S/H

Muffin di Ieri.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 12, 2008

Radio CittàFujiko è spesso e volentieri noiosa come guardar crescere l’erba e asservita come Giletti alle giovinastre vagine attratte dal viscidume televisivo. Radio CittàFujiko c’è e non c’è, si prende e non si prende, a volte stupisce. Radio CittàFujiko non ti dice quasi mai di chi era quel pezzo. Tuttavia. Su Radio CittàFujiko in genere passano cose buone. Quindi va un po’ bene tutto no? Io vengo per la musica, e dei conduttori me ne frega poi il giusto.

Fino a un certo punto.

Cioè fino a quando non becchi la rassegna stampa del Direttore Alfredo Pasquali la mattina dell’11 settembre. Perchè allora ti ritrovi d’un tratto a fare i conti con una frase così:

Oggi è l’11 settembre, il giorno che ci ricorda il risultato della catastrofe mondiale che è il capitalismo globalizzato.

[non ricordo la frase esatta, ma ricordo le parole “capitalismo globalizzato” e “catastrofe” o “catastrofico”…poi forse ci aveva infilato anche qualcosa con “macerie”, ma insomma l’impatto era più o meno quello della frase che ho scritto].

A tradimento perchè ha aperto così la rassegna stampa, senza un momento per renderci conto, senza niente che preparasse le mie assopite meningi ad un’affermazione del cazzo capace di ridurre l’evento più detrminante per la società contempranea, alla versione dilibertiana delle Sacre Scritture [ovvero -ti dico io com’è la verità vera, non stare a fare lo sforzo faticosissimo di pensare+il proletariato cioè l’integrità cioè la politica cioè la lotta di classe-]. Ci sono rimasta pure male, stavo lì che lasciavo fluire la radio senza neanche troppa attenzione…insomma…è la rassegna stampa, non un’intervista esclusiva di Paola Perego alla sorella negra, lesbica ed ecofriendly di papa Ratzinger, nessuno ascolta davvero la rassegna stampa, io non ho mai nemmeno capito la sua funzione…che bisogno c’è, dopo aver già dato le notizie, di ridarle leggendole però dai titoli dei giornali? Perchè, qualcuno al mondo ha mai comprato una testata piuttosto che un’altra perchè dalla rassegna stampa gli sembrava “migliore”? Che poi i titoli di una giornata quelli sono, per tutti, al massimo girano un po’ nella pagina e cambiano di quel 0,25 di rilevanza, piccole differenze comunque assolutamente prevedibili da chi è abituato a leggere i giornali, e quindi, forse [ma più probabilmente no] vagamente interessato alla rassegna stampa. Concedo che può essere utile sapere le interviste dei vari quotidiani, che magari uno si compra pure Il Giornale se c’è un’intervista alla sorella negra, lesbica ed ecofriendly di papa Ratzinger di cui sopra, però lo stesso io la percepisco come al 90% inutile.

Tornando a noi, alla luce di questa mia apatia nei confronti della rassegna stampa, poteva anche capitare che il mio cervello assorbisse quella frase senza neanche rendersene conto, così, inglobata di sghimbescio senza lasciare il temppo necessario per prepararsi a reagire. Fortunatmente invece mi son svgliata per tempo, e mi sono chiesta:

“Santo dio, come si fa a dire una cosa così completamente e palesemente parziale in una rassegna stampa?”

Nessuno  vorrebbe mai sentire, in nessuna occasione, la tua noiosissima opinione stereotipatamente filo-“suoniamo i bonghi ai giardini liberati dalle nostre vecchie calzature simbolicamnete affini alle costrizioni capitalistiche post-rivoluzione industriale”, figurati in questo contesto. Dio, leggimi la vignetta di Altan e tira dritto.

[Comunque, già che ci siamo, leggendo questo mi è venuto in mente che sì, sono fuori di testa per tutto ciò che riuarda la sicurezza e il terrorismo, hanno superato il limite di un bel po’, a New York non ne ho idea, ma a Londra basta fare un minimo di attenzione per capire quanto sia ormai un’ossessione slegata da ogni ragionamento razionale. Sono giustificati? si. Hanno rotto le palle? SI. Io comunque sono irrazionale al contrario, rischierei volentieri la vita per poter mettere il mascara e il balsamo nel bagaglio a mano e non imbarcare nulla. Sta di fatto che Brazil .]

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