S/H

Into the Wild.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 28, 2008

Ho appena visto “Into the Wild”. Un .avi di qualità infima, mica solo sgranato, no, c’erano anche le scritte tutte sbilenche, i titoli di coda di sghimbescio, e le sagomine della gente al cinema che si alzava a fine visione. Infima proprio. Ciò nonostante l’ho trovato splendido. Non mi è ancora chiaro se è uno di quei film che per essere fruiti intensamente richiedono una certa condivisione, una certa disponibilità a provare empatia…nel senso, se lo vede Borghezio “Into the Wild” cosa ci trova? Come ne esce Borghezio da un film così? Mha, non so, io comunque [che, memore della sciapa esperienza “I Diari della Motocicletta”, son partita piena di pregiudizi e con assai poca disponibilità allo slancio] ci sono arrivata in fondo con grande tenerezza ed emozione [smorzate poi dalle teste degli spettatori di cui sopra].

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Mi raccomando l’Appretto sulla Veste Papale.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 27, 2008

Sembra di stare fra i matti. Certo, dice, mica potevi aspettarti una politica ponderata e ragionata dal fondatore delle tv private italiane e da quelli del celodurismo, si sa, sono un po’ vivaci. Solo che più che “vivaci” a me sembrano una schiera di folli disturbati da ossessioni irrisolte, una manica di fissati irrazionali che se il problema è una macchia di umidità sul muro, la loro prima soluzione è di buttare giù la casa. E lo fanno, ‘sti cretini.

Vale anche per la nuova idea, modello estate 1939, di schedare un’intera etnia prendendo le impronte digitali di ogni essere vivente, anche dei cactus. Vabbè, io neanche ve lo vengo a dire che siete veramente il peggio schifo mai visto, che prendere l’etnia come parametro discriminante significa essere razzisti, porca di quella vacca, non venite a raccontarmi stronzate, che non si è mai visto niente di più limpidamente razzista da 60 anni a questa parte, cristo. Solo mi chiedevo, il giorno che voi avete tutte, ma proprio tutte le cartelline complete con la macchietta del pollicione di tutti i rumeni che vivono da noi, quel giorno lì, che fate? Ci avrete pensato no? Non sarete stati i soliti bambinoni prepotenti che si incazzano, si incazzano e dopo essersi incazzati e aver picchiato il quattrocchi si rendono conto di non aver risolto un cavolo di niente? No, dai, ve ne sarete resi conto che creare un archivio in ordine alfabetico [o magari in ordine di età…mmm…quante variabili da sperimentare] non è la soluzione a nulla, insomma non è un provvedimento, è tutt’al più un “tutti in fila indiana”. Ma voi, che siete dei furboni, sono convinta che avete pensato a tutto. Ah, non vedo l’ora di potermi fare un giro sulla circolare all’una di notte in mutande e reggiseno senza avere paura che qualcuno mi violenti contro la vetrina della lavanderia cinese di viale Tibaldi.

Ma in realtà non era questo il punto del post. Io più che altro mi chiedevo…ma Gesù Bambino sarebbe contento di quello che fate? Io il catechismo l’ho fatto, insomma un’infarinatura di valori cattolici e compagnia bella ce l’ho, e secondo me a Gesù Bambino non piacerebbe per niente questa cosa. Solo che Gesù è morto da quel dì, quindi non è che può venire lui a farvi il cazziatone, e infatti chi dovrebbe bacchettarvi al posto suo è un altro, un uomo ricco e potente, che si sa, ha una certa influenza nel nosro paese. Insomma, non può essere che il Papa e la Chiesa tutta accettino un atto così palesemente contrario alle basi fondanti del loro credo senza dire una parola. Loro che appena qualcuno sembra voler mettere in discussione la loro verità si scatenano come iene, si indignano, si oppongono, loro che hanno un’opinione su tutto, loro che non si fanno certo mettere i piedi in testa dai governanti, non è possibile che ‘sto giro non dicano nulla. Stiamo parlando di leggi razziali, mica roba da niente, siete stati zitti una volta, e guarda che è successo! Non voglio esagerare e tirare in ballo cose troppo grandi con cause storiche che assolutamente non hanno nulla a che vedere con la situazione attuale, ma questi sono a tutti gli effetti provvedimenti razziali, la variabile è l’etnia e null’altro, e il presupposto è che tutti gli appartenenti a quell’etnia siano soggetti potenzialmente pericolosi. Anzi, i più pericolosi in assoluto, il problema numero uno delle nostre città. Quelli di quell’etnia. Non quelli arrivati qui come dei disperati accompagnati solo da fame e miseria, non quelli che vivono fra i topi, non quelli che mandano i bambini a chiedere denaro, o a rubare, non è quello il punto, la discriminante, caro vice di Gesù Bambino, non è l’illegalità, è solo l’etnia. Gesù, ripeto, si sarebbe incazzato.

Ma sapete cosa è ancora più triste del vostro silenzio? E’ che io non mi aspettavo altro che questo da voi. Lo so che difendete solo chi già ha tutto, che la miseria vera a voi non vi indigna, a voi fa schifo, e non volete averci a che fare, vi preoccupate solo di portare avanti la vostra idea di società ordinata, pulita, differenziata, ormai l’unico valore cristiano che sembra interessarvi è quello della famiglia perfetta, composta, di gente educata. E capiamoci, io non ci metto bocca in questo, perchè non la penso così, non sono cattolica, quell’idea di famiglia non è la mia, ma capisco che voi portiate avanti la vostra utopia, come io porto avanti la mia. Ciò che mi dispiace è vedere l’indifferenza verso la violazione di valori cristiani sicuramente più importanti del “matrimonio=(pene+vagina)–>figli”, il totae menefreghismo, quella sensazione di schifo, addirittura.

Basta così. Solo, che pena gli stupidi col naso all’insù che popolano Piazza San Pietro la domenica mattina.

Questa Cosa del Pircing [può diventare pericolosa]

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 25, 2008

Uno ci potrebbe basare la sua carriera di blogger su “Secondo Voi”. Non dico che ne verrebbe fuori un blog interessante, anzi, a controbattere la banalità benpensante ostentata con tanto di vestito della domenica si finisce per dire cose ancora più sterili, ovvie per chiunque possieda un minimo di lucidità mentale. Però si potrebbe fare, spararsi ogni giorno quei 5 minuti di idiozie pasticciate e faccioni da culo intervistati e semplicemente controbattere, inveire contro, dire parolaccie. Roba triste, che si sa, il più cretino del mucchio non è quello che dice la cretinata, ma quello che cerca di argomentare contro, però sarebbe possibile.

Quindi, siccome che io cretina non sono, non voglio certo parlare della puntata di oggi di “Secondo Voi” [i pircing. Noi giovani che ci sbrindelliamo le membra per trasgredire, che poi però li hanno tutti, e allora puffarbacco, non abbiamo capito un cazzo! Tu guarda, e adesso come faccio a trasgredire? Potrei andare in giro con una carota infilata nel culo, sperando che quella copia-stronza della mia amica emo/dark/animalier non mi copi. (che tanto poi mi copia sicuro, perchè lei non ha personalità, cioè, lo fa solo per moda)]

Però oggi c’è stata una cosa che non ho capito. Nel senso che lo so che quelli di SV prendono dati un po’ a caso e ci imbastiscono sopra il loro temino da bimbo ritardato, ma oggi proprio non ho capito. Davvero.

“In italia solo 6 regioni seguono le norme.” [per l’applicazione del pircing].

Non capisco che significa. Che diamine vuol dire una frase così? Niente di niente suppongo. Come se io adesso scrivessi “la vagina di Moana Pozzi ha emulato rapporti sado-maso con 6 cinesi su 10, 3 dei quali malati di aviaria.“. Non vuol dire un cazzo di niente, parole buttate lì per fare una certa impressione.

Una presa per il culo, in poche parole.

Bene.

[p.s. Avete notato il suono magnifico della frase “siccome che io cretina non sono”? Anche meglio de “risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura.“]

Worldwide Fuffa.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 14, 2008

Luccicanti e perfettamente impomatati finchè vuoi, ma a vederli nei panni dei genitori a me sembrano un po’ tutti reduci da una qualche drammatica esperienza cruciale, di quelle da “schianto duro contro la realtà”, tipo un piccolo Vietnam personale, un susseguirsi di notti insonni e liquami umidicci ovunque.

Guarateli qua.

Tralasciando le celebrità di secondo piano che portano la prole all’anteprima di Shrek terzo sperando di rimendiare qualche ruolo da sit-com non divertente grazie all’impagabile capacità di simulare una paralisi facciale, ci troviamo di fronte ad una sfilza di sguardi corrucciati, fronti rugose, sofferenze sovraesposte.

Tobey Maguire, per dire, io non lo avevo neanche riconosciuto, mi ha talmente impressionato che ho passato una mezz’ora buona alla ricerca di quell’immagine su Getty Images perchè volevo farci un fotomontaggio con la divisa da soldato, uno sfondo un po’ “trinceale” e il compagno John morente fra le braccia al posto della figlia. Poi non l’ho trovata, ma tanto non dovete fare un grosso sforzo d’immaginazione, dal suo volto pulito le brutture che ha dovuto subire emergono con una tale limpidezza da non lasciare dubbi, il ragazzo ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.

[p.s. avevo anche una lettura alternativa per Tobey: Philadelphia 2, e vi lascio immaginare, però poi finivo per dire cose un po’ troppo brutte secondo me.]

Tom Cruise e Veronica Logan. In realtà se ci pensate è tutto molto più logico, Tom ha incontrato lei e si è messo in testa di sposarla, e per un po’ l’ingenua Joey Potter pareva anche presa bene, poi è successo di nuovo, lo stesso copione, le donne non lo accettano per quello che è, lo guardano male quando si mette la tunichetta da rituale, annuiscono senza troppa convinzione ai suoi sermoni, lo mandano a cagare quando accenna alla storia della riverginizzazione…e allora che ha fatto lui, rendendosi conto che forse era un po’ troppo ambizioso cercare di addomesticare quella di questo film qui [che io ho visto, e non so quanti di voi possono dire lo stesso], si è preso la sosia nostrana, ovvero quella di questa soap opera qui. Tanta cordialità e poche pretese, il matrimonio ideale. La figlia poi crescerà in perfetto allineamento estetico con la madre, e all’età di sedici anni verrà data in sposa a David Miscavige, che a sua volta la condividerà con gli altri pezzi grossi del Religious Technology Center.

Il marito di Gwen Stefani è solo molto fortunato. La didascalia della foto fa pensare che i due siano nuovamente in dolce attesa. Ma forse Gavin aveva solo mangiato un po’ troppo a pranzo! Hi-hi! [sorrisino malizioso, smile allusivo –> ; ) , che birbantella che sono!]

Barack Obama fa scompisciare sua figlia, bene, bravi…

Grey’s Anatomy non lo guardo…

Seal e Heidi Klum si baciano in perfetta simmetria in uno scenario quantomeno ambiguo, la rete rossa di plasticaccia fa pensare che siano andati in visita con tutta la famiglia a un qualche cantiere hollywoodiano, per svolgere le mansioni di consolunza sgradita e supervisione fastidiosa da noi comunemente portate avanti dagli umarells; la strana mascherina del figlio potrebbe invece far parte di una pseudo-carnevalata molto approssimativa, del tipo “oh mio dio! ma domani è il compleanno del nostro riccioluto Henry! e adesso che si fa?!”, appunto, lo portano in visita al cantiere e gli disegnano una mascherina col catrame, allegria. Poi c’è anche un sedere piegato ad angolo retto che sbuca da dietro il passeggino, vai te a capire.

Mitragliare sulla croce rossa. Il frontman dei Good Charlotte e Nichole Richie col pupo. E’ già sufficientemente ridicolo così. Bambino, tu sappi che tuo padre ha e avrà sempre sedici anni.

La foto di Ben Affleck è una di quelle che mi fa venire il nervoso. Cioè, hai 300 cose in mano, una Coca-Cola che già la vedo frizzare sull’asfalto, era il caso di prendersi su anche la ceratura? Gesta inutili di attori recentemente svalutati.

Reese Witherspoon e Ryan Philippe sono biondi. Sono due attori biondi con figli biondi. La biondissima famiglia Philippe vive in un mondo con tanto sole e pareti bianche, utili ad illuminare ulteriormente la loro assoluta biondezza che passerà di generazione in generazione senza la minima alterazione. C’è altro da dire? Si, effettivamente un film carino l’hanno fatto entrambi [1 e 2] [l’1 in realtà non me lo ricordo bene, so che quando lo vidi mi piacque, però ero abbastanza piccola, quindi potrei anche sbagliarmi], poi però no.

Matt Damon è visibilmente schifato, ciò nonostante contnua a fare figli con estrema scioltezza, io un po’ mi preoccupo per sua moglie, però non mi addentro.

Will Smith a me ricorda Fiorello. Non so, tutta quell’allgeria, il quarantenne scanzonato e affascinante, un po’ plastificato, ma scanzonato e affascinante, un po’ troppo entusiasta, ma scanzonato e affascinante, un po’ ci hai rotto le palle, ma scanzonato e affascinante, un po’ te la stai menando, in fondo fai solo bene il tuo lavoro, che sai, è una cosa che fanno anche tante altre persone senza mettere su quella faccia da culo lì, ma scanzonato e affascinante.

Johnny Depp e Vanessa Paradis sembrano veramente gli ultimi poveretti di Brooklyn alla ricerca tardiva delle fascinazioni anni ’70 nelle droghe leggere [sa com’è, l’LSD era il top, ma ora siamo genitori…]. Quel look immigrato slavo abbinato ai volti scrani che proprio non lo diresti che son ricchi sfondati, che proprio tanta umiltà e tanto low-profile. Che proprio quasi ti vien da dire “ma, si, fa bene Briatore…”

David Beckham e i suoi figli gay avuti con un chihuahua denutrito grazie all’inseminazione artificiale. Anche i figli mettono le mutandine di chiffon del suddetto chihuahua.

Brad Pitt, anche lui padre-albero, e la sua famiglia patchwork di buoni sentimenti ed integrazione. I bambini passeranno l’adolescenza a chiedersi “ma io…che cavolo ci faccio qui?”, poi cominceranno a farsi di crack, e tutto tornerà nella normalità.

[Io so una cosa su Anegelina Jolie, proprio gossip da quattro soldi. Uno che conosco mi ha detto che uno che conosce l’ha beccata in una discoteca a Londra e lei, che quella sera voleva farsi gli affari suoi senza essere riconosciuta, gli ha regalato della coca come muto accordo di discrezione. Ovvio che non so se è vero, so che quello che me l’ha detto un po’ ci credeva, ma non so se quello che l’ha detto a quello che me l’ha detto gli ha detto la verità o una cavolata. Comunque è bello crederci.]

[Poi so anche una cosa su uno che ha fatto un reality in una fattoria, e che fa l’ospite a Buona Domenica e le televendite di una certa poltrona, e so per certo che la cosa che so è vera, però non la scrivo, perchè so anche che ultimamente la querela al blogger è parecchio in, e io sto meglio senza.]

Cristo Santo!

Lo so e ne ho le Prove: la Pubblicità funziona.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 12, 2008

Oh, io non mi ricordo di quale modello di FIAT si tratta, non mi ricordo neanche di che colore è quella che usano nello spot, e sinceramente non mi interessa [non per spocchia, semplicemente non so guidare.], però oggi sono andata da Ricordi a Bologna e mi sono comprata un cofanetto di Rino Gaetano di tutto rispetto, di quelli belli solidi messi lì apposta per risolvere con un unico acquisto l’annoso problema del “cosa regalo questo Natale al tal cnoscente laureato in dio sa cosa e con quella faccia un po’ così, di quelli che hanno letto Tolstoj ma recentemente dicono in giro che Californication è un capolavoro?”.

Vedi, funziona.

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Spazientirsi una Sera di Inzio Estate.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 11, 2008

Ce n’è un altro di gioco dell’estate che non dovete assolutamente perdere, si chiama “Non filare d striscio le e-mail di Sarah Mazzetti”. Pare che un sacco di gente ci stia giocando ultimamente, e che si divertano un casino. Se volete giocare anche voi basta che mi diate il vostro indirizzo di posta elettronica, così poi io vi scrivo, e anche voi potrete provare l’ebrezza di non rispondermi.

Divertimento assicurato.

Sarah meets Thomas Knoll.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 10, 2008

– Ciao Thomas, come va?

– Ciao Sarah, bè, insomma, tutto bene direi…te, tutto ok?

– più o meno…

– Ah, bè, guarda anche io…insomma ultimamente è un periodo un po’ così, sai con Julie [moglie di Thomas]…insomma sarà per il bambino, la sento un po’ distante e…

– Thomas, poche cazzate. Tu sai perchè sono qui.

– …Io?…No, giuro che… insomma, come posso saperlo…? Io veramente non sapevo neanche che tu esistessi…insomma questa cosa te la stai inventando tutta tu…capisci…?

– Stronzate Thomas. Tutte stronzate.

– No davvero…cioè io non sono neanche sposato…

– Veniamo al dunque Thomas. Io ho un problema, e so che tu lo sai.

– Eh?

– Non fare finta di niente, maledetto gnorri d’un nerd da quattro soldi.

– Io veramente guadagno piuttosto bene, sai..con la storia che sono uno dei creatori di Photoshop…

– Eccoci qui. Finalmente hai capito.

– …

– Io farò l’illustratrice, caro Thomas, capisci, l’illustratrice…e ogni tanto uso Photoshop…insomma sto cercando una dimensione estetica, ok? Un risultato diverso da quello che posso avere facendo le cose a mano, capisci?

– …più o meno…

– So che sai dove voglio arrivere, questo meschino tentativo di celare la tua perfetta consapevolezza delle lacune di Photoshop è patetico.

Comunque. Io uso il programma in maniera piuttosto complessa diciamo…nel senso che in un’unica illustrazione mi piace unire diversi effetti, ok?

– ok…

– E sai cosa mi piace un casino, ma veramente un casino, caro Thomas?

-…cosa?

– A ME PIACE UN CASINO LA PENNA DI ILLUSTRATOR, QUELLA CHE TI PERMETTE DI DARE AL TRACCIATO TUTTI GLI EFFETTI CHE TI PASSANO PER LA TESTA, DALLA GRAFITE, ALLA PENNELLATA, ALL’EFFETTO CODA DI GATTO IMBEVUTA DI CHINA, CARISSIMO IL MIO THOMAS KNOLL! MI PIACE VERAMENTE UN CASINO QUELLA COSA LI’!

– …ah…credo di capire quello che intendi…

– lo credo anch’io, Thomas. Insomma, cosa ti costerebbe mettere una penna decente anche in Photoshop? Capisci, io adesso devo lavorare a metà fra due programmi, ed esportare tutto, è uno sbattimento inutile Thomas…

– …io lo so…ma cerca di capire anche tu, non possiamo, semplicemente no. I due programmi devono avere funzionalità sostanzialmente diverse, non si può fare quello che chiedi.

– Ma Thomas! Capisci che io odio Illustrator! E’ limitante, è strutturato, è…arrivi a un certo punto che non ci puoi fare più niente e…Se solo quella penna fosse anche in Photoshop io potrei lasciare Illustrator ai grafici senza talento…

– Ma Sarah, è questo il punto. Tu DEVI avere bisogno di entrambe i programmi, perchè magari se ti rendi conto che ti basta Photoshop ti passa per la testa di acquistare solo quello, invece che tutta la suite. E questo non deve succedere, Sarah.

– Ma io no! Io voglio semplicemente snellire il mio lavoro!

– Non credo, sai. In compenso in Phototshop CS4 ci saranno molte novità utilissime per i fotografi.

– Fanculo Thomas.

– E per CS5 abbiamo intenzione di acquistare Auto Cad, ed innovare Photoshop in modo che sia utile anche per i progetti di architettura.

– ….

– E per CS6 pensavamo di rendere il software capace di elaborare ricette virtuali e fare uscire le pietanze reali dal lettore cd/dvd.

– Ah! Il Mac Book Air non ce l’ha il lettore!

– Il Mac Book Air è una stronzata. CS7 invece sarà in grado di creare un ologramma che ti pulisce casa.

– …

– Per CS8 si pensa di acquistare Dio.

– Dio?

– Dio. Siamo già in trattative con Roma, la cosa si sta rivelando più difficile di quanto pensavamo, ma per CS8 dovremmo aver raggiunto il risultato.

– E che estensione avranno i fle Dio?

– .god

– Ah. E niente penna di Illustrator?

– No, quella no.

[Un affettuoso “Ah-Ah!” a tutti quelli che hanno comprato il primo iPhone.]

Volgarità. [e non sto parlando delle mie raffinatissime vignette.]

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 7, 2008

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Questo Post si chiama “In Africa crepano a Grappoli”.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 3, 2008

– Oh, rega – rega! Senti qua! In Africa si muore di fame!

– ah…ma non avevano risolto?

– macchè! leggi qua, muoiono come mosche, fanculo quanto muoiono in Africa!

– …ma và…non pensavo morissero ancora così tanto…

– ah, guarda, è un casino…crepano a grappoli

– …peso…

– fanculo sì!

Femmine.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 2, 2008

A gripping summary in short dialogues.

– Una candela anti-zanzare?

– Sì!

– Sì…

– No, ma leggi lo slogan!

– Zanzarà…e se và!

– è bellissimo, cavolo! Zanzarà…e se ne và!

-…và non si scrive così…

– frose non hai capito…Zanzarà..e se ne và!…zanzarà…và…

– ah, bè, allora figo!

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– quella che si è fatta il pianista al matrimonio

– Ma chi?

– ah! molto alta-borghesia annoiata che maneggia membri plebei…

– molto Allende…

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– Ma 2 ore e 20 di scopate e pompini?

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[S: eh, ma se Michele è a Bolo e non sai dove metterlo fallo venire…]

V: no Michele non viene.

….

V: no, al cinema non vengo.

V: no, dai, non passare, ci vediamo direttamente davanti al ristorante.

———————————————-

– ma come sta l’uomo della Fabrica?

– depresso, come al solito.

– è sicuramente colpa di quella donna là…

– ovvio.

– ma che ne sapete? magari sta giù per qualche altro motivo…

– impossibile.

– e perchè, con voi starebbe meglio?!

– ASSOLUTAMENTE.

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[S, B, E e C aspettano V. V arriva, scende dall’auto del fidanzato, il fidanzato scompare senza proferire verbo.]

S/B/E/C: (non guardarle le tette – non guardarle le tette – non guardarle le tette – Cristo, dì qualcosa! – e non guardare quelle cazzo di tette!)

abbracci

B: Vero, come sei scollata!

E/S/C: (eh, ma allora…)

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Maki: piccoli

Temaki: piccolo

Zenzero: poco

Ramen: deludente

Tempura: abbastanza buona

– i piatti li vendono da Co.Import

servizio: lento

– ah, l’Asaki l’ho studiata come caso di marketing!

– fico, raccontalo ai camerieri cinesi! sai come si interessano…

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V. se ne va.

Via Calori: le tette di V.

Via Azzo Gardino: le tette di V. sul corpo di V./le tette di V. prima e dopo: approccio comparativo

Via Marconi: le tette di V. e il ragazzo di V./le tette di V. e la vita di V.: compensazioni.

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Poi siamo andate a vedere Sex & the City, un film inutile e perfetto, con una scrittura inevitabilmente e giustamente banale, e una conclusione che già si poteva ampiamente intuire nel 2003. Ci è piaciuto molto.

B [che non ha seguito la serie…]: non capisco perchè tutte le commedie sentimentali debbano avere il lieto fine

S: Probabilmente perchè sono…commedie sentimentali…

B: si ma…lei perdona lui che ha fatto…bla bla bla…io mai e poi mai…bla bla bla…il lieto fine forzato…bla bla bla…inverosimile…bla bla bla…banale…bla bla bla…

S/E: B, che cazzo dici?

B: Si, cavolo, loro due che lui la lascia all’altare e l’altro la tradisce…

S: B…è S&C…cioè, è così che doveva finire, nel senso, poche menate sulla storia dell’autonomia del film rispetto alla serie, quello è il NOSTRO cazzutissimo film, di noi che seguiamo la serie, quello è il film dove a NOI viene raccontato esattamente quello che vogliamo, poche storie, poche trovate originali per piacere, che se volevo essere stimolata cerebro-psicologicamente mi cacciavo su Inland Empire…

E: E che credi che sia venuta a vedere io? Carrie che ferita per l’ennesiama volta, lascia definitivamente Big e fa la donna autonoma e indipendente? Così – bù! Sorpresona! Non te lo aspettavi vero, spettatrice?! E invece sì, con un filmetto stronzo ti smontiamo sei anni di episodi! Hai visto, mica siamo banali noi… – Ma ti pare?

Ci sono cose da dire su Sex and the City che non possono prescindere il mio affetto per la serie.

Perchè sì, io sono quella che alla fine del primo tempo [che al cinema Jolly ha coinciso con dei gemiti orgasmici la cui provenienza si è capita solo all’inizio del secondo tempo] ha detto – si, divertente, ma brillante no… – facendo finta di non sapere già tutto, di essere lì per sentirsi raccontare chissà cosa, qualcosa di nuovo?

Perchè se davvero vogliamo giudicare il film in sè, allora dobbiamo dire che è un intreccio di 4 storie d’amore piuttosto banali e prevedibili, le cui protagoniste sono 4 donne in balia di un’emotività disordinata che sembra imperversare nelle loro vite e sbatterle un po’ qua e un po’ là, a seconda.

Ma il punto è che la versione cinematografica è innanzitutto inutile. Inutile perchè l’ultma puntata della serie bastava, era sufficientemente conclusiva, e ci aveva lasciato tutte molto soddisfatte. Solo che si è deciso di sfruttare il prodotto fino all’ultima goccia, e allora tutti al cinema. Tutti al cinema, ma non è che puoi raccontare qualcosa di nuovo, perchè sarebbe insensato e molto bastardo smontare 6 anni di episodi in 2 ore abbondanti di proiezione, io, per dire, ci sarei rimasta molto male. Quindi che puoi fare? Fai che prendi il finale, ci aggiungi particolari e lo complichi un po’. Tanto lo sapevate che Big ha il terrore del matrimonio e che Miranda ha un carattere di merda. Ovvio che ormai non possiamo mandarle in giro a scopacchiare per New York, ormai l’amore l’han trovato, siamo alla fase del consolidamento, è difficile rendere brillante il consolidamento, accontentatevi dei cambi d’abito.

Ci siamo accontentate, d’altronde, direbbe Carrie, le donne finiscono spesso per accontentarsi di un cambio d’abito.

E alla fine siamo state contente, davvero soddisfatte e anche divertite, esattamente come volevamo essere. Quindi bene così, è incredibile come S&C sia al tempo stesso inutile ma imperdibile, per chi si è apassionata alla serie.

Il seguito della serata è stato più o meno così:

– c’è più intellienza in uno a caso fra gli episodi delle prime serie di Ally McBeal che nell’opera omnia di Pavese.

Inglesi ubriachi che si picchiano.

– Scrubs è alla stregua dei Vanzina

– che cazzo dici?! non sei degno di questo dialogo.

– comunque “la mia vita a Garden State” è una schifezza, e lei l’avrei presa a bastonate.

Spagnoli che cantano.

– Charlotte è fastidiosa.

– la battuta sull’iPhone.

– le giacche anni ’80 di Samantha.

– Il lungo collo di Miranda.