S/H

Questa Sera Alessandro Rostagno praticherà l’Auto-Erotismo guardando la Registrazione del suo Intervento contro Antonella Elia nel 2007

Posted in Senza categoria by sarah on ottobre 10, 2009

Qualche giorno fa, con una piccola parte della zona sud-ovest dell’emisfero sinistro del mio cervello, mi è capitato di notare che Alessandro Rostagno adesso conduce uno di quei tediosissimi contenitori musicali televisi su Rai2 con una bagaglia bionda boccoluta.

Alessandro Rostagno è stato critico televisivo su carta e su schermo, è uno di quelli dal commento caustico, l’atteggiamento critico, l’ironia corrosiva, e insomma, si, tutte quelle menate sull'”arte” dello sberleffo acido. Per questi motivi, e perchè ha i capelli arancioni – per qualche anno – ad alcuni – è sembrato brillante.

Alessandro Rostagno io lo compatisco e un po’ lo odio, perchè ha ucciso buona parte delle cose in cui credevo.

Io credevo che la critica, anche quella aprioristica, su tutto e su tutti, fosse sempre interessante, o quanto meno degna d’esser fatta, perchè – pensavo – comporta l’inizio di un ragionamento, di una riflessione su qualcosa che viene messo in discussione, ed è solo attraverso la messa in discussione dello status quo che lo si può superare positivamente, in ogni campo intendo. Mi ci affidavo fermamnete a questa cosa, e mi pareva che anche i commenti “fuori dal vaso” servissero ad approfondire.

Poi mi sembrava che l’ironia incattivita fosse divertente, e che essendo divertente rendesse le cose più accessibili, attraverso l’ironia ho sempre pensato che anche le questioni complesse potessero essere alleggerite, spogliate dell’abitino domenicale, per rimanere esposte nude ed essenziali. Mi pareva un bel pensiero quello della capacità destrutturante di un commento ironico e intelligente.

Quindi credevo che il sarcasmo fosse sintomo di intelligenza, l’intelligenza quella vera, vivace, non quella statica delle citazioni e dei tomi da collezione infilati l’uno via l’altro nelle biblioteche private col mappamondo sul tavolino di ciliegio.

Inoltre trovavo un esercizio estremamente nobile quello di acquisire, approfondire, sezionare al millimetro un fatto a scopo distruttivo. C’è dedizione profonda in tutto ciò, perchè se si viene smentiti il gioco si ribalta, e l’ego – che in questi casi domina indiscusso ogni sillaba – ne risente.

Questo era il mio pensiero pre-Rostagno. Forte, deciso, fiero. Poi è arrivato lui.

Alessandro Rostagno da tempo ormai compare qua e là in un po’ tutti i programmetti da ferro da stiro della televisione italiana, si siede, e con apparente spietatezza, ma estrema consapevolezza dei limiti, smonta, deride, denigra. Cheppaura incute Rostagno agli ospiti de L’Italia sul 2.

Il mio problema con lui è che tutta quella vitalità cerebrale, quel sarcasmo cesellato, quello smembrare leggero dei fatti che amavo spassionatamente li ha resi formula. Ha fatto della sua cattiveria spicciola una regolina matematica semplice e retorica, un clichè. Ha preso uno stile, un modo di affrontare le cose che per me era il più interessante, e lo ha asciugato, ci ha tolto il guizzo, l’analisi, la capacità di sorprendere, lasciando solo lo scheletro di un meccanismo sterile per il quale ogni volta che si viene interpellati si risponde con una frasetta acida alla quale tutti sorridono con divertito imbarazzo. Una ridicola bambolina che dice e fa sempre quello che ci si aspetta, e che dopo la biricchinata attende compiaciuta la reazione degli astanti, puntuale come la diarrea dopo un’overdose di lassativi.

L’ego comunque in questi casi supera di un bel po’ l’oggettività, anche su se stessi e sulle proprie azioni, così Rostagno alla fine dei suoi modesti interverti auto-erotici lancia uno sguardo puntuto dritto dentro le pupille della libidinosa colf uruguaiana al dilà del tubo catodico, e sul suo volto affaticato terzomondista metaforicamente eiacula, soprraffatto dall’orgoglio per lo sconvolgimento da lui creato nella linea solitamente educata e cortese dei programmi pomeridiani. Probabilmente in quei momenti, invece di aver dibattuto per mezz’ora sul valore artistico del calendario di Max con una concorrente del Grande Fratello, si immagina di essere alla Sorbonne e aver appena messo in scacco Umberto Eco su una questione linguistica cruciale riguardante la semiotica dei testi sacri. Dev’essere così. O forse a quel livello di guadagno effettivamente si comincia a pensare che i soldi diano il valore di quello che fai, a priori.

E forse dopo qualche anno non te ne accorgi neanche più di essere diventato la copia vuota di quello che volevi essere, di adottare una serie di cautele, prendersela con gli ospiti volgari, col pubblico becero, con il tutto in senso lato, ma sempre senza andare a toccare il programma in sè e chi così l’ha messo in piedi, mettendo bene sotto le suole chi non conta e non conterà mai nulla, sfogandosi lì fino alla fine, assicurandosi che non scappi niente che possa offendere il capo. Mica ci pensa neanche più a questo Rostagno, gli viene naturale, perchè è meccanica quella che esercita, non ragionamento. Lo stereotipo si impossessa del soggetto e ne fa un fantoccio, e la presunzione lo affossa senza possibilità di ritorno.

Era un bel po’ che avevo voglia di scrivere qualcosa in merito. Lo disprezzo sinceramente per quello che fa a tutte le cose che ho detto su, è come quando vedo pubblicati illustratori scarsi, che svuotano il lavoro della sua essenza, dell’interpretazione, della narrazione, della composizione, ovvero le cose che richiedono studio, tempo, pensiero, limitandosi a fare disegni. Come per Rostagno è un misto di astio e compassione, perchè io con tutte le insicurezze che ho, almeno capisco che essere bravi significa saper costruire immagini narranti e a un certo punto finire pubblicati dagli editori fighi, non fare un disegno carino che finisce su una rivista per finte troiette coi baffi [non che si disprezzino i proventi derivanti da tali attività]. La presunzione li fotte via, tutti. Rostagno già è andato.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: