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Barbie Hawaii @ Rai 3

Posted in Senza categoria by sarah on maggio 13, 2009

E’ un po’ come il Tg1 che sbandiera lo share in occasione del terremoto. Un po’. Nel senso che è una di quelle cose che mi lasciano in uno stupore surreale a chiedermi semplicemente “ma…voi non ve ne rendete conto?”. Il medium scaltro che d’un tratto regredisce al goffo atteggiamento di un ottenne ingenuo.

Perchè è proprio una questione di ingenuità, anche per quanto riguarda l’Abruzzo. Scorporate la pesantezza del giudizio morale che, diciamocelo, è abbastanza ipocrita – come se non lo sapessimo che i giornalisti sono insetti mangia-storie dall’animo inevitabilmente scisso fra l’umana compassione e il compiacimento tetro della tragedia [e non sto esprimendo un’opinione, che sia chiaro], e che nel clima per forza di cose narrativamente scarso dell’informazine a cadenza plurigiornaliera, il disastro, la morte, i volti screpolati rappresentano una carcassa succulenta sulla quale avventarsi – insomma ammettiamo che siamo consapevoli della goduria giornalsitica retrostante il gessato compito del mezzobusto, e che siamo tacitamente disposti ad accettarla, comprenderla e ignorarla perfino, almeno fino a quando non viene spudoratamente esposta. Ecco, ammettiamo tutto ciò e sospendiamo il giudizio morale, quello che rimane a questo punto è puro stupore bovino. Il punto è “come può venire in mente a dei professionisti di una testata così importante di comportarsi in maniera così goffamente inadeguata?”. Cioè, siamo nella redazione del Tg1, e ci sono un tot di persone che stanno preparando l’edizione x del telegiornale. A un certo punto a uno viene in mente che “cavolo, abbiamo fatto dei cazzo di ascolti record con ‘sta storia dell’Abruzzo, diciamolo ai nostri telespettatori!”. Ok, sono ore un po’ confuse, con l’adrenalina a palla e la corsa spietata e chi da’ prima la notizia, quindi ammettiamo qualche momentaneo calo di lucidità da parte degli individui più fragili, ma santo dio, in tutta la redazione della testata televisiva più “educata” della tv italiana, possibile che nessuno abbia detto “Raga, va bene che son tre giorni che tirate per stare su, ma cristo, questa idea è tipo la più schifosa che avete mai avuto in tutta la vostra piccola vita finto-borghese!”, o anche solo “Hey, non siamo Striscia la Notizia.”?

Sì, possibile a quanto pare, stupefacente ma possibile.

Idem con Luca Cordero di Montezemolo a Ballarò. Siamo a Ballarò, sono circa le 10 di sera e c’è un collegamento con Luca Cordero di Montezemolo. Io guardo distrattamente lo schermo e come prima cosa penso “è un’imitazione? sembra più giovane…”, poi però vedo che Floris è serio, che la faccia dell’ospite non è riconducibile a quella di nessun comico, e mi trovo quindi costretta a prendere atto del fatto che quello è VERAMENTE il pluripresidente-marchese-amministratore delegato-olè. Ed è a questo punto che torna in ballo il discorso dello stupore verso l’ingenuità televisiva. Luca Cordero di Montezemolo parla seduto a una scrivania in uno studio che potrebbe essere la Casa di Barbie di se stesso. Noto: una bandierina della Ferrari sulla destra, un portamatite pieno di matite della Ferrari mai usate, si direbbe, un modellino Ferrari sullo sfondo, un palo rosso con adesivi non ben identificati a causa della mia miopia sulla sinistra, e montagne di giornali random tutt’intorno. Ora, intanto diciamo che d’abitudine gli ospiti fuori studio vengono presentati diversamente, la maggior parte delle volte si trovano in ambienti “neutri” in modo da evitare uno stacco troppo netto fra i due contesti, ma vabbè, anche no alla fine, effettivamente anche “l’ospite in scrivania” compare abbastanza spesso, e non è così scolnvolgente. Rimane invece di gusto vagamente grottesco la cozzaglia di riferimenti alle attività di Luca Cordero. Il fatto è che questo tipo di presentazione, così rindondante, avviene di solito con gli imitatori, che si servono di questi elementi da un lato per stereotipizzare il personaggio, e dall’altro per evitare ogni possibile ambiguità. Solo che, insomma, lui era PER DAVVERO Luca Cordero di Montezemolo, non un comico, non c’era nessun pericolo di ambiguità…quindi quel pout-pourrì di gadget per sedicenni di periferia cosa mi stava a significare? Una cosa tipo “hey telespettatore, lui è Luca Cordero di Montezemolo, quello della Ferrari! Vedi? Ha anche la bandierina della Ferrari sulla scrivania!” suppongo. E nessuno che abbia detto “ma levate di mezzo tutta quella roba, sembra uno standista in campagna elettorale!”?

No, ci piace così, di dubbio gusto, ma assolutamente palese, solo no chiedete a che serve quel palo.

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