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Nuovi Ambienti

Posted in Senza categoria by sarah on novembre 6, 2007

Penso che tutto sommato, dal punto di vista del blog, sia un punto rilevante: ho un Mac Book Pro.

Eh no, non mi ci trovo ancora molto a mio agio, non è proprio casa-casa ancora, ma fa niente, tanto ci sono abituata ormai, a non sentirmi mai proprio-proprio accucciata in un posto pacifico.

Sarà un periodo così. Ma niente di tragico eh, sono solo un po’ esasperata dalla totale non fluidità del mio vivere recente. Si dai, quando hai tante, ma proprio tantissime cose da fare, e ci stai dietro, e fai tutto quel che puoi, ma c’è sempre qualcosa che si mette in mezzo.

Mica che ci stai male. Mica che soffri. No, sei contenta tutto sommato, per un po’ di cose. Però sei sempre nervosa, e già ce li hai di natura i nervi poco resistenti, quando poi hai anche delle ragioni oggettive è il caos. No, non sei una capace di mettersi tranquilla da sola, sei una che o è tranquilla o non lo è. E lo stato delle cose non le viene facile di cambiarlo.

E poi ti rifilano un esercizio per capire cose, per capire il tuo stile – ti dicono di disegnare pianissimo, piano come un fiore che sboccia, tipo, così, per dare l’idea di qualcosa che va molto piano. E tu vai piano, pianissimo, e stai copiandoti la mano, e dopo 10 minuti ancora non è finta, e dopo 15 neanche, e poi non lo sai più. Bè il piano non è il mio stile, perchè io a fare quello mi sentivo male, mi veniva su rabbia, mi veniva su frustrazione, e più andavo piano e meno riuscivo a sfogarle quelle cose, e più loro crescevano. E mi ci sentivo male, ingabbiata e irosa.

[ – ma tu, tu cerchi forse di scrivere come Holden?

– …no…io…no, non credo…

– ah, no, così, mi sembrava…mi era solo venuto in mente un attimo…

– …no…non ci avevo mai pensato, che forse la misura di uno scrivere un po’ squanquassato-più suqanquassato del colloquiale, forse la misura ultima di quello scrivere lì è sempre Holden…alla lontana forse…

– ma forse no, lo dicevo così…mi è solo venuto in mente e l’ho detto…non ha nessuna importanza, davvero nessuna. ]

Comunque ho il Mac Book Pro. E forse il prossimo anno si può andare a studiare 6 mesi a New York. No, così, lo dico perchè al momento mi sembra una cosa fantastica, ma mi pare ovvio che le cose possono cambiare – e cambieranno – un milione di volte. Poi a Manhattan mi dicono. E io come mi mantengo? Con entusiasmo e sagacia. Ma no dai, alla fine è possibile, alla fine il prossimo anno non avrò una tesi da dover scrivere, che nella mia testa è già quasi tutta fatta, ma queste giornate hanno veramente il tempo che mi scappa sotto gli occhi, via che ormai non lo riprendo più. Il prossimo anno avrà un ritmo diverso, non so quale, ma uno sicuramente diverso.

E comunque alla fine tutto verrà fatto, come al solito. Forse con più affanno.

Che poi questo tono qui non viene neanche da vicessitudini personali, è un tono che mi si è attaccato addosso dalla lettura del post di Filippo Facci. Mi sembra di non capirlo [quasi] mai quello che scrive Facci. Non colgo il punto. Non so com’è, di solito quando leggo o ascolto un discorso l’essenza, la questione di fondo, mi è subito chiara. Una frase riassuntiva, un orientamento indicativo.

Vabbè, comunque a me sembrava solo fosse piuttosto importante, sempre per il fatto del blog, l’acquisto di un portatile, che prima o poi riuscirò a non chiamare pc.

7 Risposte

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  1. marghe said, on novembre 6, 2007 at 10:26 pm

    piccolo essere indaffarato, mi piace assistere alla tua vita in differita e mi ti immagino a gironzolare, ad innervosirti e ad affannarti..io vengo a bologna la prossima settimana (ho il famoso esame di letteratura che forse per intercessione divina passerò), ma mi immagino che non ci si vedrà dati i tuoi super impegni milanesi..beh, in caso famme sapè, altrimenti verrò a trovarti a mi perchè sappi che non ti libererai della sottoscritta..ciaoo!

  2. bebo said, on novembre 7, 2007 at 1:38 pm

    Io faccio ho smesso di leggerlo, apparte che mi dava ai nervi non mi piace neanche tanto come scrive.

    Comunque data la tesi già un impegno in meno, mica poco.
    Spero che tu l’abbia detto al tuo prof\la tua prof che quello non è il tuo modo, e non ci sono cazzi filosofici dell’approccio al disegno che tengano. Se uno deve andare ad un ritmo per riuscire a fare le cose anaturalmente e bene, che ci vada.

    Oh sei mesi a NY sono una figatona, però l’unico vero problema oggettivo è come mantenerti. Vabbè il dollaro a 1,41 (infatti mi compro anche l’impossibile di sti tempi), vabbè tutto però accidenti ci vuole un lavoretto estivo, almeno per far finta di non voler pesare tanto su mamma e papà. Altrimenti poi household income = 60000.

  3. dontyna said, on novembre 7, 2007 at 1:53 pm

    ho un Mac Book Pro.

    cosa? ma è una figata, che fortuna!

    E forse il prossimo anno si può andare a studiare 6 mesi a New York.

    cosa? ma è una figata, che fortuna!

    Però basta che già l’invidia mi sale alle stelle…

  4. sarah said, on novembre 7, 2007 at 11:39 pm

    Bebo, quelli di disegno ultralento sono esercizi, si fanno e basta, non è che lui ti chiede di addottarlo come stile, è un tipo di allenamento che inizia e finisce lì. Però a me fa vernire veramente un gran nervoso…i miei insegnanti comunque il loro lavoro lo sanno fare, in particolare quello del disegno lento, lui è proprio uno che sa insegnare e gli piace molto.
    Comunque data la tesi devo guadagnare dei soldi…
    A me invece piace molto la scrittura di Facci, quando scrive se ne esce incerdibilmente meglio di quando parla…proprio incredibilmente!

  5. sarah said, on novembre 8, 2007 at 12:05 am

    Che poi, diciamole le cose, mica tutti i prof mi convincono: quello di anatomia è un laureando in scultura a brera, e c’ha 23 anni. Cioè come se io quest’anno tenessi un corso di semiotica in una qualche università. Io ovviamente mi fido [ovviamente perchè con quello che costa la retta e coi senso di colpa che mi eprseguitano, la fiducia incondizionata è l’unica laternativa possibile], però è un fatto strano. Lui comunque ci crede un sacco, e la cosa devo dire mi solleva.

  6. ceci said, on novembre 8, 2007 at 3:27 pm

    Da brava ignorante quale sono, si può sapere che vuol dire disegnare piano?
    Nel senso che non devi far rumore?
    o nel senso che devi disegnare leeeentaameeeente che per fare una linea devi metterci almeno 5 minuti?

  7. sarah said, on novembre 9, 2007 at 5:33 pm

    leeeentamente cec, tanto leeeentamente


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