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Breve Storia e Dizionario Farmaceutico di una Famiglia di Ceto Medio.

Posted in Uncategorized by sarah on agosto 19, 2009

X e Y sono una coppia sposata da 29 anni, insieme hanno messo al mondo Z, unico genito ad oggi ventisettenne praticante avvocato.

X è nato a Parma, città nella quale suo padre lavorava come costruttore quando sua madre decise metterlo al mondo. I genitori di X passarono nella provincia emiliana 2 anni e 4 mesi in tutto, ospitati a casa della sorella della madre di X, ovvero la zia materna di X. Per quanto riguarda X invece, passò a Parma il suo primo anno e mezzo di vita, per poi trasferirsi stabilmente e – ad oggi possiamo dirlo – definitivamente a Bologna. X era un bambino piuttosto sano, come tutti i nati negli anni ’50, quel genere di forza fisica di chi non può permettersi tanti patemi. Face le maggior parte delle malattie infettive “lunghe” qaundo era ancora piccolo, rosolia, morbillo, orecchioni, tutte prima degli 11 anni, con grande sollievo della madre, che nella sua ignoranza in campo medico sapeva che certe sofferenze era meglio levarsele il prima possibile. Crescendo X cominciò a fare esperienza di quei disturbi che ancora oggi lo affliggono. Intanto la forte miopia, che lo costrinse a portare gli occhiali fin dalla seconda media, con conseguente scherno dei compagni [scherno assolutamente superato da X, cioè non il genere di presa in giro che si ripercuote e livello emotivo nei meandri della coscienza dell’individuo, riemergendo poi nel suo percorso di vita come un piccolo cancro cronico nel suo modo di rapportarsi agli altri]. Altro fardello fisico di X erano e sono i dolori articolari. Forse il fisico di X non era molto adatto agli sforzi ai quali veniva sottoposto, il lavoro nei campi dei nonni, nell’officina del padre, e altre attività sporadiche varie lo lasciavano a fine giornata steso con la schiena dolorante, capace solo di un sonno inespugnabile. Infine la gastrite, tramutatasi in ulcera verso i 25 anni, gestita come disturbo cronico fino a metà degli anni ’90, quando finalmente fu introdotto nel mercato un farmaco in grado di curare definitivamente il buco nei suoi budelli.

Y è nata a Bologna in una famiglia di contadini, ultima di quattro sorelle non era stata in grado di imitarne la bellezza, era rimasta infatti un po’ più bassa e sproporzionata rispetto alle altre, e aveva anche la palpebra sinistra leggermente discesa. La scarsa grazia non le aveva comunque tolto nulla in termini di forza fisica, cresceva vivace e solare, poco incline allo studio, ma ottima collaboratrice nel lavoro dei genitori. Fra le malattie infettive saltò solo la rosolia, di cui dovette fare esperienza da adulta, attaccatale dal figlio, con tutto l’inasprimento del supplizio che la cosa comportò. Il suo percorso scolastico terminò in terza media, quando Y cominciò a lavorare prima come aiuto-sarta, poi come sarta in una fabbrica di grembiuli, fino a quando non incontrò il suo futuro marito. A differenza di X, Y non soffriva di dolori cronici, o di particolari afflizioni, mantenne un certo equilibrio tranquillo, senza troppe pretese, almeno fino ai 20 anni inoltrati. L’evento che maggiormente la segnò, psicologicamente non fisicamente, ebbe luogo infatti intorno ai suoi 24 anni, anno più anno meno. Stava tornando a casa dal lavoro quando dei ragazzi le passarono accanto con la macchina e cominciarono a dirle frasi, frasi da ragazzi che vogliono abbordare una ragazza insomma. Lei faceva l’indifferente, ma i ragazzi non la smettevano di urlicchiare e chiamre e fischiare, lei cominciava ad essere un po’ spaventata, ma quelli non se ne andavano, anzi fermarono la macchina e scesero, erano in 3, le si avvicinarono e cominciarano a spingerla in qua e in là, fino a portarla in un campo, la fecero cadere a terra e stavano quasi per avventarcisi sopra, se non fosse che un carabiniere passando si accorse di quel che stava succedendo, e la salvò. Da quel giorno Y porta con sè un bagaglio pesante di ansie e paure che mai ha voluto superare, anzi ha preferito usarle come nascondiglio da qualsiasi esperienza che in quanto ambiziosa nascondesse una potenziale delusione e ferita.

X e Y si conoscevano di vista fin da ragazzini, abitavano nello stesso quartiere e si vedevano spesso in Chiesa la domenica coi loro genitori, ciò nonostante non cominciarono a frequentarsi tanto presto, almeno non secondo i canoni dell’epoca. X chiese di uscire a Y per la prima volta a 26 anni, 26 per entrambi perchè sono coetanei, e così comincò la loro storia insieme. Passarono sei anni di fidanzamento e assestamento del lavoro di X, e a 32 anni i due decisero di sposarsi e mettere su famiglia. Andarono a vivere nella casa costruita e a loro regalata dal padre di X, e a un anno dal matrimonio Y rimase incinta. Doveva essere una femmina, ma purtoppo la prima gravidanza finì in aborto, ferita profonda ma di breve durata per la coppia. La seconda gravidanza andò infatti a buon fine, con la nascita di Z primo e unico figlio di X e Y.

Z fin da piccolo si dimostrò di una fragilità commovente, che portò i genitori a trattarlo più come una porcellana di alto valore che come il pezzo di carne viva che in fin dei conti era. Nato allergico al latte soffriva di atroci dolori ed escrescenze violacee ogni volta che la madre gli dava il seno, urlava come sotto tortura, nell’impotenza di tutti. L’ipersensibilità si manifestò in altre fasi dell’infanzia con altre allergie: alla polvere, al pelo animale, alle graminacee, ma quella al latte fu la più faticosa da gestire, e la portò con sè fino ai 9 anni. Le malattie erano una cosa continua, quelle infettive sì, ma anche le otiti perforanti che lo devastavano se solo non asciugava perfettamente i capelli all’uscita della piscina. E il Grande Male, le crisi epilettiche. Cadeva a terra rantolando con la schiuma alla bocca e gli occhi rivoltati, ogni volta X e Y si aspettavano in fondo che morisse, sembrava sempre dovesse morire, per davvero, ma poi la crisi finiva, lasciando il timore per la volta successiva, che magari poteva sbattere la testa su uno spigolo o soffocarsi con la lingua. Una volta successe, Z cadde sbattendo la testa sulla ceramica della vasca, ma si trattò solo di tre punti al pronto soccorso. Crescendo comunque le cose migliorarono, le crisi scomparirono completamente verso i 15 anni, di loro rimasero alcune scatole di antiepilettici non usate e gli elettroencefalogrammi biennali per controllare l’ipersensibilità nervosa.

Col passare degli anni l’eredità genetica di Y le si abbattè contro senza pietà. Cominciò la tiroide a darle problemi, cruccio irrisolto di maggior parte delle donne della sua famiglia. Fu curata, operata, di nuovo curata, sempre con la consapevolezza che son di quelle cose che non si risolvono, che una volta che c’è il danno te lo porti fino alla tomba. E i problemi circolatori, e poco prima di fare i 60 anni il diabete, la malattia che aveva ucciso i suoi genitori. Inoltre la palpebra sinistra leggermente discesa con la vecchiaia era peggierata, obbligandola alla chirurgia. Era insomma un susseguirsi di nuovi problemi fisici, del corpo lasciato a se stesso per troppo tempo che ora faticava a subire quei dolori, rendendo ogni volta più ardua la ripresa.

X anche soffriva, ma l’abitudine a passarci sopra che lo aveva temprato fin da ragazzino lo aiutava a non farci troppo caso. E anche quella leggera ostilità verso l’ambiente ospedaliero che lo portava alle volte a fingere vitalità quando si sentiva solo un groviglio d’ossa preso a botte. Comunque non aveva ancora mai avuto malattie importanti, sembrava quasi dicesse al suo corpo fustigato che lui di tempo per deperire non ne aveva, e che era il caso di tirare dritto senza troppe storie. Sembrava.

Z lasciò la casa dei genitori a 25 anni, per andare a convivere con la fidanzata, e in eredità a X e Y rimasero i vecchi medicinali del figlio, mai particolarmente sano nemmeno da adulto, ma comunque fuori dall’ombra delle piccole morti periodiche dell’epilessia.

– Allergodil 1mg/ml Spray Nasale Soluzione Azelastina – Antiallergico per uso endonasale.

– Aspirina – analgesico, antiinfiammatorio, antipiretico.

– BeneFibra – intergatore alimentare di fibra vegetale.

– Citicoos – integratore alimentare dia minoacidi essenziali, minerali e microelementi che favoriscono le funzioni fisiologiche cerebrali.

– Co-Efferalgan paracetamolo-codeina fosfato – analgesico, antipiretico anilide.

– Crestor 10 mg -correttore del livelli di sostanze lipidiche nel sangue.

– Depo-Medrol 40 mg – corticosteroide con potente azione antiinfiammatoria e immunosoppressiva.

– Drusactive – integratore alimentare di vitamine e minerali.

– Enterogermina – antidismicrobico intestinale.

– Enterolactis – integratore di fermenti lattici.

– Flebostasin – vasoprotettore, capilloprotettore.

– Fluimucil Mucolitico – fluidificante del muco.

– Fucicort 2% + 0,1% crema – corticosteroide attivo in associazione con antibiotici.

– Iodosan Gola spray e pastiglie – antifiammatorio, analgesico e antisettico per uso orale locale.

– Levo Tuss 60mg/ml – sedativo della tosse.

– Lipovisc gel oftalmico – oftalmologico.

– Maalox 400mg – antiulcera.

– Metfonor – ipoglicemizzante orale.

– Moment – analgesico, antinfiammatorio.

– Nebulcort flunisolidale – glicocorticoide antinfiammatorio, antiasmatico.

– Nicetile 500mg/4ml – agonista della funzione mitocondriale, sei fattori di crescita e riparativi (NGF) con attività antiossidante nei neuroni del sistema nervoso cenrtale e periferico.

– Nimesulide Dorom 100mg – antinfiammatorio, antireumatico non steroideo.

– Peptazol 20 mg – inibitore selettivo della pompa protonica.

– Rufen – anti-infiammatorio nonsteroideo.

– Sirdalud 2 mg – miorilassante ad azione centrale.

– Tachipirina 1000mg – analgesico, antipiretico.

– Taigalor – antiinfiammatorio, antireumatico.

– Tapazole 5mg – terapia medica dell’ipertiroidismo.

– Tegretol 200mg – antiepilettico.

– Travocort 0,1% + 1% crema – antimicotico topico.

– Tricortin 1000 – psicoanalettico – altri psicolstimolanti e nootropi – associazioni.

– Xanternet – medicazione di abrasioni e ferite della superficie oculare causate da eventi traumatici o interventi chirurgici.

– Zerinolflu – trattamento dei sintomi dell’influenza e del raffreddore.

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