S/H

1-2.

Posted in Senza categoria by sarah on novembre 23, 2008

1. I love La Haine.

Ogni volta che ne riguardo un pezzo vorrei che ogni singolo fotogramma de L’Odio fosse riprodotto in gigantografia sulle facciate di palazzi, condomini, casermoni monolitici delle periferie di ogni città con più di un milione di abitanti. Tipo così, però con L’Odio su megablocchi di cemento:

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Credo di provare per quel film quello che Paola Binetti prova per Gesù Cristo, una venerazione totale talmente carica di risvolti libidinosi da costringere all’autolesionismo perpetuo per sopportarne la frustrante inappagabilità.

Veramente troppo, troppo, troppo figo. Tutto. Dai titoli di testa, ai dialoghi che non mollano un attimo, passando per Assassin de la Police e per la bellissima faccia storta di Vincent Cassel, inarrivabilmente stupendo.

Le foto lì sopra invece sono parte del progetto Women Are Heros nella sua versione brasiliana. JR ha fotografato donne parenti di vittime civili degli scontri fra polizia e spacciatori nelle favelas e ha messo le immagini ingigantite sulle facciate delle abitazioni. Guardatevi la galleria, che è spettacolare [per mano: nel sito cliccate sul Brasile, e poi su Actions, ed ecco la galleria!].

2. Soddisfazioni / L’ultima puntata degli affari miei, sticazzi, chissenefrega. Spero.

Giovedì pomeriggio ho fatto una cosa che mi è piaciuta un sacco.

Sono stata in aula a raccontare la mia tesi agli studenti di semiotica del secondo anno, e mai avrei pensato di esserne così contenta. E non è che è stato bello perchè io raccontavo una cosa mia [non solo], è stato bello perchè quelli che mi ascotavano non se ne stavao lì inebetiti come piante grasse, ma dicevano, rispondevano, parlavano.

Io poi mi ero fatta l’idea di trovarmi di fronte una manica di fighette con la french manicure e aspiranti markettari lampadati – e sinceramente avevo le mie ragioni, fra discussione e proclamazione mi sono ritrovata a fare i conti con dei soggetti da far perdere la fiducia nell’umanità tutta e valutare la possibilità di trasferirsi in Tanzania già da domani, che insomma, ok, hanno una serie di prblemi piuttosto rilevanti, ma almeno stai certa di non incontrare uno che ti dice “io mi riconosco molto nei valori della mia azienda” –  E invece niente asserviti ai valori aziendali in aula l’altro giorno. Ci sono rimasta bene, giuro. [E ringrazio ancora lei.]

10 Risposte

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  1. giovannacosenza said, on novembre 23, 2008 at 5:32 pm

    Tutto è bene quel che finisce bene…
    ;-)
    In bocca al lupo per tutto, Sarah!
    Ciao
    Giò

  2. enrico said, on novembre 23, 2008 at 6:12 pm

    una buona notizia!

  3. andreamari said, on novembre 23, 2008 at 6:36 pm

    1- Mi fa piacere che il pubblico non fosse composto da aziendalisti sfegatati come il nostro amico; 2-Libera di non crederci, ma io la tua tesi me la sono letta tutta, e mi sono pure procurato alcuni dei dischi in questione: per quello che ho sentito finora (tutti i dischi che hai preso in esame tranne “Post”) Bjork non mi dispiace (a parte “Debut”: tanti dicono che è l’album migliore, per me è insopportabile). 10 e lode invece a “Homogenic”; 3-Non c’entra niente con tutto il resto, ma vorrei sapere cosa facciamo per il concerto di Capossela, perchè se si dice di andarci è il caso di procurarsi i biglietti con un certo anticipo (il prezzo se non ricordo male è 25 euri).

  4. bebo said, on novembre 24, 2008 at 12:00 pm

    Andrea, sono stato io la settimana scorsa a sentire per ogni data disponibile e sono rimasti solo quelli da uno zillione di euro. Ergo: ci ascoltiamo un cd a caso che spendiamo di meno.
    Esauriti nel tempo che impiego a farmi una sega mentale sulla cassa dritta, pare.

    Homogenic è quello smaccatamente meno pop nella discografia di un’artista POP, anzi P.O.P.. a questo punto ascoltati gli Orbital a manetta e butta i dischi degli Who.

  5. andreamari said, on novembre 24, 2008 at 12:14 pm

    Gli Orbital non li conosco e provvederò a far calare la mia ignoranza, ma i dischi degli Who non li butterò mai perchè sono tra i miei preferiti (soprattutto “Who’s next” e “Quadrophenia”). Ho visto sul sito dell’Estragon che in effetti gli unici biglietti rimasti sono quelli per giovedì 4, ma se costano cifre oscene pazienza, sarà per un’altra volta.

  6. bebo said, on novembre 24, 2008 at 2:55 pm

    In realtà gli Orbital ci prendono poco, però il mondo elettronico a cui si rifece l’slandica è quello. Ma anche quei pallosi degli Autechre o quegli altri ancora più pallosi dei Boards Of Canada. Ma molto meglio quegli strafighi dei B12 o dei Global Communication.
    Ma io perchè queste cose non le scrivo sul mio blog che parla di musica ufficialmente?
    Perchè sto pensando di parlare di Giusy Ferreri e del suo accento sobrio.

    Se proprio non puoi fare senza gli who allora comprati la discografia dei buzzcocks a scatola chiusa perchè son cose che fan bene alla salute.
    In generale tutti quei gruppi lì da stadio e con muffa e licheni annessi mi rompono di brutto, è colpa mia, dovreste ascoltarvi tutti quello che dico io, perchè la dittatura è l’unica salvezza.

  7. andreamari said, on novembre 24, 2008 at 5:26 pm

    Eh lo so che i buzzcocks fanno bene alla salute, e già che ci siamo perchè non aggiungerci Bauhaus, Siouxsie and the Banshees, Clash, Joy Division, Wire, New Order, i primi Cure e annessi e connessi? Però hai ragione, quando si parla di musica anch’io penso che l’unica è la dittatura (ma solo se i dittatori sono illuminati come noi); poi magari il prossimo dibbattito pentagrammatico lo facciamo sul tuo blog o sul mio.

  8. sarah said, on novembre 24, 2008 at 7:40 pm

    Ma perchè invece non uscite insieme una sera e non usate i vostri interesse in comune come pretesto per un precoce rapporto sessuale non protetto?

  9. bebo said, on novembre 25, 2008 at 9:17 am

    Perchè mi vergogno.

  10. andreamari said, on novembre 25, 2008 at 12:03 pm

    Anch’io, e comunque la protezione ci vuole.


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