S/H

Facebook si prenderà il mio Gatto, la Scrivania dell’Ikea, tutti i Dischi, i Film e i Libri che avevamo comprato insieme, e andrà a Tokio ad annusare Mutandine usate coi miei Soldi.

Posted in Senza categoria by sarah on febbraio 23, 2009

If I were Stanley Kubrick.

Posted in Senza categoria by sarah on febbraio 22, 2009

[A scanso di equivoci]

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[Ovvero: se lavori nell’ufficio in cui è stato partorito lo slogan “più la patata è buona, più si diventa intelligenti” NON STO PARLANDO DI TE. Dio, ma cosa cavolo significa?]

La pubblicità è la forma d’arte più viva e onesta IN ASSOLUTO.

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Questa è una delle poche certezze che ho sul mondo dell’arte, e da anni la difendo con intransigenza fascista dagli attacchi spocchiosamente confusi di gente che considera un presunto – mai realmente pervenuto – concetto di “integrità artistica” un valore superiore all’intelligenza. Assurdo come a volte vengano prese sul serio le utopie…

Comunque basta guardarsi intorno con un minimo di candida curiosità per notare come in pubblicità più che in ogni altro campo si riesca a mantenere COSTANTEMENTE vivace e stimolante la ricerca creativa, anche dal punto di vista della contaminazione fra mezzi e stili. Sarà merito del confronto obbligato, della tendenza all’efficacia e dei soldi che girano. O più precisamente del fatto che i soldi girano solo se il progetto supera diversi livelli di confronto e la sua efficacia risulta oggettiva.

Ma poi chi se ne frega di quello che penso io, tanto al MoMA in giugno espongono i progetti pubblictari selezionati dall’AICP [Association of Independent Commercial Producers] per l’AICP Show, ovvero la celebrazione definitiva del connubio arte-pubblicità in formato video. I lavori poi finiranno nell’archivio del MoMA’s Department of Film.

E la campagna pubblicitaria [curata dagli studenti del VCU Brandcenter in Virginia] per la partecipazione al concorso è un capolavoro in funzione del capolavoro, questi sono i poster:

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Lo slogan è “you’re an artist. Get recognized.”; in pratica hanno preso alcune delle opere più importati esposte al MoMA e le hanno trattate come immagini pubblicitarie, ironizzando proprio sulla libertà stilistica che si possono permettere gli artisti, contrapposta ai vari livelli di controllo e manipolazione a cui sono sottoposti i progetti in campo pubblicitario.

E poi c’è il sito W.T.F & Associates che è geniale. Capito? GENIALE.