S/H

Per le prossime Volte, Cose possibili, dai.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 28, 2008

Io ho una proposta per noi società occidentali con la bislacca abitudine di creare microcosmi splendidamente superiori alle nostre possibilità, e poi rovinarli con volgari pretese di correttezza socio-adeguata: rassegnamoci. Insomma, dai, con questa fissa delle modelle anoressiche, finiamola lì. No, perchè poi il tempo passa e a forza di martellare sempre sullo stesso punto si scade anche nel ridicolo.

Allora, voi che a ogni presentazione di collezioni varie ed eventuali vi mettete a contar le ossa alle gruccie sulla passerella, vi spiego come funziona, anzi, come non ha mai funzionato e perchè fareste meglio a metterci una pietra sopra e ridarvi all’agricoltura eco-sostenibile.

In linea di massima parte tutto da uno di voi, con tutta una sua utopia di società a misura d’uomo, che si indigna un casino, perchè sono troppo magre, e non sono sane, e propongono un modello sbagliato, e tutte quelle cose lì, si indigna e comincia a fare casino. A lui là vi unite poi tutti voi altri, e un attimo dopo già siete un gruppetto di tutto rispetto, a fare casino. Fare casino bisogna dire che vi viene proprio bene, infatti poi è tutto un domino di discussioni in merito ed eventi collaterali: tutti che bla-bla-bla seriosissimi coi capelli composti, “no, perchè, effettivamente è ora di basta con questi modelli fuori dalla realtà, che poi le ragazzine sono influenzabili e credono così e non si rendono conto che invece, poi-poi-poi nelle Filippine prima che arrivasse la televisione neanche esisteva, allora lo vedi, tutta colpa dei media, si sa’, senza media nessuno sa un cazzo di niente e tutti stanno molto meglio, ma viviamo nella società dei media, allora i media si devono adeguare.” “E la moda?” “Ah, già, la moda! Anche la moda si deve adeguare”.

Ok.

La cosa acquista una gran visibilità, l’argomento passa in ogni contesto possibile [è il corpo ragazzi, il copro vince sempre], parlano della vostra crociata Cucuzza, Vespa, l’Aspesi, Mentana, quel fotografo che mi sta sulle balle alquanto, i giornali buoni, i giornali scarsi, le riviste fighe, i direttori gay, e chiudono il corteo un paio di ministri utero-muniti, qualche sociologo riciclabile come opinionista – o viceversa -, la psicologa della comunità San Pincopallo, e un portoghese di origini africane che si tocca il naso col pene. L’hype è proprio ai massimi storici, l’associazionismo delle buone cause sforna dichiarazioni e manifesti a più non posso, c’è pure il Ministero per le Politiche giovanili che ci ha messo del suo! Più di così che vuoi?! Caspita, sono davvero tutti d’accordo con voi! Mitico!!!

Pare proprio che abbiate vinto!

Che bello! Dai, allora, andiamo a avedere le sfilate, che magari sulla scia human-friendly hanno anche rinunciato ai tacchi in decimali, con zeppa, soppalco e lacci segacarne in maglia di alluminio.

E invece…

Nooo…delusione straziante…anche, costole, zigomi, clavicole, ragazze che sembrano rametti, volti consumati, incarnati inconsistenti incapaci di nascondere la struttura ossea che sporge, esce, fora, emrge anche dai tricot più avvolgenti. Sono magre, alcune sono sicuramente malate, ragazze splendide danno il cambio a fantasmi raccapriccianti senza corpo, senza età, solo con un bel vestito.

Neanche tanto bello a dire il vero.

Che cos’è successo? Com’è che vi sembrava di avere tutti in pugno, e invece no?

E’ andata che mentre tutti vi dicevano bravi e applaudevano forte, quelli della moda se ne stavano zitti zitti nel loro angolino di mondo svolazzante e plissettato a farsi i casi loro, senza considerarvi di striscio. Presente l’iniziativa ministeriale? eh, quelli della settimana della moda londinese, a suo tempo, risposero che non avrebbero vietato le minitaglie, ma avrebbero sollecitato gli stilisti a usare solo modelle in buona salute. Traduco? “Pongo“. E’ così che va, sono anni che la menate e non avete ottenuto niente, loro se ne stanno nel loro castello di zaffiri e rubini a farsi sventolare con piume di pavone da bronzei schiavi uomanoidi, mentre si sollazzano vicendevolmente in orge di chiffon e sete stampate. Non esistete nemmeno.

Quindi basta. Che non è nemmeno vera la storia dei modelli negativi, cos’è seriamente pensate che vostra figlia quindicenne smetta di mangiare perchè vede la sfilata di Karl Lagerfeld? 15 ANNI / KARL LAGERFELD?! O che voglia emulare le gesta di una delle fanciulle di Prada? Dai, seri, avete fatto un gran mischione, ci avete messo dentro tutto, e non avete portato a casa niente. Anzi, risultate pure patetici. Vè che alla fine ad essere realisti ci si guadagna. Magari all’inizio si passa per nichilisti senz’anima, ma prima o poi qualcuno comincia a capire di cosa stai parlando, e le soddisfazioni arrivano.

Io poi non è che me ne frego, mi dispiace per le signorine che se non sono scheletriche non lavorano, ma è la moda, se volete ci raccontiamo che lottando e proponendo tipi di donna diversi possiamo fargli cambiare idea, ma non ha molto senso, visto che sappiamo che non è così.

Quindi parliamone, va bene, ma quelle cose tipo “guarda come sono belle la Bellucci e la Ferilli” no, davvero no, è come andare a una conferenza sull’arte sepolcrale bizantina e aprire una discussione sul ruolo della donna nella società maya. C’entra niente e di conseguenza è controproducente rispetto all’argomento di primario interesse. Fine.

Poi c’è una cosa per la quale sono indignata, io, e per davvero. Hanno dato di bianco su un lavoro di Blu in Via Avesella a Bologna. Così. Che poveretti. Non ci arrivano proprio.

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Forme Contemporanee di Baratto

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 23, 2008

Ovvero quanti .avi vuoi per quei .pdf?

Bologna, copisteria X:

Sarah: Salve, devo scansionare questi.

Uomo della copisteria: Ok, dammi.

L’uomo scansiona le mie cose e attacca l’hard disk…

S: li metta nella cartella Documenti Vari

U: Ok…caspita quanti film…

S: eh, sì, sarebbe l’hard disk dei film quello…

U: …senti…ti dispiace se me ne copio un po’?

S: ah, no, fai pure!

U: facciamo così, mi prendo un po’ di film e non ti faccio pagare le scansioni

S: Va bene! Grazie!

Fico, no?

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Post in Punti. Ok. Sappiamo Tutti cosa significa.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 22, 2008

Oggi tiro in ballo cose a caso assolutamente futili.

° Pischa Barton è una racchia sfigata. Io l’ho sempre detto. Non ho mai capito com’è che a voi vi prendeva tanto ‘sta finta 16enne tormentata col fisico di una cavalletta e la sensualità di un A4 bianco. Bha. Saranno gli occhioni lacrimosi da alieno sociopatico con problemi familiari, saranno i boccoli da Venere spilungona quasi vergine-quasi, oppure sarà che voi e Pischa avete tanti interessi in comune, che vi piacciono gli ambienti indie, le sperimentazioni lesbo, assaggiare bevande fluo e strusciarvi con le educande porno. Pischa è proprio la ragazza ideale di mezza Milano in Ray-Ban e Cheap Monday, ovvero quella dei giovani me-lo-credo-che-sono-creativo, la cui principale attività consiste nel portare in giro se stessi.

Solo che no. Mi dispiace. Vedetevi un po’ come si è presentata a ‘sto evento di fundraising per la leucemia africano-caraibica [giuro]:

La cara Pischa sembra proprio aver saltato i concetti “leucemia” e “raccolta di fondi” per concentrarsi sui più positivi-in-linea-con-la-sua-personalità-solare “African-Caribbean” e “ball”, tipo:

– oh, mum, tu guarda, un invito!

– oh, honey, un invito a cosa?!

– aspetta che leggo…

– oh…guarda mum, è un ballo!

– oh, fammi vedere!…già, è proprio un ballo! ma per cosa o fanno questo ballo?

– oh, qui dice che lo organizza un gruppo Africano-Caraibico…

– oh, that’s awsome honey! una festa a tema! ci saranno i cocktails esotici, le ballerine in gonnellino di paglia che regalano le collane di fiori, e un sacco di ragazzi neri a torso nudo!

– …mum…ma sei sicura che quelli delle collane di fiori siano gli Africano-Caraibici?

– oh yes, honey! dai, andiamo a comprare un vestito!…e poi sai cosa pensavo?

– cosa, mum?

– che ti trucco io! ti faccio gli occhi da indiana col kajal Yves Saint Laurent, e poi ti metti la fascietta da frick che indossavo da giovane alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam!

– ok mum…chissà poi che scarpe indossano gli Africano-Caraibici…

Non quelle.

Ora, magari laggiù ci si veste a tema pure alle raccolte di fondi, ma in questo caso il tema quale sarebbe, “la riscoperta degli anni ’70 e delle fascinazioni etniche attraverso la beneficienza di gruppo e il trucco da prostituta gothic?”…bho, a me pare un discreto cesso, ma d’altronde a m è sempre sembrata un discreto cesso.

[e comunque sì, gli inviti hollywoodiani sono così. Fidatevi, io queste cose le so.]

° Poi invece ci sono questi servizi fotografici di Scarett Johansson. Non volevo neanche linkarli perchè le immagini più belle sono poi quelle con tutto il contorno di ragazza della porta accanto, appena uscita dal letto, e voi vi ci fate i viaggi e io sono gelosa, però l’hanno fotografata talmente bene che secondo me va vista. Dai…

° E questa è una bustina di thè:

Omarini che fanno sport attaccati al filo della busta. Se ne volete sapere – poco – di più andate qua.

Nuove Selezioni.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 16, 2008

Nuove cose nella colonnina a destra. [E adesso non le potete più ignorare.]

> Premessa: buuuuu, che schifo quelli dei cani che li trattano come cristiani, che i vestiti, i centri di bellezza, i codini, Paris Hilton, Lessie-Lessie-Lessie!
Ok. Detto questo, questa qui è la campagna pubblicitaria di DDB Canada per Timmie’s Dog Spa che è molto bella in tutti i sensi, cioè è un lavoro brillante dal punto di vista dell’idea, con delle belle fotografie e una bella grafica. Questo nonostante il fatto che buuuuu, che schifo quelli dei cani che li trattano come cristiani, che i vestiti, i centri di bellezza, i codini, Paris Hilton [ma a proposito, dov’è che è Paris Hilton ultimamente?], Lessie-Lessie-Lessie!

> – Oh mio dio, ma tu sei…bellissima!
– E sono solo un pezzo di legno!
– Ah, quanta poesia nelle tue forme…quanta armoniosa sinuosità sussultante…
– …si…già…per la curva dici, vero? è un modo di lavorare un po’ complesso effettivamente, ci vuole delicatezza…però…insomma…alla fine sono poi solo un pezzo di legno…
– …e la tua conca! ah, quella conca! sembra plasmata dal vento, da un soffio carezzevole che ti ha amata in un giorno nuvoloso!
– …si, bhe…si è fatto un po’ tardi…io devo…cioè, il mio fidanzato fa body building e…io…sono solo un pezzo di legno!
– no, non è solo legno! tu sei legno e aria tutto insieme! sei uno scambio continuo fra forma e sostanza…
Ovvero Barca by Jakob Joergensen, uno dei vincitori alla International Furniture Design Competition Asahikawa.

> FABRIC 37-39 . Il Fabric è un club di Londra, ma anche un’etichetta, ovviamente legata alle serate del locale. La grafica delle copertine FabricRecords è in genere molto pulita e facilmente riconoscibile, io nel mio piccolo mi sono innamorata della serie 37-39, ovvero Fabric 37, Fabric 38 e Fabric 39. Gusto mio che sono fissata con le figure grottesche della pittura fiamminga, voi magari preferite la serie vintage-bucolica 40-42, oppure, che ne so, prendete in considerazione i dischi per via della musica e non della grafica di copertina…

[Ma è possibile che una volta WordPress traducesse per i fatti suoi l’HTML nei post e adesso invece no…? …no perchè due palle, nella colonnina a destra devo fare tutto in HTML, e vabbè, qui poi però devo togliere tutti i comandi che altrimenti non me li capisce…diventa lunga…io speravo di cavarmela con un copia-incolla…]

T’ho scritto T’amo sulla Sabbia

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 14, 2008

McCain e Obama sono davvero molto diversi. Vi sembra ovvio? A voi sembra ovvio che due candidati di schieramenti opposti siano molto diversi? No, a me no. Sarà la mia testa piena di retorica beppegrillista, sarà Blunotte su Tangentopoli, sarnno le macchie senili che si somigliano un po’ tutte, ma da noi son vent’anni che si è abituati a marcette svogliate ai seggi col passo scandito da un cantilenante “tanto sono tutti uguali”. Vero o no, fai poi strano rendersi conto come due candidati siano effettivamente profondamente diversi.  Che a voi sembrerà pure una banalità, ma io, non so, a volte ho dei momenti in cui tutto mi diventa chiaro, limpido, facile. Insomma, lo so – lo sapevo già, ma ora di più – e ne ho le prove:

Tipo che un grafico – da alcuni anche definito artista – non farebbe mai un lavoro – che poi è a tutti gli effetti una campagna pubblicitaria – su McCain. Cioè, non lo farebbe di sua spontanea iniziativa – nel senso che se il partito paga tutto è possibile – , e anche sotto lauto compenso nessuno metterebbe mai McCain sotto delle sneakers. Invece Obama e sneakers funzionano benissimo. E Obama e guerrilla marketing pure. Sono queste cose che a volte un po’ mi preoccupano, perchè è tutto molto figo, molto contemporaneo, molto vitale, ma è un entusiasmo talmente spontaneo e sincero che stranisce. Stranisce perchè quetso tipo di comunicazione io sono abituata a vederla al difuori delle istituzioni, per gli outsiders, oppure per gli emblemi, le figure mitiche della storia più o meno recente. Insomma, gente morta. Ma no, non sto pensando che adesso ce lo ammazzano, no. Solo mi fa interferenza questo tipo di pubblicità con la posizione di candidato alla presidenza degli Stati Uniti di Obama.

Ovviamente queste iniziative non dicono nulla sull’effettivo seguito del democratico, ma dicono molto sulla creazione in atto di un uomo-simbolo che deve farsi carico di quella che è la visione utopica della società americana, sogni, speranze, benessere, libertà. Ora, cercate di capirmi, io ho 23 anni e la nascita e crescita in tempo reale di un mito non le ho mai viste, quindi permettete che un po’ mi emoziono. Mi emoziono e mi preoccupo, perchè non vorrei che questa serie di “supporti dal basso” spontanei e non convenzionali siano effettivamente sintomo di una decrescente probabilità di avere Obama presidente degli Stati Uniti, e dall’altro lato mi rendo conto di come sia poi difficile far convivere l’ideale, il sogno che il nostro nigga incarna, con una carica istituzionale concreta, in un mondo in cui l’American dream è lontanissimo e probabilmente non più recuperabile.

E’ che lui sembra così irripetibilmente giusto.

E quello lassù è uno dei lavori di Jimm Lasser per la serie The Dunk on McCain, esposta il 4 settembre scorso a Portland. [info1/info2]

Muffin di Ieri.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 12, 2008

Radio CittàFujiko è spesso e volentieri noiosa come guardar crescere l’erba e asservita come Giletti alle giovinastre vagine attratte dal viscidume televisivo. Radio CittàFujiko c’è e non c’è, si prende e non si prende, a volte stupisce. Radio CittàFujiko non ti dice quasi mai di chi era quel pezzo. Tuttavia. Su Radio CittàFujiko in genere passano cose buone. Quindi va un po’ bene tutto no? Io vengo per la musica, e dei conduttori me ne frega poi il giusto.

Fino a un certo punto.

Cioè fino a quando non becchi la rassegna stampa del Direttore Alfredo Pasquali la mattina dell’11 settembre. Perchè allora ti ritrovi d’un tratto a fare i conti con una frase così:

Oggi è l’11 settembre, il giorno che ci ricorda il risultato della catastrofe mondiale che è il capitalismo globalizzato.

[non ricordo la frase esatta, ma ricordo le parole “capitalismo globalizzato” e “catastrofe” o “catastrofico”…poi forse ci aveva infilato anche qualcosa con “macerie”, ma insomma l’impatto era più o meno quello della frase che ho scritto].

A tradimento perchè ha aperto così la rassegna stampa, senza un momento per renderci conto, senza niente che preparasse le mie assopite meningi ad un’affermazione del cazzo capace di ridurre l’evento più detrminante per la società contempranea, alla versione dilibertiana delle Sacre Scritture [ovvero -ti dico io com’è la verità vera, non stare a fare lo sforzo faticosissimo di pensare+il proletariato cioè l’integrità cioè la politica cioè la lotta di classe-]. Ci sono rimasta pure male, stavo lì che lasciavo fluire la radio senza neanche troppa attenzione…insomma…è la rassegna stampa, non un’intervista esclusiva di Paola Perego alla sorella negra, lesbica ed ecofriendly di papa Ratzinger, nessuno ascolta davvero la rassegna stampa, io non ho mai nemmeno capito la sua funzione…che bisogno c’è, dopo aver già dato le notizie, di ridarle leggendole però dai titoli dei giornali? Perchè, qualcuno al mondo ha mai comprato una testata piuttosto che un’altra perchè dalla rassegna stampa gli sembrava “migliore”? Che poi i titoli di una giornata quelli sono, per tutti, al massimo girano un po’ nella pagina e cambiano di quel 0,25 di rilevanza, piccole differenze comunque assolutamente prevedibili da chi è abituato a leggere i giornali, e quindi, forse [ma più probabilmente no] vagamente interessato alla rassegna stampa. Concedo che può essere utile sapere le interviste dei vari quotidiani, che magari uno si compra pure Il Giornale se c’è un’intervista alla sorella negra, lesbica ed ecofriendly di papa Ratzinger di cui sopra, però lo stesso io la percepisco come al 90% inutile.

Tornando a noi, alla luce di questa mia apatia nei confronti della rassegna stampa, poteva anche capitare che il mio cervello assorbisse quella frase senza neanche rendersene conto, così, inglobata di sghimbescio senza lasciare il temppo necessario per prepararsi a reagire. Fortunatmente invece mi son svgliata per tempo, e mi sono chiesta:

“Santo dio, come si fa a dire una cosa così completamente e palesemente parziale in una rassegna stampa?”

Nessuno  vorrebbe mai sentire, in nessuna occasione, la tua noiosissima opinione stereotipatamente filo-“suoniamo i bonghi ai giardini liberati dalle nostre vecchie calzature simbolicamnete affini alle costrizioni capitalistiche post-rivoluzione industriale”, figurati in questo contesto. Dio, leggimi la vignetta di Altan e tira dritto.

[Comunque, già che ci siamo, leggendo questo mi è venuto in mente che sì, sono fuori di testa per tutto ciò che riuarda la sicurezza e il terrorismo, hanno superato il limite di un bel po’, a New York non ne ho idea, ma a Londra basta fare un minimo di attenzione per capire quanto sia ormai un’ossessione slegata da ogni ragionamento razionale. Sono giustificati? si. Hanno rotto le palle? SI. Io comunque sono irrazionale al contrario, rischierei volentieri la vita per poter mettere il mascara e il balsamo nel bagaglio a mano e non imbarcare nulla. Sta di fatto che Brazil .]