S/H

Mollatemi.

Posted in Senza categoria by sarah on agosto 29, 2008

Torno ora da 13 giorni spagnoli, 13 giorni di Madrid, Malaga e Granada.

Ora, diciamo che fino a quest’anno le mie vacanze sono sempre state splendide, le città che mi ospitavano mi lasciavano basita sempre in un modo diverso, chessò, dici Budapest e ricordi le stradine storpie intrise di misticismi fuori moda; dici Barcellona e pensi che hai pensato fosse la città più perfetta del mondo, con mare, metropoli, e architetture sinuose tutto insime, spettacolo; dici Londra e dici che hai già detto abbastanza; dici Monaco e pensi che è stato il tuo primo viaggio sola con le tue amiche, e per forza di cose…potrei tirare fuori un sacco di sapori intensissimi da queste e altre mete, potrei mettermi qui e spremere il mio da tutti i posti in cui sono stata, giuro, non c’è un secondo di quei giorni che non ricordi con profondo affetto.

Ma quest’anno. Quest’anno è cresciuto un po’ così, con le dita storte. Insomma, un po’ abbiamo sbagliato noi, un po’ le coincidenze avverse, giuro, sembravano proprio sfiga bella e buona, roba da convertirsi alla setta di quelli che “il destino uuuuu…”, e un po’ mi si sono chiarite certe cose su quel paese. La Spagna.

A Madrid, la capitale della Spagna, nessuno parla inglese. Cioè, nessuno. A Madrid, in calle Alcalà [10 minuti a piedi dal centro], il sabato mattina alle 8.30 non c’è un bar aperto nel quale poter fare colazione. A Madrid, sinceramente, c’è davvero poco di bello, quasi nulla ha personalità, le strade a volte sembrano un susseguirsi di possibilità di svago e ristoro offerte ai turisti internazionali per riprendersi dalla lobotomizzante esperienza del visitare nulla. A Madrid Velàzquez si lascia guardare come un nano da circo, e la stanza del Prado col Saturno che divora il figlio sembra l’unico luogo emozionante di tutta la città.

A Malaga il mare fa schifo, la città è sporca, e la visione orrenda del porto deturpa il paesaggio in maniera abberrante. Ciò nonostante il turismo è fiorente, la gente ci fa le vacanze, gli spagnoli ci si divertono un casino e i punkabestia veneti ci aprono ostelli. Eppure. Gli stabilimenti marittimi sono disorganizzatissimi. Non esiste l’idea di fidelizzazione per cui magari ti prendi il lettino lì per tutta la settimana. Quelli che ho chiamato stabilimenti in realtà sono ristoranti che aprono solo dall’ora di pranzo, quindi se alle 10 del mattino vuoi un caffè o vuoi andare in bagno semplicemente non puoi. Di cabine e comodità del genere dubito ne abbiano mai sentito parlare. Dopo l’una di notte trovare una bottiglia d’acqua non è per niente facile. Inglese, di nuovo, zero.

Granada è davvero bella, sicuramente un posto da vedere.

Insomma, io me la sono fatta un’idea della Spagna, e adesso non mi fregate più con la storia di quanto sono avanti, di quanto crescono, di quanto fra un po’ ci superano. Perchè quello che ho visto io è che non c’è voglia di prendere i soldi neanche se glieli lanci addosso. Quello che più mi ha fatto innervosire, specialmente a Malaga, è questo potenziale mollato lì così, la possibilità facile facile di produrre 10 volte tanto neanche presa in considerazione. Io giravo per la città e pensavo intanto alla Riviera Romagnola, a tutto quello che si può fare per far fruttare al massimo una località turistica, e mi mangiavo le mani per loro, loro che stanno chiusi fino a mezzogiorno, che si pranza alle 3 e prima delle 9 non si cucina. Loro che l’offerta è quella, per tutti, dalla 20enne clubber, al 90enne rinsecchito, alla famiglia di 4 persone, tutti si prende il lettino a 4 euri al giorno [tutti i giorni dell’anno] per persona [che poi è un cartello, nemmeno ci provano a competere], e si fa il contratto di giorno in giorno, tenere un calendario di prenotazioni non se ne parla neanche.

Hanno i soldi sotto il neso e nemmeno la voglia di allungare il braccio per prenderli. Questo è.

Quindi MOLLATEMI. Mollatemi coi pipponi spagnoli, mollatemi con gli Erasmus, coi Leonardo, coi diritti civili e con tutto. Perchè ora ho capito, ho capito che Barcellona è un mondo a parte, ho capito perchè la Catalogna vuole l’autonomia, ho capito insomma che la maggior parte del paese è ben lontana dalle grandi rivoluzioni economiche, dalla vivacità degli alti profitti, semplicemente non ne è in grado. Perchè non è la base a fare difetto, ciò che disperatamente manca è la capacità di organizzare e spremere al massimo una situazione favorevole, la voglia di lavorare come schiavi di se stessi per creare quei piccoli ma fertilissimi regni che sono i “Bagno Gino n. 37” o gli “Hotel Belvedere”. L’idea di essere lì per dare tutto il possibile al cliente, essendo flessibili alle sue esigenze.

Poi ci sono le eccezioni, c’è il ristorante Escribano che ci ha coccolate e fidelizzate, sono stati adorabili come poche persone in questa vacanza, davvero poche.

Ma forse mi sono addentrata un po’ troppo nel discorso malaghese, e magari adesso pensate che giudico un paese intero da un a cittadina di mare. Allora facciamo che chiudo tornando su quella che per me è veramente la prova definitiva del mio ragionamento:

SE A MADRID, IN CALLE ALCALA’, DI SABATO MATTINA ALLE 8.30, IO SONO L’UNICO ESSERE VIVENTE A CIRCOLARE, E NON RIESCO A TROVARE UN BAR APERTO NEL QUALE FARMI UN CAFFE’, BE’, MI DISPIACE, MA NON C’E’ SPERANZA.

8 Risposte

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  1. Eli said, on agosto 30, 2008 at 2:40 pm

    essendo la seconda delle tre partecipanti a questi 10 giorni che chiamare vacanza è davvero impossibile, sottoscrivo la cronaca dei nostri giorni spagnoli!!Niente di esagerato, come magari qualcuno potrebbe pensare, nulla dettato dalla una personale imterpretazione ma solo descrizioni oggettive…
    Prossimo anno si va nella rassicurante Londra..che è meglio

  2. bebo said, on agosto 30, 2008 at 3:09 pm

    Io l’anno prossimo pensavo di andare in Grecia, però secondo me, la Grecia, puzza.
    E non ho nessun dato oggettivo, secondo me puzza veramente un botto. Andrei tipo a santorini, spiaggiazze, cocktail, pretese zero. Atene e tutta la storia la guardo in cartolina, troppo sbattimento per i mie coglioni dalle pretese bassissime.
    Però per dire, io San Sebastian e la zona dei paesi bachi la andre a visitare volentieri. A vedere la semana grande, a provare di imparare a fare surf e imparare anche qualche parola di euskadi, insomma andrei in un posto perifericamente figo. Sei stata sciocca, la Meg ci è stata 6 mesi a madrid ed ha sempre detto che è una merda!

    Però però però. A Barça io mi svegliavo alle 11 di fisso, perciò non so se lì i bar aprono prima, se non ti sei lamentata direi di si. È un altro mondo per davvero, anche se la spiaggia è un cesso e il mare cosìcosì, ma io sono un gourmet dei posti marittimi perciò faccio poco testo. Poi c’è il razzmatazz, la rambla che vive una popolazione diversa a seconda dell’ora del giorno o della notte, c’è la viuzza con le puttane in strada, in quella strada, a 5 minuti da Catalunya e dalla FNAC che ti urlano e fanno un baccano che neanche in Colombia. C’è Gaudì che a me piace cosìcosì e in generale c’è gente figa.

    Però Berlino è meglio. Berlino per ora è il top, e riesce ad essere il top anche senza mare.
    Andiamo, torniamo, a Berlino dio brutto.

  3. sarah said, on agosto 30, 2008 at 6:40 pm

    Mio padre me lo dice sempre di andare in Grecia, e in effetti è un posto che insieme a Malta finisce spesso nella top3 delle nostre mete vacanziere. Ci si andrà.
    Bebo, la Meg. Io nell’ultimo anno con la Meg ci avrò parlato due volte in tutto, non ci ho proprio pensato di chiederle com’era. Che poi son testa quadra e ci andavo lo stesso vè…e poi è stata incasinata fin dall’inizio la preparazione, dovevamo fare un tour dell’Andalusia, e poi non mi ricordo che è successo, ma alla fine no, e abbiamo scelto città e mare, poi dovevamo stare di base a Malta ma girare lì intorno, e invece no per il casino del furto e il giramento di cazzo relativo…insomma, badabum-chà-chà.
    Su Barcellona: innanzitutto quando ci sono stata non avevo un blog sul quale lamentarmi [poi era fine febbraio e il mare non era ancora balneabile, così, per la cronaca. Cioè, non che il mare non era balneabile perchè era febbraio, è che on avevano ancora spianato tutto l’ambaradan e ci si faceva il surf, non il beachvolley], e comunque lo so che in Spagna sono un’ora avanti e tutto il resto, anche là io e la B ci siamo ritrovate ad avere fame alle 12.30 davanti a un ristorante giapponese chiuso fino alle 13. Abbiamo aspettato, ed è andato tutto benissimo comunque, ripeto, l’ho amata quella città, iniziai anche un corso di spagnolo al ritorno.
    Io a Berlino ci tornerei immediatamente, che poi ci sono stata poco e con Mateus che mi ha fatto passare una giornata nel museo di storia, però ho meno di zero tempo adesso, molto meno di zero. Però dai, davvero, cioè, Berlino, seriamente.
    Eli, non dire pubblicamente che il prossimo anno siamo a Londra, che io divento scaramantica come la peggio delle fatucchiere! Mai parlare di progetti dalla base instabile in questo posto, MUUUUUUAI E POI MUUUUUUAI!!

  4. Eli said, on agosto 30, 2008 at 6:50 pm

    vabbene scussssa…..adesso sei scaramantica? quando io mi volevo buttare il sale dietro le spalle perchè era caduto sul tavolo mi hai tirato una tomella assurda….maledetta Sarah…vabbè sta di fatto che ora ci rimmergiamo nel caos quotidiano un po’ sollevate e un po’ no..comunque ora sono di nuovo una persona con un telefono, anche se ancora non esisto, limitata dagli orari dell’URP di Budrio

  5. ceci said, on settembre 1, 2008 at 10:12 am

    Io in Spagna non ci sono mai stata, e per un motivo preciso: non mi tira proprio per niente. Probabilmente è un mio preconcetto, sono prevenuta nei suoi confronti, però proprio non me ne frega niente di andarci, forse proprio perché tutti quelli che ci vanno tornano talmente entusiasti che mi da quasi fastidio..
    Poi magari il dente me lo toglierò, ma proprio quando non avrò altre mete da vedere, piuttosto preferisco il Portogallo, mi incuriosisce di più..

    Poi, l’idea della Grecia in realtà sarebbe mia, e mi piacerebbe che QUALCUNO non si metta in bocca parole che non ha detto, perché al mio “oh il prossimo anno per le vacanze ai ragazzi vorrei propore la Grecia, poi vediamo la maggioranza che dice” la risposta di quel qualcuno è stata “ah. mmm. ehhh..si magari, può essere un’idea..mmm.”
    In ogni caso, io a Santorini ci vorrei andare, per vedere se quelle robe che si vedono nelle foto sono vere..mica per vedere il panteone ad Atene, di quello chissene!

    E poi ho notatao che l’offerta di Bologna è ben peggiore di quella di Madrid, cioè capisco che la vita si trasferisca in riviera, ma giuro che trovare un negozio o anche solo un ristorante aperto è letteralmente impossibile. Il turista torna a casa incazzato nero dopo aver passato dei giorni a Bologna, costretto a finire a mangiare la pizza in uno di quei posti schifidi davanti alla stazione, e a rompersi i coglioni per il resto della giornata. E non sto scherzando..Dovrebbero almeno fare dei turni, organizzarsi..niente, tutto serrato.

  6. bebo said, on settembre 1, 2008 at 1:49 pm

    Ma io mi faccio alfiere da sempre di idee altrui, è il segreto del successo! Chiedetelo a Luca e Matteo!
    Comunque sono rincuorato dal fatto che nessuno smentisca il preconcetto che la Grecia puzzi. Perciò posso andare in giro a dire che la grecia puzza.

    A bologna rimangono sempre e solo i maruegas, te lo dicevo anche se non volevi crederci (no puedo creherlo!).

  7. sarah said, on settembre 1, 2008 at 3:07 pm

    Eli – ah, ah! io si, ti romperò le palle fino alla morte per la storia della sfiga che non esiste! e lo sai bene! e tu ti incazzerai e mi manderai a quel paese, ah, se ti incazzerai! la scaramanzia è diversa…è che le cose delicate a cui tengo non le voglio esporre, non perchè “se lo dico poi non succede”, ma perchè preferisco di no è basta…è diverso…
    Ceci, ci sono posti in Spagna anche molto belli, più che altro quelli in cui sono arrivati gli arabi, solo che noi abbiamo preso male sto giro, e poi sarebbe meglio girarsela in macchina…e in Portogallo c’è da andarci, Lisbona è davvero molto carina, tutta su e giù e giù e su, e poi c’è l’oceano, che è gelato come il respiro della morte, ma insomma, è l’oceano.
    Ribadisco, Grecia sì, io e le altre siamo state a Creta un paio di anni fa e devo dire che come vacanza spiaggia, mare e zero pretese è perfetta.
    Bologna…Bologna è quel che è, una città universitaria calda e afosa come l’inferno…uno si informa e viene a farsi il giretto a metà settembre…il discorso Madrid era un altro, la gente c’è e i posti sono aperti, ma è una città davvero senza personalità, che vai nei musei ma la voglia di girare per il solo piacere di guardarti attorno non ti viene, è di sicuro la capitale europea meno bella che ho visto fin’ora.
    Ah, Creta non puzzava, ma magari la recia peninsulare si, non so…

  8. enrico said, on settembre 2, 2008 at 12:47 am

    pare che Atene sia il pacco clamoroso d’europa; forse Gori offre di più.
    Gli spagnoli sono quasi teste di cazzo come gli italiani. Anzi, ci assomigliano molto.
    L’unica cosa che ci distingue all’occhio di un altro cittadino europeo, non è la lingua, ma la reazione a un divieto:
    L’italiano non concerne un NO, NON SI PUO’ FARE, nel suo dizionario.
    Lo Spagnolo davanti a un divieto ti dà un pugno in faccia. O te lo fa dare dalla partner.

    Bentornata!


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