi che si trattava di due esseri umani distinti, sfortunatamente uniti da un pezzo di carne-scheletro all’altezza del bacino, era fuori discussione. La signora Walker diede il nome unico di Brett alla sua prole, e se ne liberò il prima possibile.

Il neonato Brett Walker passò quindi un breve periodo della sua vita non riconducibile a memoria, all’Hammersmith Hospital di Londra, luogo in cui il Dottor Boyle – scapolo cinquantaseienne, specializzato in malformazioni fisiche e freak-show naturali il più possibile barocchi-cesellati-sfrigolanti, soggetto dalla personalità diciamo alterata sfociata in una passione alquanto fuori controllo per la professione, risucchiato nei menadri delle sue turbe al punto da aver creato nel suo appartamento una piccola rodentia-comunità di esemplari affetti da tumori vari – maligni e non – da lui in persona indotti mediante l’esposizione dei crice-topi a sostanze alteranti l’assetto cromosomico cellulare, con lo scopo ultimo di generare tumori intelligenti, in grado – partendo dalla condizione parassitaria e subordinata iniziale – di svilupparsi come forme di vita autosufficienti, ovviamente dopo aver consumato completamente l’essere vivente ospitante – insomma, Brett Walker rimase all’Hammersmith fino a quando il dottor Boyle, sempre più ossessionato dalla sua condizione, finì per appropiarsene, instaurandovi una convivenza privata non esattamente legale – giustificata da nobili intenti medico-antropologici – e crescendolo nello statuto ibrido di figlio-cavia fino all’età di quattro anni.

Tralasciamo la descrizione dei quattro anni di studi condotti da Boyle, riassumibili nell’interrogativo “come reagisce un Walker-corpo in stato di salute a un’alterazione psico-fisica del suo gemello Walker-corpo?” [si può a questo punto usare l’immaginazione: febbri, denutrizione, stati epilettici, psicofarmaci/droghe sintetiche, sperimentazioni varie condotte solo su uno dei due corpi, per misurare le variazioni dell’altro corpo, mantenuto invece sano. Alternati]. Dopo aver risposto in maniera esaustiva all’interrogativo, ed essersi sinceramente annoiato delle reazioni, divenute ormai facilmente anticipabili, Boyle si convinse che era giunto il momento di dividere Brett Walker nei due individui singoli che sarebbe stato se Dio non lo avesse odiato con tanto impegno, intevento questo fra i più complessi e imprevedibili anche per un medico esperto in materia, nonchè dedito e appassionato come lui.

L’operazione si svolse all’Hammersmith Hospital, territorio di dominio assoluto del dottor Boyle, in circa sette ore della più raffinata ingegneria da macello turco che si possa immaginare. Il tutto terminò – come da obbiettivo – in due Brett Walker separati-distinti in via di cicatrizzazione. In quello scenario di sangue, fluidi e materiale organico di scarto, i due corpi bambini anestetizzati con dosi equine sembravano tornati allo stato natale di conigli scuoiati e disossati pronti per accogliere la farcitura di carne di maiale e finocchio selvatico.

La separazione dei due Walker iniziò quel giorno e prosegue ancora oggi, come una profezia che si compie.

Il dottor Boyle morì inaspettatamente due giorni dopo l’intervento, e i piccoletti finirono su una lunga lista di infanti potenzialmente adottabili. Non si può dire che partissero da una condizione di vantaggio: traumatizzate cavie da laboratorio coi segni dello squarcio per sempre addosso non dovevano essere molto appetibili come sostituti di una procreazione naturale o assistita, eppure il fattore nazionalità biondo-britannica giocò più del previsto in loro favore, sistemandoli nel giro di meno di un anno in due famiglie biondo-britanniche molto commosse dal loro passato di complicazioni siamesi, nonchè assai eccitate all’idea di affrontare la sfida bambino-difficile [le complicazioni relative all’esperienza di cavie da tinello sperimentale del dottor Boyle non emersero mai, psicologi ed educatori attribuivano infatti il comportamento da cagnetti picchiati dei due alla traumatica storia del  rifiuto+abbandono materno e ovviamente alle conseguenze sociali derivanti dall’essere due individui in uno, attaccati come due biscotti la cui pastella sia strabordata prima che il calore del forno li pietrificasse in forme perfette].

I Brett Walker crebbero entrambi a Londra, scissi senza possibilità di ritorno, impegnati alla bell’e meglio nel superamento del loro malformato passato. La cosa, in entrambi i casi, non ebbe grandissimo successo, sebbene potesse andare molto, molto peggio di così. Brett Walker 1 reagì sviluppando una personalità introspettivo-solitaria spinta al limite, veramente poco incline a qualsiasi forma di ironia, cosa che lo faceva apparire ai più come un adolescente pateticamente drammatico, tipo il ragazzo della sportina di plastica in American Beauty. Brett Walker 2 invece venne su vagamente anarcoide fuori controllo, parecchio incline a fare cose stupide senza motivo. Finite le scuole superiori si mise in testa che voleva fare l’artista in un paese in cui si potesse prendere il sole in spiaggia il più spesso possibile, così convinse i biondo-britannico genitori adottivi a finanziargli college artistico e vita da spiaggia in California. Essendo un individuo assolutamente insopportabile, l’opera di convinzione non fu ardua. Brett Walker 1 invece rimase nella più adatta al suo mal di vivere Londra, e si appassionò con sincerità estrema all’arte fotografica.

Fottuto via dalle sperimentazioni video concettuali uno e fissato col ritratto b/n l’altro, al momento non si pensano affatto. Sono fondamentalmente molto più egocentrici di quanto ci si possa aspettare da un gemello ex-siamese che ha condiviso per anni con un altro essere umano spazio-tempo-cacca-pipì-esperienze di laboratorio e stupri morali un po’ di ogni genere. Io personalmente penso che questa fase di distacco oceanico sia comunque transitoria e in continuo mutamento. C’è una teoria secondo la quale la nascita dell’universo da un’esplosione e conseguente espansione tutt’ora in atto, sarà seguita poi da un’implosione, un ritiro del tutto in se stesso fino alla fine. Come succede per le stelle. Io ho formulato una mia non-teoria applicando questa teoria al destino dei Brett Walker. I Brett Walker, nati-esplosi unico Brett Walker, hanno cominciato fin da piccoli un percorso di separazione-espansione di se stessi nel tempo e nello spazio: scissione fisica, dislocazione in punti diversi della stessa città, separazione oceanica – questo fin’ora. Questa fase di espansione ipotizzo possa proseguire con un altro trasferimento di un Walker in un luogo fisicamente o culturalmente ancora più distante da quello in cui vive l’altro Walker, oppure potrebbe avvenire qualcosa che li allontani ulteriormente su un altro livello: uno stato di coma, per esempio. Insomma si raggiungeranno gli antipodi sotto tutti i punti di vista fra i destini degli ex-siamesi, e poi, finalmente, ci sarà l’implosione: i due torneranno a se stessi, lentamente, con fasi di rigurgito magari, ma predeterminati a ritrovarsi e riunirsi come gnocchi dall’impasto troppo colloso buttati nell’acqua bollente. Infine diventeranno una cosa unica-embrionale in continuo rimpicciolimento fino alla scomparsa.

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