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Uomini Comuni

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 21, 2007

[Brevissimamente sulla giornata di ieri: dunque sì, mi son girata Milano per il lungo e per il largo sotto il sole, sono stata a informarmi per l’iscrizione al corso di illustrazione e animazione multimediale dello IED, e sono stata a vedere due stanze. In ritardo di circa un’ora a 2 appuntamenti su 3 – in anticipo di circa un’ora ad 1 appuntamento su 3. Poi, non sapendo quando avrei finito tutti i miei giri non ho prenotato il treno per il ritorno, risultato: Eurostar – posti esauriti. Intecity plus – posti esauriti…cosa c’è rimasto? C’è rimasto l’Espresso che va a Palermo centrale (ergo bambini urlanti che insultano anziani ansiogeni, valige piene di cibarie tenute insieme con la corda, famiglie allargate che ti inglobano al loro interno ignorando il tuo sguardo perplesso. Umanità ammassata. E guai a chi apre bocca, c’ero io là in mezzo.). Ah, passa fra un’ora e 10 minuti però, e poi parte con 30 minuti di ritardo. Eh, no, l’aria condizionata no. Bene. Insomma una giornata distruttiva. Però non ve la racconto nei dettagli, che questo non è un post divertente.]

Premessa: non è tanto per l’anniversario che cadeva ieri, non avevo intenzione di fare un post sul G8, solo che la visione di Matrix è stata pesante, e ho pensato un po’ di cose.

Ieri notte Matrix è andato in onda con una puntata speciale dedicata completamente a Genova 2001. E’ stata fatta una ricostruzione accurata, con materiale audio e video, che ha reso secondo me molto bene il completo delirio di quelle giornate, e la difficoltà nel gestire la situazione. C’è poco da fare, leggere i resoconti sui quotidiani non è la stessa cosa, le immagini e le registrazioni delle telefonate hanno un impatto decisamente più forte [positivamente più forte in questo caso], e restituiscono lo stato delle cose in maniera molto più vivida.

Davanti alla tv, e in particolare davanti ai video della “perquisizione” alla scuola Diaz, mi viene la domanda più banale del mondo: – com’è potuto succedere? – e non sto parlando del “dopo”, dell’inquinamento delle prove, delle ricostruzioni menzognere, delle false dichiarazioni ecc…sto parlando di quel momento, di quegli uomini: – com’è possibile che delle persone normali [non dei fanatici violenti tipo gli ultras], in gran parte con moglie e figli, facciano irruzione in un edificio con l’unico scopo di pestare a sangue, in alcuni casi fino a ridurre in fin di vita, gente [manifestanti pacifici, manifestanti violenti, ma anche giornalisti, un po’ di tutto c’era là dentro] che sta semplicemente lì e che non li ha provocati in alcun modo? -. – com’è possibile un comportamento così sadico e barbaro? – .

Che poi tanto banali non sono, sono retoriche, sono spontanee, ma banali proprio no. In fondo sono quelle stesse domande sull’indole umana diventate particolarmente attuali all’indomani della Seconda Guerra Mondiale: – come possono delle persone normali sterminare sistematicamente e senza ragione così tanti esseri umani? Chi erano le SS? Di nuovo, com’è potuto succedere? – Non fraintendete, non intendo accostare l’olocausto al G8, ma semplicemente evidenziare come alcuni elementi emersi dalle riflessioni sul primo siano applicabili al secondo. Mi riferisco agli studi di Christopher R. Browning, docente di Storia alla Pacific Lutheran University in Talcoma, e in particolare a “Uomini Comuni – polizia tedesca e soluzione finale in Polonia”, pubblicato in Italia da Einaudi.

In breve, Browning ricostruisce l’azione svolta in Polonia dal Battaglione 101 della Ordnungspolizei tedesca, composto da riservisti in gran parte adulti, non più soggetti alla leva militare, ammogliati, con un lavoro e una vita stabile, e non certo abituati ad uccidere. Browning rifiuta la possibilità di un’indole sadica fuori dal comune in queste persone, e anche quella di un’antisemitismo intrinseco nella società tedesca, e si chiede quindi com’è potuto accadere che l’80 e oltre % di questi uomini comuni – ai quali fra l’altro veniva data la possibilità di sottrarsi alle azioni particolarmente cruente – si sia trasformato con tale facilità in assassino fino a rendere totalmente judenfrei [senza ebrei] le zone nelle quali operava. Il libro comincia con la ricostruzione dei fatti e delle azioni del Battaglione, e si chiude con l’individuazione di quelli che secondo l’autore sono i fattori determinanti alla base della “trasformazione” da uomo comune ad assassino di massa. Molti di questi fattori secondo me sono applicabili anche al comportamento criminale di alcune delle unità di polizia al G8. Eccoli:

– Il coinvolgimento all’interno di una “procedura operativa coerente”, con ordini impartiti dall’alto. Chi entra in maniera volontaria in un sistema percepito come legittimo si sente fortemente obbligato;

– l’obbedienza all’autorità: all’interno di una gerarchia chi riceve un ordine da un suo superiore tende a sentirsi in obbligo di eseguirlo senza valutare le alternative e arrivando a fare cose che altrimenti non farebbe mai;

– la polarizzazione “noi” vs “nemico”, che porta ad una disumanzzazione dell’altro considerato solo “il cattivo da eliminare”. Questa situazione è tipica delle guerre, ma non estranea ai fatti di Genova;

– gli stereotipi razziali. che diventano in questo caso stereotipi del manifestante, si ignorano le distinzioni fondamentali fra i gruppi, e i presenti vengono considerati [o meglio, dall’alto viene imposto di considerarli] una massa unica di individui violenti e da reprimere;

– l’importanza dei fattori ambientali, le caratteristiche del contesto superano e influenzano le caratteristiche individuali;

– la spinta conformista, il fatto di essere insieme ad altri a fare una cosa da un lato rafforza l’individuo e rende più facile sorpassare il limite, e dall’altro fa percepire come un’atto sleale, di asocialità, il rifiutarsi o il distinguersi dal gruppo.

Ecco, sì, sto paragonando quei poliziotti alle SS. No, non mi pare di esagerare, anche perchè poi la conclusione di tutto ciò è che la maggior parte degli esseri umani, se coinvolti in situazioni estreme, possono diventare crudeli e inumani. Approccio durkheimiano se vogliamo. Che ovviamente nulla toglie al disprezzo viscerale verso quelle persone, solo mi pare più interessante che non dire “voi siete cattivi perchè sì”.

6 Risposte

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  1. bebo said, on luglio 21, 2007 at 3:46 pm

    A.A.A. Approfondimenti:

    Per il discorso “obey” e “leadership” si consideri l’operato di Kurt Lewin(1) e Stanley Milgram(2).
    “La polarizzazione noi vs nemico” e i fattori ambientali (più nello specifico dei media): Carl Hovland(3) e Serge Moscovici(4).
    Per gli studi sugli stereotipi e i conflitti ingroug\outgroup: Muzafer Sherif(5) e Henri Tajfel(6).

  2. kikkla said, on luglio 21, 2007 at 4:57 pm

    L’esperimento Milgram è esplicitamente preso ad esempio nel libro, sui fattori ambientali invece viene citato l’esperimento Zimbaldo, secondo me ce l’hai presente, è quello in cui i soggetti vengono messi in una prigione fittizia e viene simulata la situazione guardia/prigioniero, alla fine si riscontra una tendenza delle guardie ad essere dure, e per 1/3 ad esse anche crudeli. la realtà però è peggio visto che l’80% dei riservisti è arrivata ad uccidere sistematicamente. Poi non capisco perchè il tuo commento me l’aveva messo da moderare…

  3. kikkla said, on luglio 21, 2007 at 5:02 pm

    ah, ho capito perchè, avevo la robina “metti in lista da moderare se il commento contiene 2 o più links”..

  4. bebo said, on luglio 21, 2007 at 11:46 pm

    La funzione di moderazione è bellissima, così quanto l’antispam in cui si accumulano 600 e oltre commenti che wordpress fitlra da solo. Che bellezza!
    Quello di Zimbaldo l’avevo presente ma non col nome, ricordavo giusto la metodica.

    Comunque si, la realtà è sempre peggio. Vuoi mettere frikkio che si mena il cazzo guardando gli altri automobilisti?!

  5. bebo said, on luglio 21, 2007 at 11:49 pm

    Ah e per tutto il tempo della vacanza pensa ad Ulderico

  6. sarah said, on luglio 22, 2007 at 6:39 am

    comunque lunedì mattina ve lo mando il messaggio-gps! frikkio è geniale a intermittenza, un po’ come enzo…ieri sera: controllo sul gps dove sta andando la nostra generazione!!! credo che questa frase la citerò più volte nella vita…Ulderico…Ulderico….Ulderico…Ulderico…Ulderico [ogni volta che dico Ulderico devi immaginarmi immobile in posa plastica assai pensosa, un po’ come il video della July per i B.R., ogni secondo una posa diversa] Ulderico….Ulderico…Ulderico…


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