S/H

Dal Maiale comunista al Maiale Shopping-Victim. Si sa, i Tempi cambiano.

Posted in Senza categoria by sarah on settembre 20, 2007

Pre-Post: Parentesi aggiunte a lavori terminati, per non scordarsi mai le cose importanti. Contribuiamo all’iniziativa lodevole lanciata da Bebo su questo blog quando io ero via e ha fatto per un po’ finta di essere l’owner [siccome vi fa fatica cliccare sui link: sto parlando di google-bombing, chi non sa sappia]. From the bottom of my broken heart – signore e signori [come dicono i comunisti] – paraparappapàààà —> Mastella!

 

piggy0001.jpg

 

This little piggy went to Prada,

This little piggy went to Cannes,

This little piggy dined at Nobu,

And this little piggy, Hakkasan.

And this little piggy went “wee wee wee wee!”

All the way home because she had a fat bottom!

Perchè la creatura capisca subito con chi ha a che fare.

[Senti tesoro, ti sembra il caso di fare cacca mentre mamma si sta dando lo smalto, no dico, ti sembra il caso?!]

“This little piggy went to Prada”
è un oggettino fucsia contenente filastrocche rivisitate in chiave fashionista da Amy Allen e illustrazioni meravigliose di Eun-Kyung Kang – pubblicato da Spy Publishing.

Ora, non recensisco, collocatevi voi dove meglio credete.

Una trentenne-p.r.-alla malcelata ricerca di “solidità” sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“Ma quelle Manolo le aveva anche Carrie!”

Una trentacinquenne-madre e resonsabile di qualche cosa in qualche azienda-tenacemente appassionata ai tessuti satinati nonostante un certo decadimento corporeo sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“ah, carino…a proposito, l’ho poi preso sai quel tubino Armani blu notte, devi vedere, uno spettacolo…no, per Claudio sono ancora indecisa fra le Hogan beige e le Camper…è che la Camper, sai, è un po’ particolare, non piace a tutti…a cena dici? si, sul tardi però…amore, no, non toccare il libriccino che lo rovini…dicevo, dopo le 10…”

Una trentenne-stereotipo della lesbica mascolina e anche un po’ incazzata [quell’equilibrio armonioso di soldato Jane-Hilary Swank in “Boys don’t cry”-e Rizzo di “Grease”] sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“Che stronzata.” [Ovviamente dopo si tolse la mglietta sfoggiando il torace tonico e sudato coperto solo da un top sportivo, e tornò ad oliare la sua luccicante moto, palese esternazione di una sessualità tendenzialmente aggressivo-dominante.]

Una ventenne-studentessa-amante allegra e poco costante di fenomeni contemporanei vari sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“Fico! No! Fantastico l’orsacchiotto Gucci! Ah-ah “you’re safer with Daddy, both feet on the ground.”…che figata…”

Una ventisettenne-attivista in Greenpeace-sessualità non pervenuta sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“E’ veramente fastidiosa questa ostentazione di frivolezza e superficialità, specchio di una società malata nel pensiero e nel comportamento, che non vede oltre se stessa, non vede come il mondo sta lentamente morendo, non si interessa della parte debole, la lascia ai margini perchè da fastidio, da fastidio vedere i bambini emaciati del Centrafrica, annoiano le notizie dal Darfur, annoiano le campagne ambientaliste (…) Questo libriccino rosa è solo l’ennesimo schiaffo ai problemi dell’umanità da parte del consumismo fuori controllo che governa le nostre esistenze.” – Ma fanno anche la donazione a Save the Children… “Ah, bel modo per prenderci in giro! Com’è che la chiamate? Comunicare la Responsabilità Sociale vero? E’ così triste che la beneficienza si riduca a uno strumento di marketing…ma cosa non si riduce a uno strumento di marketing ormai? Che tristezza…”

Un’agraziata-cattolica-maestra d’asilo sfogliò “This little piggy went to Prada”, e quindi ne disse:

“…ma Hakkasan…che cos’è?” [oh, l’ho detto anch’io “ma Hakkasan che cos’è?” poi l’ho scoperto: patinatissimo ristorante londinese].

Io in punti dico:

– E’ un volumetto frivolo e divertente. Ovviamente, essendo il gioco quello di rendere adulti dei testi che nella memoria e nel pensiero comune sono legati all’infanzia, viene meglio con chi ha un background culturale inglese e ha realmente un ricordo d’infanzia legato a queste filastrocche. Però non è che importi poi molto, anzi, non ve ne accorgete neanche. E poi in chiusura ci sono i testi originali.

– Le illustrazioni sono molto belle, meriterebbero da sole l’acquisto del libro. Eun-Kyung Kang usa uno strumento da “impressione sfuocata” come l’acquerello per delineare oggetti specifici, come scarpe e borse, con dettagli particolari e linee fortemente caratterizzanti. Risultato: nel disperdersi e mescolarsi di colori acquosi, si riconosce proprio QUEL modello di Jimmy Choo!

– In Inghilterra è piaciuto molto, in Italia pone il problema della traduzione, ovvero non è assolutamente traducibile, quindi o si compra su internet o si espatria.

– si, è vero, la beneficienza è un’operazione di marketing. E’ male o bene? E’ così e basta.

Ma-ma-ma, mi scordavo dei maschietti!

Allora, di questi tempi lo scenario maschile è assai poco variegato. Abbiamo:

a) Maschio intellettual-fuffa perfettamente inserito negli equilibri cosmici uomo-donna. [ovvero: potrei parlarti per ore e ore di cinema coreano, ma tutto sommato meglio scopare.]: apprezza con ludica superficialità il libriccino. Insomma, non che gliene freghi realmente qualcosa, ma nel mucchio ce lo si può mettere tranquillamente.

b) Maschio intento ad affermarsi in quanto tale. Sguardo severo sul mondo che si espande ai suoi piedi, sembra non trovare ostacoli sul suo cammino, a parte le decine di donne nude e lascive che si buttano imploranti ai suoi piedi: No, no, non se lo fila pari. Ci mancherebbe. [E comunque roba da donna]

c) Maschietto indie-schivo-anoressico – modello cagnetto bagnato dall’infanzia violenta, quello che ti guarda tremante con gli occhioni spaventati e per un mese buono rimane fermo nell’angolino con la testa fra le zampine: per piacergli il libriccino gli piace…ma noi con certa gente non vogliamo averci a che fare, quindi ciao.

d) Ci sarebbe il maschio-tronista-l’aspirante calciatore della porta accanto…solo che proprio non conosco il genere, quindi non azzardo.

E poi basta, non per ridurre la complessità dell’universpo maschile, ma i filoni dominanti sono più o meno questi..

4 Risposte

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  1. bebo said, on settembre 20, 2007 at 1:40 pm

    No, non mi dilungherò su quello che hai scritto, la foto però:
    Non essendo completamente a fuoco la scritta, che è poi la parte problematica perchè bianco dentro ad una carica di rossi, conviene usare secondo me il focus manuale nei limiti del possibile assieme al bilanciamento del bianco. Quando non si può fare una menata del genere conviene giocare con la luce, che ora è frontale e quindi fa sparare i colori, mettendo anche una fonte dietro al libro così che l’ottica avesse un punto di autofocus non troppo potente. In alternativa provare a stare leggermente più lontani o non usare zoom\macro che con l’elaborazione digitale vengon semrpe fuori cose da stramaledire i produttori di compatte.

  2. kikkla said, on settembre 20, 2007 at 2:05 pm

    Contento, MALEDETTISSIMO ROMPICOGLIONI?!

  3. bebo said, on settembre 20, 2007 at 2:38 pm

    Ahahah! Si! E anche tu dovresti perchè hai fatto una foto a modo!

  4. ceci said, on settembre 20, 2007 at 8:27 pm

    UAHBAHUABHUABHUABAHUBHAUBHAUAHUBAHUBHAUBHAUBHAUAHUABHUABHUABHUHUABABHUAHUAHUAHUAHUBA!
    bebo, sei di un polemico impressionante!

    Mi sa che io sono la ventenne-studentessa-amante allegra..Bello il libricino!!


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