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My Telly and its Soldiers

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 18, 2009

Allora, specifichiamo: io capisco tutto, capisco che le morti dei soldtati italiani sono morti di Stato, e quelle dei civili no, capisco che c’è tutta una questione di patriottismo, che uno può essere d’accordo o no, però c’è, e i media la sfruttano, capisco anche il film che esalta l’impresa eroica delle “missioni di pace di stocazzo”, sempre per il patriottismo di cui sopra. Quindi non è che io non li comprendo i motivi per cui ieri la programmazione, e se non la programmazione, l’agenda dei canali italiani è stata rivoluzionata, e anche la mia opinione personale rispetto alla presenza in Afghanistan, e rispetto alla questione militare in generale [ovvero il fatto che non ce l’ho molto il senso del soldato che muore per il mio paese, e per noi tutti, a me, intimamente, mancano questi passaggi, spiace] non è che conti niente in questo momento.

Quello che non sopporto, in tutto ciò, è la percezione distorta della contemporaneità che viene a crearsi.

Lo scorso novembre Mumbai è stata dilaniata dagli attacchi terroristici di un un gruppo di militanti Pakistani facenti capo alla Lashkar-e-Taiba, un’organizzazione il cui principale obbiettivo è imporre lo Stato islamico nelle regioni dell’Asia del Sud attraverso i metodi del terrorismo. Quella serie di interventi sono stati definiti l’11 settembre indiano, per dare un po’ il senso della gravità. Solo al Taj Mahal, l’albergo stralusso nella zona stralusso della città, sono morte più di 170 persone.

La televisione generalista ha dedicato ovviamente ampio spazio alla vicenda, e i contenitori predisposti all’approfondimento hanno naturalmente trattato l’argomento, però nessuna rivoluzione, nessun cambiamento radicale nella scaletta delle reti.

Ecco, quello che mi da’ fastidio è questo genere di rilevanza distorta degli avvenimenti contemporanei che viene a crearsi nella testa di chi non si informa se non attraverso la televisione, ovvero la maggioranza degli italiani [un attimo eh, finisco questo discorso poi dico anche la cosa che lo so che la televisione è un rimescolamento di percezioni distorte e modelli storpi, un attimo solo]. Nella visione del mondo dell’italiano medio, la morte di sei milatari in una zona pericolosa [eufemismo] del mondo è più rilevante, più traumatica, più “grande” rispetto alle copiose decine di vittime di Mumbai 2008.

Non va bene. Anche perchè, con tutto il rispetto che forse intimamente mi manca ma che razionalmente so di dovere alla situazione, il militare che va in una situazione di guerra lo mette in conto il pericolo. Insomma, non può essere così traumatica e scandalosa la morte di un soldato, se non per i suo cari ovviamente. Parlo di una prospettiva pragmatica sulle cose, non emotiva. Le stragi di civili sono, devono essere, molto più shockanti, inaspettate, di difficile metabolizzazione.

Se l’anno prossimo chiederete a mia madre cosa si ricorda del terrorismo negli ultimi anni, con un po’ di sforzo riuscirete ad estorcerle la Kabul di ieri, ma mai vi citerà l’India. Non va bene.

E adesso il discorso del mondo distorto creato dalla televisione. E che magari, per la quotidianità di ‘sto italiano medio, è più grave la rappresentazione mediatica storpia della società, dei modelli corporei e comportamentali – eccetera – che non la falsificazione di quella che è la rilevanza globale di certi avvenimenti che sono poi tasselli di storia contemporanea.

Si, si, probabilmente è così. Però oggi si parlava d’altro.

4 Risposte

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  1. bebo said, on settembre 18, 2009 at 1:41 pm

    Che poi da quando è iniziata la guerra in afghanistan son morti 21 italiani, nel solo 2008 in Italia sono morte circa un migliaio di persone facendo il loro mestiere, che non prevede l’opzione “saltare in aria a bordo di un blindato”.
    Ora, ok che ci sono moooooolti più lavoratori che militari, ok che ne muoiono un po’ sparpagliati ma si muore sempre ad una media di 3 al dì che è la metà dei 6 morti ieri a Kabul.
    Io poi in generale riesco a dispiacermi pochissimi per le morti civili o militari che siano dovute a terrorismo\pistole\cazzotti sulla faccia, mentre mi viene un’angoscia smisurata a pensare che in effetti andare a lavoro fa 3 morti al giorno.

  2. sarah said, on settembre 18, 2009 at 4:55 pm

    si, quello è un altro discorso ancora, sempre di distorsione del valore delle morti…ma trattando in questo modo ciò che succede a livello internazionale si forma proprio un’idea storpia della storia. ti giuro che mi viene il nervoso quado sento parlare di strage fra i militari italiani, usano le parole come fossero niente, guarda. Mi incazzo come una iena a costo di passare per ingenua.
    Anche con le morti bianche hanno fatto delle puttanate notevoli comunque, a suo tempo, quando c’era l’hype per quelle storie lì

  3. cecilia said, on settembre 20, 2009 at 8:49 pm

    Per me è assurdo che ci siano dei nostri soldati in Afganistan. Voglio dire, come si fa a dire che sono morti per la patria? Cosa c’entra la patria italiana in quella guerra lì? Loro non dovrebbero esserci. E’ questo il problema. Quello che mi dispiace è che lì gli italiani ci vanno per riuscire a mettere da parte qualche soldo un più (ok lo so, è una scelta fare il militare, ma non tutti hanno la possibilità di fare soldi facilmente). Mi dispiace per le loro famiglie, e per le mogli.
    Mi dispiace perché mi pare che siano lì per niente. Inutilmente.
    Non so, datemi qualche ragione a cui sono servite queste morti.

    Per il resto Sarah, io sono d’accordo con te, però è inevitabile che 6 morti italiani facciano più interesse di una serie di attentati in cui non ne è morto nemmeno uno. Del resto il giornalismo italiano è paragonabile alla House of Mouse di Topolino (con la differenza che la house of mouse è almeno divertente)..l’ignoranza regna sovrana.
    Ti dico anche che per me le autorità gli dedicano tutte queste attenzioni quasi per senso di colpa.

  4. sarah said, on settembre 20, 2009 at 11:43 pm

    Io li consco bene i criteri che definiscono la notiziabilità di un fatto, lo so che sono tutte cose ovvie, non è che mi stupisco, mi da’ fatsidio, moltissimo…e poi non è tanto i 6 morti italiani e basta, è i 6 morti militari, e appunto, tutto il filone della morte per lo Stato, che guarda, sentirla applicare a una situazione del genere, con iperboli linguistiche e quant’altro, proprio mi irrita…
    Non volevo neanche stare a buttarla tanto sul significato della nostra presenza là, tanto ne stanno parlando anche i pezzi di stucco, e le cose che si possono dire in merito alla fine sono 4-5 in tutto.
    E’ che poi col fatto che uno sa come funzionano le cose finisce sempre per rispondersi che è normale che sia così, e si scorda che è piuttosto impressionante come nella testa di un essere umano si può costruire una storia parallela a quella reale, fatta degli stessi elementi ma completamente sfigurati. Cioè è interessante, è come una malattia genetica. Non so se mi spiego.


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