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Leggendo Zucconi su D.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 8, 2007

Nella rubrica americana di Zucconi questa settimana si parla di prima infanzia USA, ma anche non USA, più che altro occidentale con le solite punte di “fanatismo a contrasto” [poi mi spiego] negli Stati Uniti.

[- Ma lo sai che in America…

– I coccodrilli escon fuori dalla doccia?

– No

– Cosa allora?

– In America non hanno i colori come li abbiamo noi. In America tutti i colori delle cose e delle persone, e di tutto sono esponenziali.

– Esponenziali?

– Sì! Nel senso che sono al massimo di tutto, di luce, di densità, di saturazione…ti faccio un esempio: i colori tipo il rosa, o il giallo canarino in America non li hanno! Lì hanno solo in fucsia e il giallo fluo, e tutte delle tonalità dove il nero è bandito, e il bianco viene usato solo per illuminare, mai per attenuare…Se questa stanza fosse in America sarebbe un fascio esaltante di impulsi colorati fortissimi e in movimento perpetuo…ma io e te, che siamo europei, non riusciamo ad immaginarlo bene, perchè ci sembra strano, e se ci pensiamo dopo un po’ ci viene il mal di testa e voglia di annusare lavanda…ma se io e te fossimo americani tutto sarebbe nell’ordine delle cose, e le tue tende di lino azzurro le troveremmo molto noiose.]

Tornando a noi, Zucconi mette in evidenza il contrasto fra i punti cardini dell’insegnamento nelle scuole materne e le regole, gli insegnamenti, il tipo di formazione che gli individui ricevono nelle tappe successive della vita. Da una parte si passano quei 2-3 anni ad insegnare ai bambini ad essere socievoli e a condividere le loro cose con gli altri, a giocare insieme e a rispettarsi l’un l’altro. E infatti le due materie essenziali sulle quali vengono poi giudicati nei report annuali sono “giocare con gli altri” e “condividere i loro giocattoli”. La fase “Mondo Cuore” però finisce presto, e appena entrati nel sistema scolastico ci si trova di fronte al cambio di marcia necessario per trovare un posto [anzi, il miglior posto] nella società contemporanea dominata dalla competitività e dall’ambizione, riassumibili con il detto “second place is the first loser”.

E a me viene da pensare alla mia prima infanzia. Ho chiesto a mia madre com’erano le cose quando io andavo al nido, lei non è che si ricordi un gran chè, comunque in termini di valutazione del bambino non dovevano essere molto diverse, le maestre giudicavano principalmente la capacità di relazionarsi con gli altri, di apprendere e di stare assieme. E io, dice mamma, ho sempre ricevuto giudizi molto positivi. Quindi ero una brava bimba che andava d’accordo con gli altri bimbi…solo che a me tornano in mente altre cose…i miei ricordi non riguardano quasi per niente la scuola materna, ma vanno più che altro al legame strettissimo che avevo con mia cugina, è quello il rapporto-base della mia socializzazione infantile, siamo cresciute insieme e per parecchi anni ci siamo bastate. Io lei e i gatti. Ma non è che fosse tutto poi così tranquillo e armonico…tornando su qualche episodio:

– L’album delle figurine. Quella volta che a me mancava una sola figurina per finire l’album della natura e lei, che l’aveva doppia, non me l’ha data perchè il suo di album era ancora mezzo vuoto e non voleva che io lo finssi per prima;

– l’ape maia. Era mia? Era sua? Bho…fatto sta’ che se la voleva una la voleva anche l’altra, e una volta litigando per lei, ci siamo tirate addosso i cubi. Manca poco che le cavo un occhio.

– La merenda. Mangiavamo leeeeentisssssimaaaaameeeente perchè tutt’e due volevamo finire per ultime.

– I giocattoli. – Ho un giocattolo nuovo! Ti piace? – mmm…insomma…mamma lo compri anche a me?. Se la mamma lo compra anche a te il gicattolo è bello, se non te lo compra è brutto. E comunque prima o poi te lo rompo.

– Chi ha fatto il disegno più bello? Chi ha il vestito di Carnevale più bello?…

– Per chiudere: mio padre. Una volta mio padre accompagnando in casa me e mia cugina ha fatto passare avanti lei, poi l’ha seguita e ha tirato dritto, pensando che io a mia volta seguissi lui. Io invece mi sono tanto offesa, e sono rimasta in giardino a piangere finchè non è tornato giù a raccogliermi.

Insomma era un rapporto molto bello [davvero] però non privo di quei tratti di astio ed egocentrismo tipici dei bambini. Quei comportamenti spontaneamente maligni, senza premeditazione, senza uno scopo particolare, quella candida cattiveria che si esprime senza pudore e senza tatto. I bambini sono così, senza pudore e senza tatto. Anche quelli che la maestra dice essere tanto socievoli, tranquilli e disponibili e prestare Barbie Hawaii all’amichetta. Non sono buoni, sono solo ingenui, non ancora definiti, e l’esperienza della scuola materna non è che influirà molto sulla formazione della loro personalità. Ciò che invece avrà grande importanza nell’educazione e formazione della creatura sarà il modello di comportamento proposto all’interno della famiglia, sarà la visione del mondo offerta dalla scuola a dai contesti sociali con cui entrerà in contatto, saranno i principi che gli verranno insegnati quando sarà in grado di capirli, e non solo di assimilarli passivamente come fossero il regolamento del campeggio. Le pagelline-reportini-valutazioni scritte in corsivo piegato a destra hanno il peso che hanno. Ovvero pochissimo peso. In particolare dai 3 anni in giù. Dai 3 anni in giù! Poche paturnie se il pargolo è un po’ asociale, un po’ piagnone, un po’ sulle sue, e poche marcie gloriose se “il bambino dimostra un’ottima capacità di interazione coi suoi compagni e grande disponibilità alla condivisione dei giocattoli”. Sono altre le cose che ne faranno un adulto di un tipo o di un altro – uno sveglio o un disadattato – uno buono o uno cattivo. Sono altre e a quelle sì, sarebbe il caso di farci più attenzione.

8 Risposte

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  1. bebo said, on luglio 9, 2007 at 10:06 am

    Zucconi dovrebbe smettere di fare il giornalista, dovrebbe definitivamente accantonare l’idea di trasmettere al prossimo le proprie opinioni. È fastidiosissimo.

  2. kikkla said, on luglio 9, 2007 at 11:22 am

    Perchè?

  3. bebo said, on luglio 9, 2007 at 12:05 pm

    Non lo so non mi piace, lo trovo un sacco manierista nel suo voler essere sempre amicale nel modo di scrivere. Alcune sue cose da e sull’America non mi dispiacciono ma quando si occupa del resto, sia di calcio, di costume, di politica, mi sa di giornalista da pochissima cosa.

  4. sarah said, on luglio 9, 2007 at 1:08 pm

    mmm…io sinceramente l’ho sempre letto senza avere particolari impressioni negative…ovvio, è un giornalista un po’ pop-star, ma non è l’unico, e suppongo sia abbastanza inevitabile quando sei un giornalista del quale interessano le opinioni, nel senso quando sei legittimato a mettere il tuo punto di vista, la tua soggettività in primo piano [però non mi ha mai dato l’impressione di essere particolarmnete amicale…]…poi vabbè, uno può anche avere i suoi personali fastidi verso chi gli pare, quindi se ti sta sulle palle a me va bene!

  5. bebo said, on luglio 9, 2007 at 1:29 pm

    Il problema è che la su opinione è richiesta ma, anche con te, suscita poco. Insomma io capisco che un’opinione è un’opinione, ma piuttosto che si esprima coi rutti. Credo sia una mal celata mediocrità, poi oh magari sono io che proprio non ce la faccio. E mi va bene!

  6. ceci said, on luglio 10, 2007 at 4:32 pm

    io sarei stata considerata una bambini con molti problemi se mi avessero valutato nelle materie “giocare con gli altri” e “condividere i loro giocattoli”.
    I miei giocattoli erano intoccabili, tanto che la mia Barbie Hawaii è gelosamente conservata in camera mia.
    Per il resto, sono sempre stata una bambina giocherellona, o almeno così credevo fino a quando non ho ritrovato la prima pagella di prima elementare con scritto ” la bambina presenta problemi nei giochi di gruppo, non ama rispettare le regole, e se gli altri non usano le sue regole non gioca.”
    Col tempo sono migliorata, però devi dire che un po’ mi è rimasto questo vizio di farmi le regole da me..ed è divertentissimo!!
    E comunque, sarah, le tue esperienze con tua cugina sono a dir poco esilaranti, soprattutto l’ultima storia del cancello!!!

  7. kikkla said, on luglio 10, 2007 at 4:58 pm

    Guarda io mia cugina l’adoro, quando ci vediamo parliamo a una velocità assurda che viste da fuori facciamo anche un po’ paura (dice il suo ragazzo), però da piccole succedevano quelle cose lì, perchè sì, sei strasensibile, hai la testa che lavora per conto suo, e fai uscire tutto senza razionalizzare mai…io a scuola sembravo tanto carina, ma più che altro perchè ero molto timida verso gli adulti, poi si cambia, uno non diventa uno stronzo perchè da piccolo non prestava i giocattoli, e non è che le bimbe gentili saranno tutte donnini perfetti tanto disponibili e pacati! ma si, dai, fategli avere un’infanzia tranquilla a ‘sti pargoli, poi il resto si vedrà a suo tempo!
    Ceci-bimba trasgressiva! Guarda che rischiavi di diventare una tru-metaller!!!

  8. bebo said, on luglio 10, 2007 at 11:46 pm

    Buona va che rischiava di diventare fascista, che è peggio!


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