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T’ho scritto T’amo sulla Sabbia

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 14, 2008

McCain e Obama sono davvero molto diversi. Vi sembra ovvio? A voi sembra ovvio che due candidati di schieramenti opposti siano molto diversi? No, a me no. Sarà la mia testa piena di retorica beppegrillista, sarà Blunotte su Tangentopoli, sarnno le macchie senili che si somigliano un po’ tutte, ma da noi son vent’anni che si è abituati a marcette svogliate ai seggi col passo scandito da un cantilenante “tanto sono tutti uguali”. Vero o no, fai poi strano rendersi conto come due candidati siano effettivamente profondamente diversi.  Che a voi sembrerà pure una banalità, ma io, non so, a volte ho dei momenti in cui tutto mi diventa chiaro, limpido, facile. Insomma, lo so – lo sapevo già, ma ora di più – e ne ho le prove:

Tipo che un grafico – da alcuni anche definito artista – non farebbe mai un lavoro – che poi è a tutti gli effetti una campagna pubblicitaria – su McCain. Cioè, non lo farebbe di sua spontanea iniziativa – nel senso che se il partito paga tutto è possibile – , e anche sotto lauto compenso nessuno metterebbe mai McCain sotto delle sneakers. Invece Obama e sneakers funzionano benissimo. E Obama e guerrilla marketing pure. Sono queste cose che a volte un po’ mi preoccupano, perchè è tutto molto figo, molto contemporaneo, molto vitale, ma è un entusiasmo talmente spontaneo e sincero che stranisce. Stranisce perchè quetso tipo di comunicazione io sono abituata a vederla al difuori delle istituzioni, per gli outsiders, oppure per gli emblemi, le figure mitiche della storia più o meno recente. Insomma, gente morta. Ma no, non sto pensando che adesso ce lo ammazzano, no. Solo mi fa interferenza questo tipo di pubblicità con la posizione di candidato alla presidenza degli Stati Uniti di Obama.

Ovviamente queste iniziative non dicono nulla sull’effettivo seguito del democratico, ma dicono molto sulla creazione in atto di un uomo-simbolo che deve farsi carico di quella che è la visione utopica della società americana, sogni, speranze, benessere, libertà. Ora, cercate di capirmi, io ho 23 anni e la nascita e crescita in tempo reale di un mito non le ho mai viste, quindi permettete che un po’ mi emoziono. Mi emoziono e mi preoccupo, perchè non vorrei che questa serie di “supporti dal basso” spontanei e non convenzionali siano effettivamente sintomo di una decrescente probabilità di avere Obama presidente degli Stati Uniti, e dall’altro lato mi rendo conto di come sia poi difficile far convivere l’ideale, il sogno che il nostro nigga incarna, con una carica istituzionale concreta, in un mondo in cui l’American dream è lontanissimo e probabilmente non più recuperabile.

E’ che lui sembra così irripetibilmente giusto.

E quello lassù è uno dei lavori di Jimm Lasser per la serie The Dunk on McCain, esposta il 4 settembre scorso a Portland. [info1/info2]

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