S/H

E quindi mi chiesi: ma…non doveva essere Tutto mooooolto più Bello di così?

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 16, 2007

Sottotitolo: delusioni degne di nota. [ma farci una categoria? Mha non so…vedremo…non sono brava con le categorie…]

Non so…Little Miss Sunshine mi ha alsciata un po’ così…un po’ a chiedermi cosa ci sia in fondo di tanto speciale in questo film…Cosa c’è in fondo di tanto speciale? [..Però non vale se per contraddirmi mi citate una sfilza di scene sicuramente belle-sorprendenti-toccanti-poetiche, perchè quella cosa lì si può fare benissimo con tutti i film di questo mondo, e a forza di collage tutto diventa splendido.] Sarà che non va bene vedersi un film strapremiato ad un anno della sua uscita, perchè ti sei già sentita tutte le sviolinate e leccate possibili ed immaginabili, e allora ti aspetti cose da stelline negli occhi, da sorrisi che vengon da sè, da bocca socchiusa tipo “Aria, vedi di entrare da sola nei miei polmoni, che sono troppo dentro questa roba qua per respirare.” Oppure sarà che effettivamente non è un film speciale.

Io capisco tutto, capisco che ci piacciono i personaggi dolcemente complicati, i disadattati tanto sensibili, i nonnetti schizzoidi, le bambine tenaci…capisco che ci piace il furgoncino VW, oh quanto ci piace quel furgoncino, ci piace tanto che basterebbe lui a farlo diventare il nostro film preferito, vero? Poi ci sono anche altre cose che capisco: capisco che può benissimo essere considerato una piccola gemma del cinema indipendente…più che altro capisco che è un film indipendente pensato per approdare al grande pubblico, non certo per rimanere in quel circuito lì, e che alle premiazioni viene molto apprezzata questa cosa di uscire dalla nicchia-anche se è tutta una messa in scena un po’ paracula. Capisco quanto è bella la fotografia. Ma ci mancherebbe, cavolo.

Detto ciò mi pare tutto molto superficiale, come se il giochino di mettere insieme personalità complesse e situazioni paradssali per suscitare emozioni profonde nello spettatore ‘sto giro non fosse riuscito. Il fatto è che anche i personaggi sono tutti piuttosto banali nel comportamento – seguono uno stereotipo vecchio-ammuffito – non c’è una reale ricerca di approfondimento, è tutto un po’ così: adolescente-indie-tinto-depresso-muto prima, poi no! shock! sono daltonico! non posso fare il pilota!…cazzo, allora sarà meglio che comincio a parlare và…; aspirante suicida-gay-tanto colto, che poi, no! shock! la mia vita va in pezzi…cazzo, recuperiamo la dimensione della semplicità e familiarità và…; padre life-coach-irritante come una pustola dietro l’orecchio che fa una bella bancarotta e no! shock! bla bla bla_cazzo_bla bla bla…insomma lo schema: sbagliato – shock – giusto. A parte la bimba, che lei va per la sua strada e ha ragione, ovviamente.

E poi il solito meccanismo di contrapporre il prototipo dell’essere umano fanatico/superficiale/odioso a quello del complessato/disadattato/ma con immense potenzialità nascoste, che dovrebbe portarti a stare dalla parte del secondo per quella faccenda che di debolezze ne abbiamo tutti e che quelli troppo sicuri di sè ci stanno sulle palle…che poi l’identificazione è obbligata, quegli altri son tutti dei pagliacci fuori di testa, cosa ti vuoi identificare…

Volendo si può dire anche che quelli fanatici/fuori di testa sono 100% American, mentre quegli altri dalle potenzialità nascoste sotto il tormento dell’esistenza strizzano l’occhio alla Cultura europea con la C maiuscola…bho, frammenti un po’ confusi a dire il vero, che, di nuovo, rimangono segnali a livello superficiale e non vengono approfonditi…un po’ come quel Morandi là dietro…stonatissimo, che ci fa un Morandi in casa di un life-coach americano?

La parte finale si riprende un po’, i mostriciattoli grotteschi al concorso per Little Miss Sunshine suscitano una profonda e piacevolissima inquietudine [ma, per davvero? ma sono proprio bambine? possono essere così delle bambine? c’è questa eventualità? brrr…], e lo “spogliarello” della bimba riesce a far sorridere con un certo slancio emotivo. Solo che poi il film finisce, la tenerezza anche, e a te torna in mente la scena in cui la suddetta cinna RISOLVE LA SITUAZIONE DI CRISI DEL FRATELLO SEMPLICEMENTE ABBRACCIANDOLO. E NEANCHE STRETTO-STRETTO! GLI METTE IL BRACCIO MOLLE SULLE SPALLE E PUFF! TUTTO PASSATO! No, dai, è troppo.

Una Risposta

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  1. bebo said, on luglio 18, 2007 at 12:16 pm

    Si la chiusura è un po’ del cazzu. Troppe aspettative secondo me, bisogna sempre aspettarsi la minchiata, un po’ come il film sui cammelli (boia mi ha iportato a vedere una merda di film sui cammelli e questi che stabaccano per un’ora e mezza, roba che se lo sapeva Hitler lo utilizzava al posto dei forni!!).

    E comunque ti ci vedevo, davanti alla tv: “plplplplpl non è per niente intrigante plplpl mi aspettavo molta più sciabolation invece guarda come sono compiti plplpl”


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