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Black poetry.

Posted in Senza categoria by bebo on agosto 19, 2008

Giuseppe Puglia è nato a Napoli ma risiede da sempre a Portici.

Alla sua città adottiva (ma  dove realmente è nato) ha dedicato due poesie in dialetto e un racconto di di cui vedrete per il momento la copertina (perchè ancora inedito) nella pagina dedicata.

Legato al suolo su cui ha visto la luce, come un albero ha le sue radici, vive ancora in quello spazio di terra su cui nei vari passaggi del tempo si sono avvicendati i vari siti abitativi da quelli descritti nel racconto a quelli attuali di case moderne.

Oggi andiamo alla scoperta dell’opera letteraria e musicale di Giuseppe Puglia:

Il poeta

Il poeta, l'artista, il carismatico

Non si conosce bene il percorso artistico del Puglia, tuttavia si viene presto a conoscenza dei suoi premi e dei suoi stimati mosaici (purtroppo non è possibile avere immagini più grandi):

1° e 2° classificato nel torneo amatoriale di calcetto indoor campionati 68/69 e 71/72 (purtroppo non è riuscito nell’impresa di ripetersi).

1° e 2° classificato nel torneo amatoriale di calcetto indoor campionati 68/69 e 71/72 (purtroppo non è riuscito nellimpresa di ripetersi)

Un raffinato diploma stile pergamena di un qualche concorso di scrittura medievale. Opera di cui uno come Philippe Daverio non potrebbe fare a meno se solo ne venisse a conoscenza (dedicando una puntata monografica al Sommo Poeta Puglia).diploma di scrittura medievale

Pappagallo.

Ma forse la manualità e l’estro del Nostro vengono rappresentati al suo massimo qui:

Una appliques in ceramica, metallo e vetro dipinto che segna il distacco dalle opere moderniste per lasciare spazio alla ricerca e alla scoperta del post-modernismo, dell’uomo macchina e della supercazzola brematurata. Puglia raggiunge vette inesplorate nella produzione dell’italico design, ricevendo anche telegrammi da illustri pensatori come Sottsass, Piano, Pininfarina e Gambadilegno Pietro.

Ma un poeta non è tale, appunto, se non produce versi, e il Puglia è forse l’espressione massima della mediterraneità cortese, del sentimento puro d’amore verso la propria terra e verso la città che l’ha allevato tra i propri seni, le coscie calde e la mozzarella. Il Puglia per ricongiungersi ai figli abbandona una Napoli ormai sterile di passioni, bruciata nell’anima e dedica alla città del Vesuvio parole amare:

Terra di dolce canto e di armonia,
ancora oggi c’è chi dice: “addio”
e presa la valigia di cartone
con gli occhi gonfi deve salutare
quel natio suolo dove vide luce.
Napoli maledetta e paradiso,
oggi è mio quel viso amaro
che a sessant’anni deve dirti addio
perché ai tuoi figli come in novecento
togli la gioia del viverci felice.

Puglia canta alla propria città il proprio dolore ma giustifica ad essa il perchè di tale dipartita, una separazione consensuale perchè ella, Partenope, conosce bene ciò che vuol dire abbandonare per dare libertà.

Raggiungo i figli nati e poi lasciati andare
per vivere, perché qui nulla poteano,
a me togli la gioia di morire
su questa suolo e fra la mia gente,
costretto a scegliere se restar qui solo,
o godermi figli e nipoti lontani dal mio cuore.
Scelgo l’esilio e quelle mie radici
estirpo con la forza che mi resta.

L’abbandono dell’amata tuttavia non può essere lenito da ragioni -seppur nobili e profonde- ed il Puglia lo sa bene, ed è per questo che apre le porte del suo cuore rivelando una sensibilità senile che si ricongiunge a quel periodo della vita, proprio di ciascun uomo, in cui si versavano lacrime notturne.

Quanto mi mancherai nemmeno sai,
e quante notti bagnerò il cuscino
come un bambino a cui togli la mamma.

E conclude donando ciò che meglio sa fare.

Scrivo per te l’ultima poesia,
Amara,dolce e crudele terra mia.

Puglia tuttavia non esprime il suo Dono solamente attraverso l’esplorazione della semantica classica dei versi, egli sperimenta anche. E così in un impeto di ermetismo rivoluzionario, certamente ispirato da quel 4’33” di John Cage e dalle Variazioni Goldberg interpretate da Glenn Gould il sommo Poeta partenopeo ci regala anche l’untitled della propria collezione (formalmente conosciuta come nuova_pagina_7). Autentico guizzo di fulgore visionario.

Giuseppe Puglia da Napoli è una delle figure che dovremo tenere come riferimento per il futuro artistico della nazione. Ma vi lascio con una chicca, come il nostro maestro ci lascia nell’ultima delle sue pagine manoscritte: per chiunque volesse seguire le sue orme musicali qua potrà trovare ciò che fa per lui.

6 Risposte

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  1. sarah said, on agosto 30, 2008 at 9:01 am

    Semo! Non si fanno ‘ste cose sui blog altrui affidatisi!
    Ma dov’è che l’hai pescato?
    …il mosaico del pappagallo sa di senilità e appassimento più dei lenzuoli di un ospizio…

    • GIuseppe Puglia in persona said, on settembre 16, 2009 at 3:03 am

      Sarah non so chi tu sia nè mi interessa saperlo,ma ti auguro di raggiungere la mia età e non sentirti offesa da chi ti considera “da ospizio” forse hai poca opinione della gente il che ti fare crescere(se ci riuscirai) male.

  2. bebo said, on agosto 30, 2008 at 3:17 pm

    Passo ancora oggi ore e ore a guardare la nuova_pagina_7 in cerca di ispirazione.

    • GIuseppe Puglia in persona said, on settembre 16, 2009 at 3:08 am

      SEmo,non so chi tu sia,nè come hai fatto a trovare il mio sito,devo comunque ringraziarti per la recensione offertami,sono rimasto sorpreso dall’analisi profonda e ben presentata,hai saputo leggere fra le righe tutto ciò che intendevo tirar fuori dal mio cuore.
      vorrei ringraziarti ancora magari non quì dove non so nemmeno se lo leggerai,la mia mail è
      foglia31@virgilio.it
      per un nessuno della rete è stata per me una bella soddisfazione.

  3. […] Per chi non lo avesse capito il post Black Poetry lo ha scritto Bebo mentre io ero in […]

  4. sarah said, on settembre 16, 2009 at 10:15 am

    Oh mamma mia quanti problemi di comunicazione, che fatica.
    iniziamo col dire che semo è solo scemo senza C, ed è riferito a Bebo, a cui avevo affidato il MIO blog mentre ero in qualche posto in Europa [mi pare Spagna nel 2008].
    Poi, lei non ha capito il post, proprio non ci ha capito una mazza, e non sarò io a spiegarglielo.
    ancora, questo è INTERNET, se lei pubblica delle cose su INTERNET si espone alle altrui critiche [e francamente, quando si ha un sito che sembra fatto nel ’92 da un ragazzino delle medie, le critiche ce le si tira un po’ addosso] quindi evitiamo il pianisteo da uomo anziano offeso da una ragazzina, che guardi, alla ragazzina non importa niente della sua età, la reverenza verso gli anziani è una malattia che non ho.
    Se la cosa la disturba, le consiglio di chiudere il suo sito, perchè offendersi, e soprattutto rispondere all’offesa riguardante le sue opere con un dato anagrafico, è completamente fuori luogo.
    Ma poi, che diavolo significa in italiano “avere poca opinione”?


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