S/H

Tipo Berlusconi, ma più fantasioso e meno impomatato. Però molto tipo Berlusconi.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 29, 2008

[Notizia vecchiotta ma mai arrivata a dovere in questo paese. Cavolo, me ne sarei accorta!]

Allora, in Russia c’è un uomo, un uomo di merda tutto sommato, un uomo che si chiama Nikolai Sutyagin, uno che ne ha smanettate di robe nella vita che lo sa solo lui, ma adesso non importa, perchè quest’uomo schifo qui ha fatto una cosa che, nonostante tutto, lo ha reso degno di essere venuto al mondo [ed è qui che il paragone col nostro premier vacilla]. Ha fatto questa:

Questa è la casa di legno più alta del mondo, piazzata nel bel mezzo di un quartiere residenziale fatto di abitazioni ad un piano…ma c’è tutta una storia intorno che è una meravglia.

“C’era una volta un grande nonchè freddo paese, l’URSS. Questo grande paese, che poi era un’unione di tanti stati più piccoli, veniva governato seguendo l’ideologia comunista, ed era così diventato molto, molto potente. Ma la storia corre, cose accadono, e gli equilibri cambiano, capitò quindi che dopo diverse scosse sociali, economiche e geopolitiche, un giorno l’URSS capì di dover fare i conti con un’altra unione molto potente: gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti gestivano i loro affari interni ed internazionali in maniera totalmente diversa dal paese comunisa, erano una nazione cosìdetta capitalista, fondata, in parole spicciole, sulla libertà. Fu così che all’indomani della Seconda Guerra Mondiale l’URSS si ritrovò faccia a faccia con la crescente importanza sulla scena mondiale di un paese liberale e sfacciato, scintillante come il sorriso malezioso delle sue belle ragazze sui poster della Coca-Cola. E la cosa non portò nulla di buono. In realtà all’inizio la competizione reggeva, alimentata probabilmente dai fluidi biliosi prodotti dagli intestini del baffuto dittatore sovietico, ma presto il vacillante equilibrio continentale cominciò a scardinarsi e a propendere per i cowboys.

Gli anni ’70 furono da dimenticare, anni di scherno e vergogna, anni infausti e meschini, un’ingiustizia straziante per il gelido cuore d’acciaio di un paese dal temperamento imperiale. In un lento declino passavano i giorni e nell’inconsapevolezza della quotidianità si scrivevano i libri di storia, l’URSS perdeva terreno nella competizione internazionale, e a tutti si faceva ormai chiara la necessità di un cambio di rotta. Arrivò quindi il giorno in cui in pensiero comune si fece dibattito pubblico e, fra infinite polemiche e cantilene varie, il dibattito pubblico si fece legge: nell’estate del 1987, Mikhail Gorbačëv, che era allora il capo del Soviet, decise che era giunto il momento di riformare l’economia del paese e fermarne finalmente l’inesorabile spirale discendente. Fu in quel freddo giugno nordico che venne varata la Perestrojka, ovvero un insieme di leggi che svincolavano in parte le imprese dal controllo statale, rendendo il mercato più libero e le possibilità di profitto più alte. In realtà poi non andò proprio benissimo, ma tralasciamo un attimo il disfacimento già scritto dell’Unione Sovietica, perchè è a questo punto della storia che gli equilibri internazionali incontrano la sfrontata intraprendenza di Nikolai Sutyagin, dando forma al sogno di un castello.

Nikolai Sutyagin crebbe in una comune sovietica di Archanglesk, una città portuale sulle rive della Dvina settentrionale, nel profondo nord di quella che oggi è la Russia europea. Era un russo qualunque, dal corpo massiccio e il viso squadrato segnato dal freddo, non si sa di preciso quale fosse allora la sua occupazione, ma sta di fatto che quando la Perestrojka venne varata lui aveva a disposizione un gruzzolo di tutto rispetto, e lo investì per mettere in piedi una piccola impresa edile. Fece i soldi Nikolai. Magari non fu tutto esattamente trasparente, magari il nostro russo si avvalse di qualche amicizia un po’ sconveniente, magari non fece proprio tutto in religiosa onestà, ma al dilà dei suoi torbidi trascorsi, e anche al dilà delle 18 pendenze relative all’attività della sua aziendina, una cosa è certa: Nikolai fece i soldi. Ne fece così tanti che nel giro di pochi anni diventò l’uomo più ricco della città, e in quanto tale aveva bisogno di una residenza adeguata, che esprimesse a dovere il suo status.

Fu allora, nel 1992, che Sutyagin diede il via alla costruzione della sua piccola reggia. Le leggi locali ponevano però dei limiti alle sue maestose ambizioni, per ragioni di sicurezza le abitazioni non potevano superare i due piani. Ma visto che tutte le case del vicinato erano baracchette ad un piano, Nikolai si adeguò, prese atto delle decisioni ufficiali, e si diede alla costruzione della sua residenza con scalinate annesse, specchio e medaglia della sua condizione superiore.

Questi furono anni fortunati per Sutyagin, ed egli non si risprmiò davvero nulla, tantomeno qualche viagetto in giro per il mondo. E gira qua gira là, spargi prole in su e in giù, guarda questo guarda quello, il russo si ritrovò ammaliato dalle splendide soluzioni architettoniche della tradizione giapponese, e tornato nella sua città sulla Dvina non resistette prprio alla tentazione di rimettere mano all’emblema del suo successo; si accinse quindi alla costruzione di altri tre piani. Ma si sa, quando il lavoro ti prende è difficile fermarsi, sembra sempre che ci sia un piccolo ma insidioso squilibrio, e riportare l’armonia pare una questione di vitale importanza. E così, costruisci e ricostruisci Nikolai tirò su 13 piani di assi, chiodi, e un po’ di ferraglia qua e là.

Ma il destino è infausto, e quanto mai lunatico nella vita di alcune persone, nasci dal niente, tutt’ad un tratto ti viene regalato tutto, e poi di nuovo risprofondi nel fango gelido di un fiume russo. Il 1998 fu una ghigliottina, Sutyagin, citato per maltrattamento da un suo dipendente e accusato di racket finì in carcere con una sentenza di quattro anni, diventati poi due. E ancora più triste fu il giorno in cui da ex-carcerato tornò alla sua dimora. Derubato di tutti i suoi averi, si ritrovò solo, faccia a faccia col suo mostro di legno sul quale pendeva un’ordinanza di demolizione. Il delicato palazzo, vissuto finora nell’illegalità, era ormai odiato da tutto il vicinato, nel quale incuteva un timore di sapore complesso, un misto fra la preoccupazione razionale per un suo improvviso sconquasso, e una superstizione un po’ mistica legata a storie di manieri infestati, e cose così.

Sta di fatto che ad oggi il castello ancora regge, fatiscente e pericolante ospita il 60enne Nikolai, la sua mogliettina 32enne e, di tanto in tanto, le visite turistiche di qualche curioso arrampicatore di struttre in bilico.

Non si può quindi mettere la parola fine a questa storia, che è comunque…peculiare…e molto bella io penso.”

Indicazioni stradali:

Articolo del Telegraph.

Servizio di Russia Today. [Vi prego di fare particolare attenzione alla prima inquadratura, quella panoramica dalla Dvina dove si vede la “skyline” della città con quel mostro di legno che viene su tutto sconquassato. A me ha fatto molto ridere, ma con una certa tenerezza per questo gangsta russo che, preso da progetti stile Arcore, si è dato alla costruzione ad minchiam di un palazzo di legno, aggiungendo pezzi così, a sentimeno! Fra l’altro sembra il Castello errante di Howl.]

Post di DeputyDog. Per vedere Nikolai a torso nudo e con una bestia morta in testa.

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. […] il Cervello… 04Ago08 Qualche sera fa si è scherzato un po’ con Bebo sulla storia del russo che si è costruito il castello di legno. Due parole veloci a dire il vero, che neanche mi ricordo […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: