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Arisa è una Serial Killer.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 29, 2009

Allora, io non voglio certo creare inutili allarmismi, scatenare il panico, sguinzagliare il RIS, o qualsiasi altro reparto protagonista di sottoprodotti televisivi italiani, però ho scoperto una cosa grossa, cioè non una delle solite cavolate tipo il Principato di Sealand o Pretty Guardian Sailor Moon, questa volta c’è del contenuto.

Respirate profondamente [proprio come se quello che sto per dirvi non fosse già scritto nel titolo]: Arisa è una serial killer.

E scommetto che non siete neanche tanto stupiti, in fondo lo abbiamo sempre saputo. Comunuqe ho le prove:

arisa

La somiglianza è palese, il naso, la forma del viso, gli occhi, peccato per quel maledetto ibrido fra i Persol 649 e i Wayfarera, perchè il taglio degli occhi, il leggero strabismo e l’arcata sopraccigliare sono talmente simili che ci si vede la stessa follia profondamente stupida e grazie a ciò tenacemente radicata. Quella di destra è Leonarda Cianciulli, aka la saponificatrice di Reggio Emilia.

Nata da uno stupro e da sempre odiata dalla madre, la Cianciulli si da’ fin dalla giovane età ai tentativi di suicidio, suo malgrado sempre seguiti da deludenti fallimenti, frutto forse di una eccessiva ricerca creativa nel campo: ingoiare le stecche del busto lo capisce anche un bambino che non è un metodo sicuro per ammazzarsi. Comunque, con l’adolescenza la situazione migliora, nonostane la scarsissima avvenenza e la femminilità poco convincente, a Leonarda non mancano certo le sgraziate avances di pelosi esemplari di bove suburbano, e ad esse ella si abbandona con leggerezza e gaudio, almeno fino a quando uno dei tanti non le propone la soluzione definitiva, e matrimonio sarà.

I due vanno a vivere appunto a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, e non se la passano neanche troppo male economicamente, solo – Leonarda – diciamo che non ha superato proprio completamente i vecchi traumi, anzi a contorno delle paturnie infantili ci si mette pure una certa tendenza a infrattarsi nei torbidi sottoboschi della magia nera e della stregoneria…figurarsi poi quando – dopo 13 gravidanze finite in anime cave – nota che la profezia di morte per la sua figliolanza fattale da una zingara anni prima stava effettivamente avverandosi.

A strega risponde strega, e nonostante l’impresa sembrasse effettivamente impossibilitata da un volere divino, a seguito di qualche rito esperto i figli cominciano finalmente ad arrivare. Quattro geniti che alla madre sembreranno sempre creature di vetro perennemente esposte a una morte improvvisa voluta dalla sorte. E’ infatti per controllare le incognite infauste che Leonarda comincia ad acculturarsi lei in prima persona sui segreti degli oracoli, diventando la più frequentata fatucchiera della zona, appuntamento immancabile di vecchierelle single ancora tenacemente alla ricerca dei un rinsecchito amore prossimo alla putrefazone.

Strega a tutti gli effetti si affida più che mai alle sue sensazioni, che un bel giorno prendono la fisionomia di una Madonna con un cristo nero al grembo e comiciano a suggerirle di far fuori gente per proteggere la prole. Ed è a questo punto che l’anziana clientela femminile torna utile.

Ne ammazza tre in tre occasioni diverse, tutte addescate con promesse da esperta chiromante. I corpi li fa a pezzi con l’ascia e li bolle con soda caustica nei grossi pentoloni che usava per fare le saponette. Il sangue invece finiva nell’impasto dei dolcetti offerti al vicinato.

Io ho fatto il riassunto della vicenda per convenzione, ma la Cianciulli la conoscono tutti, le sue testimonianze letterarie sono diventate film, canzoni, e anche opere teatrali.

Muore nel ’70 nel manicomio di Pozzuoli. Ma certe anime inquiete lo sanno tutti che non finiscono mai di darsi affanno. Per morire bene, morire e basta, si deve essere in un certo senso in pace con la cosa, tranquilli col mondo, e vi pare che una paranoica omicida morta in manicomio e sepolta in una fossa comune possa considerarsi a conti pari con l’universo? Eh, no.

Inizialmente pensavo che la somiglianza fosse una cosa casuale, una combinazione imprevista di tratti facciali, che tengo a precisarlo, per me sarebbe comunque risultata più che sufficiente per gridare “al mostro” e, invocando Lombroso, buttare giù una petizione a favore dell’esorcismo di Arisa con successiva reclusione in cella di isolamento fino a data da destinarsi. All’evento buffet a base di gamberi.

Mi si è figurata poi la possibilità di un patatrac genetico comprensibilmente tenuto nascosto, sangue e carni che si uniscono in incroci maledetti legando indissolubilmente il dna della cantante a quello dell’assassina. Tipo che è la sua bis-nonna e non ce lo dice perchè è una bis-nipote degenere. E anche in questo caso secondo me ci sarebbero gli estremi per l’ergastolo. Certo, la battaglia in tribunale sarebbe stata dura considerato che Arisa non ha commesso direttamente nessun delitto, ma noi avremmo ingaggiato la Bongiorno, che gira voce, una volta ha fottuto pure Gesù Cristo, che da quel giorno versa al suo assistito un assegno mensile di 25000 euro.

Ma alla fine ho capito che entrambe le mie ipotesi erano sbagliate, la verità è subdola. Sì, io sostengo che Arisa sia l’incarnazione di Leonarda Cianciulli. Quel volto tondo, quegli occhietti meschini, hanno qualcosa che va oltre la fisiognomica, ci si vede il male dentro. Dai, ammettetelo, nello straniamento generale provocato quel dì dalla sua comparsa nel panorama musicale italiano magari non ve ne siete resi conto, ma nel profondo di voi stessi lo avete sempre saputo che quello Knödel vivevente sarebbe stato capace di sterminare tutta la vostra famiglia per poi andare a raccogliere nontiscordardime nel parco vicino all’asilo. Con che modalità non so, forse disintegrando l’attività cerbrale a forza di filastrocche morali dalla melodia stucchevole, o prosciugando la spinta vitale coi discorsetti da sociopatica bislaccamente neo-con, o colpendo ripetutamente i corpi con una mazza chiodata, chissà…in caso spero che sia la mazza chiodata.

Comunque, adesso che la cosa è stata chiarita, e che sappiamo con granitica sicurezza che Arisa è l’incarnazione della serial killer Leonarda Cianciulli, non mi pare il caso di perdere tempo. Se la vedete lanciatele delle sanguisughe addosso, poi nella confusione del momento incapucciatela con un sacco di juta e marchiatela a caldo con una croce cristiana, fatto ciò versatele addosso del sale, poi leccatela, bevete la tequila, mangiate il limone e infine infilatele un picchetto nel cuore recitando la sigla di Pollon.

Mi raccomando, vigili e reattivi.

Una Risposta

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  1. enrico said, on ottobre 3, 2009 at 12:42 pm

    tutto ciò è a dir poco sorprendente


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