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Made in Bolo-Bolo

Posted in Senza categoria by sarah on novembre 3, 2007

Per la serie “in questo breve intermezzo bolognese sta succedendo una cosa: mi sto accorgendo che molte delle persone che avevo lasciato laureande si sono laureate.” E sembrano parecchio contenti! E io come al solito mi stupisco decisamente più del dovuto…Vabbè, comunque, qual’è il punto?

E’ che in ottobre, senza che io me ne accorgessi, è stata discussa l’immensa tesi di Alessanro Galluzzo sul blog di Maso e gli amici suoi – che parla di Bolgna nostra con la sua personalità prepotente e i suoi luoghi comuni che son pure veri, ma insomma dopo un po’ ci si rompe le palle. Galluzzo [ai tempi mr. Mattei – eh, ci si non-conosce da un po’…] in pratica ha analizzato “Lo Spettro della bolognesità”, dedicando ampio spazio al fenomeno “umarells”, brilantemente registrato e teorizzato appunto da Maso [web-designer spia-bolognesi over 60] attraverso un blog e un libro.

Fra l’altro il suo relatore era Isacco Turina, ne parlai una volta, il nostro amato prof-poeta con l’ubriachezza facile e spudorata…una bella combricola insomma.

Per chi non sa:

Lo spettro della bolgonesità” è il blog più cliccato di Bologna, è uno spazio iperlocale in cui l’appartenenza cittadina un po’ la si sfoggia, e un bel po’ la si prende in giro; è un vademecum di tutto ciò che interessa il territorio, dalla politica alle tagliatelle, alle deiezioni canine; è una raccolta-sbeffeggio di stereotipi triti e ritriti, che però ogni tanto ti fan pensare a quanto sia effettivamente forte l’influenza di questa città su chi ci è nato…

Umarells uotching” è una costola de “lo spettro”: umarell è una parola bolgonese che designa il tipico omino over-60 in pensione che si aggira apparentemente senza meta nella città, ogni tanto si ferma a guardare un cantiere, magari incontra un altro umarell e ci si intrattiene dialogando in dialetto, poi si ferma a comprare il quotidiano locale, e cose così…Maso a cadenza più o meno giornaliera pubblica una foto da lui scattata che descrive un momento di vita dell’umarell di turno, insomma fa local-ludo-sociologia 2.0.

E quindi il nostro Galluzzo ha analizzato tutta questa roba qui [se interessa qui trovate il link alla tesi], che sembra una cazzata, ma io ci ho pensato, ho pensato a quello “spettro” che galleggia sulle teste dei bolognesi in ogni tempo e in ogni luogo, quel modo di fare le cose, di dire le cose, di rimanere attaccati a un certo ideale cittadino…

Tipo a Milano. Coi pochi bolognesi che ho incontrato prima o poi si arriva sempre al discorso “Bologna non è più quella di una volta”, ma non per mancanza di argomenti come quando si parla del tempo, ci si arriva perchè quella per noi è una cosa importante – le trasformazioni e regressioni di Bologna ci interesseranno sempre, anche se non ci torneremo mai – e avremo sempre in comune quell’amarezza nostalgica nei conronti di una città che sembra non accoglierci più, noi che l’abbiamo tanto amata. E’ che Bologna pare sul serio uno spettro che ti segue sempre, ma non per opprimerti, ti segue semplicemente perchè fa parte di quel che sei. E’ una città che non si accontenta di fare da contorno, è una che si plasma gli abitanti a sua immagine e somiglianza, che anche quando se ne vanno sappiano di chi son figli.

Ora sarebbe facile dire che tutti siamo nati da qualche parte e ci portiamo in saccoccia tradizioni e abitudini locali. Verissimo, ma ci sono posti e posti, io sono nata in un posto che ti fa e ti rimane addosso, il carattere della mia città è mille volte più forte del mio, e anche se non voglio più saperne del suo decadimento lento, capisco bene che a certe sue cose ci son lagata senza alternativa. E ne sono felice. D’altronde l’orgoglio provinciale è una delle caratteristiche più radicate nei bolognesi.

Tutto qui. Poi rimane che sto bene nelle città grandi, sinceramente, e sto meglio ad aver troppo da fare che troppo poco.

E comunque, finalmente metto nel blogroll “umarels uotching”, che lo volevo fare da un pezzo ma mi scordavo!

5 Risposte

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  1. ceci said, on novembre 3, 2007 at 7:04 pm

    Una tesi sugli Umarell era tutto quello che volevo! Un genio colui!
    Non ho potuto fare a meno di aggiungere il link anche io..
    Come va col computer? dai dai, collegati a qualche cosa, così mi racconti, non godere così da sola della tecnologia..

  2. sarah said, on novembre 3, 2007 at 8:08 pm

    Non ho ancora scaricato niente! ma domani metto su skype dai! il fatto è che tipo aMule: a bolo ho la connessione fastweb, quindi dovrei scaricare amule adu, però poi a Milano mi sa che in casa ho Alice, quindi aspetto…Copmunque un mezzo tutorial mi serve…ancora non mi sento totalmente a mio agio in questo nuovo ambiente…
    Galluzzo è uno dei meglio fancazzisti che abbia mai conosciuto! è un perfetto futuro umarell!
    Il libro sugli umarell Maso lo ha pure presentato su S.L…troppo avant-post-glocal-pro!
    Oh, ma stasera dopo le 24.30 io ci sono comunque…
    Ma soprattutto, secondo te Ceci io l’astuccio con dentro la pennina l’ho lasciato a Milano?

  3. dontyna said, on novembre 4, 2007 at 3:38 pm

    non ho mai vissuto a Bologna, quindi ci capisco poco di queste analisi antropologiche! ma ne cercherò su Torino, ché secondo me qualcuno ci anche ha pensato a farla…

  4. maso said, on novembre 4, 2007 at 9:38 pm

    Sono commosso… anche cerebralmente

  5. bebo said, on novembre 5, 2007 at 11:52 am

    Commezione cerebrale —> trauma cranico —> idrocefalo. Poi ritorna normale, ma il cranio allargato\deformato è una delle visioni più inquietanti che possano capitare.


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