S/H

Quest’Estate, non abbandonare il tuo Blog.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 27, 2007

Post prepartenza: momento pregno di sincerità necessario a riassumere lucidamente e quindi a formulare speranze in punta di piedi.

 

1: COMING SOON-ma veri veri soon-: Quindi domani si parte! Starò un mese a Londra insieme alle mie due amiche [le due che amo di più], e ci starò benissimo, potete giurarci. Ma il punto è questo: io parto con le migliori intenzioni riguardo l’aggiornamento del blog, io aborro l’abbandono estivo del blog, quello stesso blog che per tutto l’inverno è stato parte della tua vita e ti ha aiutato ad esprimere i più torbidi sentimenti del tuo gentile ma schivo animo…un animo così nobile la cui raffinatezza viene spesso violentata dalle brute gesta di gente malvagia…un animo di cristallo in un mondo di cemento…un animo dalle soffici membra…un animo…smetto?! smetto. Comunque io parto sperando di riuscire a scrivere ogni tanto, solo che non ho il portatile, quindi si vedrà quel che si riuscirà a fare.

 

2: PLANNING: Mettiamo ordine alla mia vita prossima ventura:

– domani parto e sarò a Londra fino al 25 agosto.

– poi torno a Bologna. Do l’ultimo esame, faccio quel che devo fare in Università, e se dio vuole per un mesetto mi concentro esclusivamente sulla tesi;

fine settembre/inizio ottobre mi trasferisco a Milano, in Via [o Viale?] Tibaldi insieme a una stilista coreana e al suo fidanzato, e comincio il corso di illustrazione e animazione multimediale all’Istituto Europeo di Design…e fra un po’ vi dico anche quanto non sia stato facile arrivare alla scelta più ovvia e naturale del mondo. Ma soprattutto “e”;

– a novembre, o mal che vada a dicembre, mi laureo [pregate che quelli del tirocinio non mi facciano dei problemi, anche se non ne sapete niente, voi pregate un po’ per me. Ovviamente potete invocare chi volete – San Pietrino, Santa Maradona, San scaffale con sopra tanti libri e cd…- per me è uguale.]

3: DI QUANTO NON SIA STATO FACILE ARRIVARE ALLA SCELTA PIU’ OVVIA E NATURALE DEL MONDO – se siete di quelli a cui stanno sulle balle i blog autoreferenziali ed egocentrici non leggete neanche. – : dovete sapere che negli ultimi 4-5 mesi io ho completamente capovolto l’idea che avevo della mia vita. Io, si sa, disegno da sempre…adesso non è che voglio cominciare con una tirata melensa sulla mia innata passione per questa attività [anche perchè la parola “innato” non mi piace neanche un po’…], però è così insomma, “mi piace” è un’espressione riduttiva…ciò nonostante ho passato gli ultimi 22 anni cercando di fare altro, non sono neanche andata all’artistico, per dire, mi sono davvero impegnata ad autoconvincermi che avrei aftto altre cose nella vita. Perchè? direte voi. Bè i motivi sono tanti e perecchio complessi, cose che hanno a che fare con l’educazione; con un carattere piuttosto eclettico, a volte un po’ dispersivo, ma comunque portato a interessarsi a diverse cose; con convinzioni sbagliate alle quali ci si aggrappa per sentirsi un po’ più sicuri…cose così, ma non addentriamoci che poi mi perdo [per davvero, ho provato a scrivere un post autoanalitico, ma più scrivevo meno riuscivo a mettere a fuoco le cose, e se mi incasino io figuratevi voi]. Sta di fatto che fino ad aprile i miei programmi erano altri. Poi però è cambiato tutto. E adesso so che è tutto giusto così. E’ tutto come deve essere. Non ho davvero nessun dubbio. E’ strano perchè è stato veloce, perchè non me lo aspettavo, però so che così va bene.

Poi rimane il risentimento per chi non ti ha scosso prima, perchè io non sarò il massimo della trasparenza, sicuramente spesso dico poco e mi aspetto dagli altri uno sforzo in più, ma questa volta era così difficile? Se non si è capaci di prestare attenzione che non mi si venga a chiedere di dire-parlare-spiegare perchè io lì ci metto un punto e basta.

Poi c’è anche il fatto di lasciare le persone con cui mi sento più a mio agio, quelle che mi conoscono, che sanno “cosa intendo”, ma ora ho solo voglia di godermi un po’ la serenità del sapere cosa fare.

4: EN PASSANT-PUNTUALIZZAZIONI GRAMMATICALI: giusto per dirlo: quando scrivo “a me mi” non è che non so che è grammaticalmente scorretto [che poi se ne potrebbe parlare…], e anche altri piccoli errori tipo “vebbè” o “apposto” [invece che a posto], è che secondo me in un blog ci si può permettre di privilegiare l’efficacia rispetto alla correttezza [almeno un po’], ed è molto piacevole!

5: DA SFOGLIARE SORRIDENDO!:

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I due volumetti dei coniglietti suicidi di Andy Riley, usciti in Italia per Mondadori nel 2004 il primo e nel 2007 il secondo. E’ davvero sorprendente la cretività e l’ingegno che scaturiscono dal cervellino di un coniglio nel momento del suicidio! E poi con che compostezza lo fanno! Non aspettatevi mica roba da Grattachecca e Fichetto, no no, i coniglietti suicidi fanno le cose a modo e con ordine, insomma sono pur sempre inglesi! Riley poi dev’essere uno con una testa notevole, fa il cartoonist, il fumettaro, lo sceneggiatore, fa le sitcom fantascientifiche per la BBC, insomma fa un sacco di cose divertenti! Quindi andate e sfogliate!

[p.s. ciao ciao alla mia boyband, che tornano dalla Sardegna lunedì e non ci vediamo.]

 

MURATO!

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 24, 2007

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Era un po’ che volevo farlo, poi ci si scorda, e poi le foto sembra non rendano mai abbastanza bene quello che hai davanti agli occhi, e ancora poi ogni tanto hai voglia di scrivere più che di pubblicare disegni…però s’ha da fare un post per il mio muro.

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Che è più o meno lui…più o meno nel senso che la foto non lo prende tutto e non è neanche un gran chè, però adesso vedo di illustrarvelo a modino…

Un annetto fa mi è venuta la bella idea di disegnare una parete della mia stanza. Precisiamo, io non è che volevo il muro disegnato, io volevo disegnare il muro. E’ importante, sono due cose diverse. Ora, se volete un consiglio, non disegnatevi i muri della casa. Oppure, se proprio proprio non riuscite a trattenervi, andate a pastrocchiare nelle stanze dove fate cose che non richiedono troppa concentrazione, tipo il bagno, o lo sgabuzzino…perchè poi diventa difficile, appena alzi lo sguardo dal libro ti ritrovi il muro davanti con tutte le sue cosine sceme e carine, e mica te ne accorgi, cominci a rigirartelo avanti e indietro, e in su e in giù e…che stavi facendo prima? Poi, sì, dopo un po’ ci fai l’abitudine, però distrae, c’è poco da fare.

Spiegazione: ad un rpimo sguardo vi sembrerà tutto un ammasso di disegnetti confusi, e un po’ lo è. Ma anche un po’ no, ci sono cose che un senso ce l’hanno…faccio vedere:

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Innanzitutto la tipina nell’angolo sinistro sono IO, io un po’ bimbetta con le scarpe di mamma [se mia mamma fosse Minnie]..e infatti ho la matita in mano, ti guardo dicendoti “ciao, benvenuto!”, e tengo il pescione robotico con lo specchio…lo SPECCHIO è importante: quello è un originale Billdal Ikea e permette a te, mio osservatore, di fare parte del disegno! Tu ti ci metti daventi e sei là dentro, così io ti rubo l’anima e ci faccio perline da bigiotteria rivendibile al mercatino delle pulci…no, dai, non te la rubo l’anima, ti prendo solo in prestito per un po’…[fra l’altro l’unico che è arrivato a fare spontaneamente questo ragionamento – il fatto di inserire la realtà nel disegno attraverso il riflesso – è stato il mio cuginetto…gli adulti non ci arrivano subito, bisogna spiegarglielo un po’…].

Poi, il PANDA, il panda è spudoratamente Genma Saotome, un po’ perchè ho voluto rendere omaggio a uno degli anime più importanti della mia vita [Ranma 1/2 per chi non frequenta], e un po’ perchè penso che con quello sia stato raggiunto il punto più alto nella rappresentazione di un panda…giuro, è il panda perfetto secondo me, il panda più pandoso di tutti! Buffo e coccoloso al punto giusto, assolutamente non potrei fare di meglio! Poi, saliamo…

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C’è la LUNA di FORMAGGIO, e da uno dei buchi del formaggio sbuca [dai buchi si sbuca…eh…] la coppia di musicanti che fa la serenata ai due innamorati di cui parliamo dopo…quando sono andata a disegnare questo mi sono resa conto che non avevo un’idea precisa di com’è fatto un violino, insomma, non tanto precisa da riprodurlo…bho, a volte uno crede di saper come sono le cose, e invece non è così…vabbè [no, va be’]…poi c’è il TOPINO, che non si nota subito ma è il più figo di tutti, lui è contento a armato di posate perchè la luna è di formaggio e, si sa, la principale attività dei topi è la caccia al formaggio accompagnata da umiliazione di gatto impacciato, poi a volte si danno anche alla corsa veloce nell’America Latina, o all’addestramento di tartarughe nervolute, ma sono tutte attività secondarie…Adesso passiamo dall’altra parte…

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La scena della BALLERINA…spiego: c’è una ballerina seduta parecchio triste, poi c’è un paio di scarpe appese al chiodo [veeecchie CONVERSE], poi c’è una CAROTA sul ginocchio della ballerina che pensa ad un verso di una canzone di Lesley Gore…funziona così: la ballerina ha dovuto appendere le scarpe al chiodo – che significa rinunciare a qualcosa che si ama… – e le guarda con angoscia, e la carotina empatica pensa “you would cry too, if it happened to you”…poi va be’ [sto imparando…], le scarpe non sono proprio ballerine, sono Converse reciclate e diventate porta-rose secche…ma voi dovete pensare all’intreccio, mica stare a fare i puntigliosi…ah, poi le scarpe pendono dal lobo del FACCIONE, quindi possono anche essere interpretate come un orecchino un po’ ingombrante volendo…

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Il MICETTO, che fra l’altro nella foto generale non si vede neanche…il micetto gioca con le rose nelle scarpe, e intanto ha uno stuolo di FATINE che lo sistemano, più una fatina che si prostituisce…

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La scena centrale: al centro ci sono i due INNAMORATI: lei sulla luna che pesca in una tazza di caffè, e lui in piedi un po’ stropicciato che guarda e basta. Un amore illuminato da lucine a intermittenza, perchè le stelle sono finte e la luna è di formaggio…però c’è il rebus! Il rebus più semplice al mondo in realtà, niente di particolarmente originale: pesca…canna da pesca…AMO + lui ha la corona…RE = AMORE…valanghe di miele che cola!

Poi…poi basta, il resto è tutto un po’ random, un po’ – ho questo spazio, cosa ci posso fare, come lo posso costruire? – Ovvio che anche il mobile sul quale “poggia” il disegno fa parte della rappresentazione, è tutto strutturato tenendo conto di quello…Bè, fine direi.

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Dritto dal mio Cuore

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 23, 2007

Io, con tutto che Gianluca Neri lo leggo e lo apprezzo [che poi per quanto mi riguarda sono due attività che van di pari passo, non frequento blog che disprezzo per il sottil piacere di criticare], in questo momento lo prenderei solo a testate. Ma forte. Son fatta così, la frustrazione mi rende violenta [virtualmente violenta diciamo]. E la comunicazione sul web spesso mi da questa sensazione, no, non voglio commentare e dirti perchè e percome sbagli, no, non voglio neanche fare un post sdegnato. Io voglio guardarti in faccia, infervorarmi, gesticolare e ricevere una risposta. Ma subito! E se non posso mi vien voglia di prenderti a testate.

Uomini Comuni

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 21, 2007

[Brevissimamente sulla giornata di ieri: dunque sì, mi son girata Milano per il lungo e per il largo sotto il sole, sono stata a informarmi per l’iscrizione al corso di illustrazione e animazione multimediale dello IED, e sono stata a vedere due stanze. In ritardo di circa un’ora a 2 appuntamenti su 3 – in anticipo di circa un’ora ad 1 appuntamento su 3. Poi, non sapendo quando avrei finito tutti i miei giri non ho prenotato il treno per il ritorno, risultato: Eurostar – posti esauriti. Intecity plus – posti esauriti…cosa c’è rimasto? C’è rimasto l’Espresso che va a Palermo centrale (ergo bambini urlanti che insultano anziani ansiogeni, valige piene di cibarie tenute insieme con la corda, famiglie allargate che ti inglobano al loro interno ignorando il tuo sguardo perplesso. Umanità ammassata. E guai a chi apre bocca, c’ero io là in mezzo.). Ah, passa fra un’ora e 10 minuti però, e poi parte con 30 minuti di ritardo. Eh, no, l’aria condizionata no. Bene. Insomma una giornata distruttiva. Però non ve la racconto nei dettagli, che questo non è un post divertente.]

Premessa: non è tanto per l’anniversario che cadeva ieri, non avevo intenzione di fare un post sul G8, solo che la visione di Matrix è stata pesante, e ho pensato un po’ di cose.

Ieri notte Matrix è andato in onda con una puntata speciale dedicata completamente a Genova 2001. E’ stata fatta una ricostruzione accurata, con materiale audio e video, che ha reso secondo me molto bene il completo delirio di quelle giornate, e la difficoltà nel gestire la situazione. C’è poco da fare, leggere i resoconti sui quotidiani non è la stessa cosa, le immagini e le registrazioni delle telefonate hanno un impatto decisamente più forte [positivamente più forte in questo caso], e restituiscono lo stato delle cose in maniera molto più vivida.

Davanti alla tv, e in particolare davanti ai video della “perquisizione” alla scuola Diaz, mi viene la domanda più banale del mondo: – com’è potuto succedere? – e non sto parlando del “dopo”, dell’inquinamento delle prove, delle ricostruzioni menzognere, delle false dichiarazioni ecc…sto parlando di quel momento, di quegli uomini: – com’è possibile che delle persone normali [non dei fanatici violenti tipo gli ultras], in gran parte con moglie e figli, facciano irruzione in un edificio con l’unico scopo di pestare a sangue, in alcuni casi fino a ridurre in fin di vita, gente [manifestanti pacifici, manifestanti violenti, ma anche giornalisti, un po’ di tutto c’era là dentro] che sta semplicemente lì e che non li ha provocati in alcun modo? -. – com’è possibile un comportamento così sadico e barbaro? – .

Che poi tanto banali non sono, sono retoriche, sono spontanee, ma banali proprio no. In fondo sono quelle stesse domande sull’indole umana diventate particolarmente attuali all’indomani della Seconda Guerra Mondiale: – come possono delle persone normali sterminare sistematicamente e senza ragione così tanti esseri umani? Chi erano le SS? Di nuovo, com’è potuto succedere? – Non fraintendete, non intendo accostare l’olocausto al G8, ma semplicemente evidenziare come alcuni elementi emersi dalle riflessioni sul primo siano applicabili al secondo. Mi riferisco agli studi di Christopher R. Browning, docente di Storia alla Pacific Lutheran University in Talcoma, e in particolare a “Uomini Comuni – polizia tedesca e soluzione finale in Polonia”, pubblicato in Italia da Einaudi.

In breve, Browning ricostruisce l’azione svolta in Polonia dal Battaglione 101 della Ordnungspolizei tedesca, composto da riservisti in gran parte adulti, non più soggetti alla leva militare, ammogliati, con un lavoro e una vita stabile, e non certo abituati ad uccidere. Browning rifiuta la possibilità di un’indole sadica fuori dal comune in queste persone, e anche quella di un’antisemitismo intrinseco nella società tedesca, e si chiede quindi com’è potuto accadere che l’80 e oltre % di questi uomini comuni – ai quali fra l’altro veniva data la possibilità di sottrarsi alle azioni particolarmente cruente – si sia trasformato con tale facilità in assassino fino a rendere totalmente judenfrei [senza ebrei] le zone nelle quali operava. Il libro comincia con la ricostruzione dei fatti e delle azioni del Battaglione, e si chiude con l’individuazione di quelli che secondo l’autore sono i fattori determinanti alla base della “trasformazione” da uomo comune ad assassino di massa. Molti di questi fattori secondo me sono applicabili anche al comportamento criminale di alcune delle unità di polizia al G8. Eccoli:

– Il coinvolgimento all’interno di una “procedura operativa coerente”, con ordini impartiti dall’alto. Chi entra in maniera volontaria in un sistema percepito come legittimo si sente fortemente obbligato;

– l’obbedienza all’autorità: all’interno di una gerarchia chi riceve un ordine da un suo superiore tende a sentirsi in obbligo di eseguirlo senza valutare le alternative e arrivando a fare cose che altrimenti non farebbe mai;

– la polarizzazione “noi” vs “nemico”, che porta ad una disumanzzazione dell’altro considerato solo “il cattivo da eliminare”. Questa situazione è tipica delle guerre, ma non estranea ai fatti di Genova;

– gli stereotipi razziali. che diventano in questo caso stereotipi del manifestante, si ignorano le distinzioni fondamentali fra i gruppi, e i presenti vengono considerati [o meglio, dall’alto viene imposto di considerarli] una massa unica di individui violenti e da reprimere;

– l’importanza dei fattori ambientali, le caratteristiche del contesto superano e influenzano le caratteristiche individuali;

– la spinta conformista, il fatto di essere insieme ad altri a fare una cosa da un lato rafforza l’individuo e rende più facile sorpassare il limite, e dall’altro fa percepire come un’atto sleale, di asocialità, il rifiutarsi o il distinguersi dal gruppo.

Ecco, sì, sto paragonando quei poliziotti alle SS. No, non mi pare di esagerare, anche perchè poi la conclusione di tutto ciò è che la maggior parte degli esseri umani, se coinvolti in situazioni estreme, possono diventare crudeli e inumani. Approccio durkheimiano se vogliamo. Che ovviamente nulla toglie al disprezzo viscerale verso quelle persone, solo mi pare più interessante che non dire “voi siete cattivi perchè sì”.

Proprio come al TG4.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 18, 2007

Fa caldo. Ve ne siete accorti credo…però io ho bisogno di condividere la mia sofferenza con l’universo-tutto, quindi eccoci. Il punto è questo: io ho caldo, troppo caldo, e non riesco a fare niente. Non riesco neanche a pensare. Vegeto. E soffro [fatemi un pat-pat simbolico…].

E’ che evidentemente il mio sistema cardiovascolare conserva reminescenze rettliane, e quindi fa una certa fatica a mantenere costante la temperatura corporea. E’ volubile il maledetto, si fa condizionare. Quindi succede questo: quando fuori fa freddo io ho freddisssssssimo, quando fa caldo io ho caldissssimo, quando fa medio tendenzialmente ho freddo, ma questo conta poco al momento.

Oggi a Bologna fa decisamente caldissimo, siamo al 3° livello di allarme! No, non so quale allarme, però il 3° livello è l’ultimo quindi suppongo sia…allarmante…comunque il caldissimo esterno diventa al mio interno qualcosa di molto vicino al ribollire di un gaiser, o anche dello spezzatino, vedete voi…pensate che ho addirittura le mani calde! Io! Che quando mi presentano le persone quelle pensano di stringere la mano ad un cadavere! No, fidatevi, le mani calde sono segno che qualcosa non va…se poi penso che venerdì devo correre da una parte all’altra di Milano mi vien male…

Tutto ciò solo per dirvi di abbasare le pretese, in tutti i sensi. Abbiate pietà.

Aggiorno

Corona se ne esce con una hip hop selection. Vabbè, uno già dice che non ha senso visto che Corona è tutto-proprio tutto meno che un dj, poi però lo sai che il senso c’è, che da quel punto di vista non è che puoi sbraitare tanto, perchè è tutto assolutamente sensatissimo…pensa quei quattro smandrappati dei rapper italiani come si staranno fregando le mani [e non mi venite a dire che Fabri Fibra, Club Dogo e gli amici loro non son gente improvvisata, che si son fatti della gran gavetta e bla bla bla, che a me della gavetta di loro lì non frega niente. Punto.]…e quindi da quel punto di vista ti adegui. Però poi il primo nome della lista è questo: Frankie Hi NRG. Quindi? Quindi prima penso male [comincio a farmi tutto un discorso impostatissimo sulla presunta integrità morale di F.H.NRG e tutta la sua carriera ecc… una gran cosa davvero, quasi mi dispiace non poterla pubblicare!], poi scopro che probabilmente i diritti del pezzo li aveva la casa discografica, quindi Frankie si adegua e ciao. Comunque, per Corona, vale quello che valeva per Fiorani un paio di post fa. Che poi si sapeva già.

E quindi mi chiesi: ma…non doveva essere Tutto mooooolto più Bello di così?

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 16, 2007

Sottotitolo: delusioni degne di nota. [ma farci una categoria? Mha non so…vedremo…non sono brava con le categorie…]

Non so…Little Miss Sunshine mi ha alsciata un po’ così…un po’ a chiedermi cosa ci sia in fondo di tanto speciale in questo film…Cosa c’è in fondo di tanto speciale? [..Però non vale se per contraddirmi mi citate una sfilza di scene sicuramente belle-sorprendenti-toccanti-poetiche, perchè quella cosa lì si può fare benissimo con tutti i film di questo mondo, e a forza di collage tutto diventa splendido.] Sarà che non va bene vedersi un film strapremiato ad un anno della sua uscita, perchè ti sei già sentita tutte le sviolinate e leccate possibili ed immaginabili, e allora ti aspetti cose da stelline negli occhi, da sorrisi che vengon da sè, da bocca socchiusa tipo “Aria, vedi di entrare da sola nei miei polmoni, che sono troppo dentro questa roba qua per respirare.” Oppure sarà che effettivamente non è un film speciale.

Io capisco tutto, capisco che ci piacciono i personaggi dolcemente complicati, i disadattati tanto sensibili, i nonnetti schizzoidi, le bambine tenaci…capisco che ci piace il furgoncino VW, oh quanto ci piace quel furgoncino, ci piace tanto che basterebbe lui a farlo diventare il nostro film preferito, vero? Poi ci sono anche altre cose che capisco: capisco che può benissimo essere considerato una piccola gemma del cinema indipendente…più che altro capisco che è un film indipendente pensato per approdare al grande pubblico, non certo per rimanere in quel circuito lì, e che alle premiazioni viene molto apprezzata questa cosa di uscire dalla nicchia-anche se è tutta una messa in scena un po’ paracula. Capisco quanto è bella la fotografia. Ma ci mancherebbe, cavolo.

Detto ciò mi pare tutto molto superficiale, come se il giochino di mettere insieme personalità complesse e situazioni paradssali per suscitare emozioni profonde nello spettatore ‘sto giro non fosse riuscito. Il fatto è che anche i personaggi sono tutti piuttosto banali nel comportamento – seguono uno stereotipo vecchio-ammuffito – non c’è una reale ricerca di approfondimento, è tutto un po’ così: adolescente-indie-tinto-depresso-muto prima, poi no! shock! sono daltonico! non posso fare il pilota!…cazzo, allora sarà meglio che comincio a parlare và…; aspirante suicida-gay-tanto colto, che poi, no! shock! la mia vita va in pezzi…cazzo, recuperiamo la dimensione della semplicità e familiarità và…; padre life-coach-irritante come una pustola dietro l’orecchio che fa una bella bancarotta e no! shock! bla bla bla_cazzo_bla bla bla…insomma lo schema: sbagliato – shock – giusto. A parte la bimba, che lei va per la sua strada e ha ragione, ovviamente.

E poi il solito meccanismo di contrapporre il prototipo dell’essere umano fanatico/superficiale/odioso a quello del complessato/disadattato/ma con immense potenzialità nascoste, che dovrebbe portarti a stare dalla parte del secondo per quella faccenda che di debolezze ne abbiamo tutti e che quelli troppo sicuri di sè ci stanno sulle palle…che poi l’identificazione è obbligata, quegli altri son tutti dei pagliacci fuori di testa, cosa ti vuoi identificare…

Volendo si può dire anche che quelli fanatici/fuori di testa sono 100% American, mentre quegli altri dalle potenzialità nascoste sotto il tormento dell’esistenza strizzano l’occhio alla Cultura europea con la C maiuscola…bho, frammenti un po’ confusi a dire il vero, che, di nuovo, rimangono segnali a livello superficiale e non vengono approfonditi…un po’ come quel Morandi là dietro…stonatissimo, che ci fa un Morandi in casa di un life-coach americano?

La parte finale si riprende un po’, i mostriciattoli grotteschi al concorso per Little Miss Sunshine suscitano una profonda e piacevolissima inquietudine [ma, per davvero? ma sono proprio bambine? possono essere così delle bambine? c’è questa eventualità? brrr…], e lo “spogliarello” della bimba riesce a far sorridere con un certo slancio emotivo. Solo che poi il film finisce, la tenerezza anche, e a te torna in mente la scena in cui la suddetta cinna RISOLVE LA SITUAZIONE DI CRISI DEL FRATELLO SEMPLICEMENTE ABBRACCIANDOLO. E NEANCHE STRETTO-STRETTO! GLI METTE IL BRACCIO MOLLE SULLE SPALLE E PUFF! TUTTO PASSATO! No, dai, è troppo.

Miscellanea! ma questa Volta non da Bouquet, questa Volta più da Bazar.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 15, 2007

POST-FUFFA, ma FUFFA-FUFFA, non – dico che è fuffa, però poi ti butto lì una citazione da Thomas Mann o chessò io a dimostrare che leggo-pondero-faccio-vedo – no, no, solo DIGNITOSISSIMA FUFFA.

Prendo le distanze – senza troppo fervore – ma le prendo.

Mi dissocio dagli avatar nei commneti recenti introdotti a tradimento da WordPress probabilmente mentre dormivo. Che voglio dire, uno apposta si sceglie un template semplice semplice, perchè tanto lo so che riempirò il blog di cosine-disegnetti-sbarabaus vari, quindi alla base restiamo sobri…E’ un po’ come arredare una stanza, metti uno studio, se sai che lì dentro ci dovranno stare milioni di cose tutte diverse, e che ci sarà inevitabilmente un gran caos da perdersi, tu non è che la mobilia la compri da Roche-Bobois, no? oh, puoi anche farlo, però se poi va a finire che sul divano ci versi il Vernidas, e sul tappeto ci si fa le unghie il gatto, e il mobile d’ebano imponente-virile-liscio-sagomato-affascinante rimane perennemente sepolto sotto magliette-giornali-libri-robe accartocciate, che senso ha volerci inserire per forza quel tocco etnico-originale ma comunque metropolitano-cosmopolita che piace sia all’amica frikkettona che al fidanzato perfettino? Cioè, l’arredamento-protagonista lo puoi mettere nelle stanze dove fai meno cose, tipo in salone, ma mica nello studio, per quello vai all’ikea e ti prendi un bel po’ di mensole, qualche impalcatura polifunzionale e scatolame destrutturato di varie grandezze…Che stavo dicendo? Ah, sì, mi stanno sulle balle quegli avatar lì.

[ma davvero, sono io che non riesco a trovare la funzione per toglierli o va proprio così, che te li tieni per forza?]

L’importanza strategica delle nuove generazioni: il nazismo punta sul restyling per conquistare gli adolescenti emotivamente confusi.

Che quando Rocca fa una buona cosa bisogna ammetterlo!

Però a Rocca sarebbe anche il caso di fare presente che della riabilitazione della figura di Hitler se ne stanno già occupando altri…[potreste unirvi in un’azione comune e creare un brand – fate maglie e spillette e le vendete ai concerti dei Good Charlotte. Grande business.]

Uomo vs Uovo. Facciamo un giochino scemo?! Sì, dai, facciamolo!

Uomo di grande fascino ed eleganza. Secondo me ha le mutande disegnate come Ken. Secondo me ha i riccioli in vetroresina. Secondo me quando ammicca fa un sacco ridere – guarda, guarda, un uomo proveniente da una familia prestigiosa, nonchè consapevole del suo fascino che ammica!!! guarda, guarda! Ammicca!! – Non so, a me fa ridere…e poi deve essere un individuo fastidiosissimo. |UOVO|

Tossico…’sti paroloni, ‘sto giudicare la gente così, ‘sto mercificare l’immagine…ha avuto qualche problema, ma guarda che è stato in comunità! sì, sì, e adesso vè che sta bene! E comunque io andrò oltre i pregiudizi e le difficoltà, io per lui sarò amante e amica, sarò la compagna che gli starà accanto nei momenti bui, sarò la sua anima gemella che lo veglierà nel sonno. sarò. Dio, come mi manca Ally McBeal…|UOMO|

Bho…ci son cose che uno non si spiega…non so, ti guardo e non capisco…ti riguardo, e ancora non capisco…poi tu, in canotta e collanine varie, alzi le braccia e continui a parlare a gambe aperte e mani dietro la nuca. Allora decido che non ti guardo più. Però prima o poi ti sgamo sai! Brrrr, io non lo toccherei neanche con un bastone. |UOVO|

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C’era una volta un pesce, un pesce pacato, con una tranquilla vita da pesce in una grande comunità di pesci suoi simili. Un giorno, nuotando a zonzo, il pesce si imbattè in un robot da cucina Plurimix Bosch gettato in mare da non so chi. Il pesce si stupì moltissimo. Fu travolto dallo stupore, si potrebbe dire. E fece uno sguardo proprio-proprio come quello di Elijah Wood. Che però è tanto carino! |UOMO|

Prototipo di attore italiano insipido ma sorridente: ovvero, faccio la parte della sedia in una fiction per famiglie poco pretenziose, però traggo ispirazione da Carmelo Bene che recita la Divina Commedia. E quando viene a intervistarmi Sipario faccio lo schivo. Che astio mi sale. |UOVO|

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Un musicista dalla parte dei buoni lo DEVI mettere. Sì eh…pensiamo…Un musicista che non faccia la checca isterica, non vada orgogliosamente in giro conciato come un profugo serbo [o come il cappellaio matto…riferimento molto preciso], e non aspiri a diventare testimonial per l’intimo esibizionista di Calvin Klein…ah, sì! Ma sta ancora con la Barrymore? Ma sai che effettivamente stanno pure bene insieme…ma si, ma stateci insieme! Bravi che vi siete trovati! Però così non è divertente…no…eh…però questa sì! E questi anche! |UOMO|

Pensieri non degni di essere pubblicati, ma se mi va anche sì:

Cincischiavo fra me e me, e sono arrivata alla conclusione che uno con la Mini Cooper non è proprio credibile. Mi immagino un ipotetico figuro che mi vine a prendre in Mini – io, GIURO, penso questo:

ma scusa, tu, tu con questa macchina, dove mi vuoi portare? Nel senso, se tu hai questa macchina, mi pare ovvio che non mi vorrai mai sposare. E’ palese insomma. No, guarda, lo so che ti sembro scema, che neanche ci conosciamo, che come mi vengono in mente ‘ste cose…però insomma, mi vuoi sposare? No. vedi…ho ragione. Perchè con uno con la Mini non si va da nessuna parte, è quello sai. Cioè, finchè si parla di fare gli splendidi in un locale discorrendo di festivals estivi e di chi fa le vacanze più cool va tutto bene…ma poi, dai, siamo sinceri, che vogliamo fare?

Ora, voi direte, – ma lascia stare quelli con la Mini, che sei te a non essere a posto -…ma io me ne rendo conto sapete! Lo so che a 22 anni una non dovrebbe pensare alla sposabilità delle persone che incontra; e, guardate un po’, so anche che una persona intelligente non si lascia condizionare da stereotipi così banali…so tutto, visto! Però che ci devo fare, sarà l’istinto femminile che seleziona gli esemplari più portati alla procreazione, sarà l’insidiarsi latente degli schemi culturali che mi vogliono sposa [la Marghe starà facendo no-no con la testa davanti allo schermo pensando che c’ho il cervello occupato da animaletti schifosi nati dall’incauto accoppiarsi di roditori fognari e invertebrati giallognoli], sarà che la Mini sembra un giocattolo [un giocattolo un sacco carino eh!] per rampolli molto biondi e molto socievoli, sta di fatto che io a quello con la Mini non ci credo proprio, manco un po’. [ho come l’impressione che con questo post le mie possibilità di matrimonio siano ulteriormente diminuite…che se fossi un cavallo gli scommettitori all’ippodromo direbbero cose tipo – ma sì, fino a un paio di settimane fa lo davano per vincente in tutte le gare, ma poi ha avuto quel brutto incidente…eh ci metterà un po’ a riprendersi… – …certo che anche paragonarsi ad un cavallo non aiuta…tendo a perdere il filo ultimamente…allora facciamo punto.].

5+ canzoni che se muoio voglio mi suonino in testa per tutta la morte . [ordine cronologico] [Ma perchè? Bho, così!]

Lou Reed – Walk on the Wild Side [Anche da morti ci sarà pur bisogno di mettersi l’anima in pace ogni tanto…]

New Order – Temptation [canzone-ossessione. Ma ossessione pesante.]

The Smiths – Bigmouth strikes again [ma anche un’altra qualsiasi…questione di sentirsi particolarmente a proprio agio con-]

Ennio Morricone – Cinema Paradiso [ci vorrà qualcuno che mi accompagni mentre muoio no? Qualcuno che mi aiuti a respirare a fondo…mica posso morire sola-in selenzio!]

Four Tet – My Angel rocks back and forth [tum-tum-tah/plin-plin-plin…giuro che questo pezzo mi lascia estasiata…non so che dire. è imbarazzante.]

+ travolta da un’infatuazione quantomai intensa e costringente, senza riflettere neanche un secondo aggiungo:

It’s the Beat – Simian Mobile Disco [sì sì cari miei, non ce n’è.]

[preciso: gli anni ’80 mi piacciono meno di quel che sembra…o forse mi piacciono di più di quel che penso? Ma davvero, pensavo meno, e poi niente anni ’90? E poi è decisamente più pacata di quanto avrei detto…sono colpita da questa lista…]

Björk è fonte di ispirazione per molti artisti. [cioè, il collo del cigno è un riferimento al tuo pene? ah ecco!…ma quindi…anche voi giapponesi…ALLUdete…]

Il cubo di kubrick dev’essere decisamente cubricko.

[da Repubblica di ieri – sabato 14 – pagina 13. Che secondo me non era un riferimento a teorie interdisciplinari sull’interpretazione di 2001: Odissea nello Spazio…secondo me si son simpaticamente sbagliati e basta, ma allora conosciamolo più a fondo questo cubo!]

Poi, io direi anche due cosine sull’intervista a Fiorani, ma mai vorrei che le mie promesse di fuffa fossero disattese, quindi mi limiterò a fare il punto nella maniera più precisa e semplice possibile:

1 – Naike Rivelli è bagascia come poche. Svetta proprio.

2 – [citando Cuore e strizzando l’occhio agli Offlaga, urlo sputacchiando:] HANNO LA FACCIA COME IL CULO.

|| Miranda July || giuli | giulai | giulì ||

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 11, 2007

Premessa: oggi è una giornata che uno [più che uno io a dire il vero…] avrebbe voluto fare tante cose […tante…due…mica poi taaaante…] e invece non ne fa nessuna. Stasera ci sono gli Arcade Fire al Ferrara sotto le Stelle, e anche Miranda July in una libreria di Milano. Io già da un po’ mi ero messa l’anima in pace – a fine luglio parto e me ne sto un mesetto a Londra, poi c’è da mettere in conto gli avanti/indietro che ho fatto e dovrò fare fra Bologna e Milano, poi il giretto a Bruxelles, la digitale…e insomma, non è proprio il caso di aggiungere spese superflue. Però ho scoperto una cosa che non sapevo: sarei andata a Milano ad ascoltare la July strafregandomene degli Arcade Fire [che mi piacciono molto, ma molto…nel senso MOLTO, ‘pito? (ma ho detto molko? no! ho detto MOLTO!…scusate, mi diverto con poco…-non con molto!- aiuto, fermatemi.)]. Anzi di più, per la July sarei passata sopra alle mie finanze barcollanti – purtroppo [ma forse per fortuna…] però la presentazione è alle 9 di sera, e il ritorno a casa rischiava di diventare problematico. Quindi sono rimasta a Bologna, ma sto tanto pensando a Miranda.

Capiamo subito di chi stiamo parlando, che altrimenti poi mi scordo: Miranda July è un’artista americana che si occupa di tante cose, dalla scrittura, al cinema, alla musica. Nel 2005 ha girato il suo primo lungometraggio “Me and You and Everyone we know” che ha vinto la Caméra d’Or a Cannes [e anche altro], e a maggio di quest’anno è uscita una raccolta di suoi racconti il cui titolo originale è “No one belongs here more than you”, tradotto in italiano con “Tu più di chiunque altro” [che è un bel po’ diverso: il titolo originale instaura un rapporto diretto inequivocabile con il lettore, la traduzione invece potrebbe anche essere intesa come riferita al contenuto del libro. E non è una differenza da poco, considerato lo stile dell’autrice. Ma vabbè.]. Naturalmente best seller. E’ lei:

miranda1.jpg

[Interpretazione personale. Nessuno mi convincerà mai che M.J. non ha i capelli rossi.]

Insomma, Miranda July lo sanno tutti che è brava…E’ un po’ la donna del momento per chi sta dietro a certe cose, va a Cannes e tutti la premiano, se ne esce con un libro e tutti lo comprano…e poi tutti la vogliono intervistare, vogliono vedere se è schiva, se è snob, se è timida, se è dolce, se ha davvero gli occhi così acquosi che quando la guardi ti viene sete e senti come squagliarsi la forza…insomma parole a profusione sulla July. Ma nessuno, e dico nessuno, che abbia detto qualcosa di rilevante. Opinione personale ovviamente, ma davvero ne ho sentita di gente parlarne come “uno dei più bei libri degli ultimi 10 anni”, “un grande talento”, “una voce tenera, seducente, originale”…ma mi sembrano tutte le solite robe no? Solo che la July non è la solita roba, e allora vi dico la mia, di impressione. [poi non è che pretendo di fare una recensione strepitosa, o scavare nel profondo dell’anima dell’autrice e ‘ste cose qui, però secondo me di cose da dire ce ne sono, cose meno banali di quelle che ho sentito fin’ora].

Miranda July è una donna intelligente e gentile. In molti modi. E’ gentile con chi la legge, con chi la guarda, con chiunque appena la sfiori. Entrare nelle sue cose è un po’ come alzarsi la mattina e mettere i piedi per terra, gesti che vengon così, senza bisogno di sforzi o pensieri, ti viene così, la incontri per caso e già sei coinvolto nel suo mondo completamente privo di barriere. E’ ospitale la July. Scrive che neanche ti accorgi di leggere, scrive che le sue storielle-lampo ti scorrono sotto gli occhi soffici-soffici, senza che vi sia mai il minimo intoppo, senza che mai tu ti debba chiedere – Ma come può un barattolo di marmellata rotto far ricomparire una voglia di vino?! – …non dubiteresti mai della sua sincerità, – ma certo che può succedere, guarda, lo dice senza nessuna esitazione, usa le parole più semplici del mondo…non vedi la scena partire in trasparenza…non vedi una donna pallida ri-innamorarsi di un uomo in ginocchio?… – Forse è perchè scrive sceneggiature, forse perchè è anche attrice e regista, sta di fatto che i suoi racconti sembrano pronti per diventare immagine [e l’immagine, si sa, è tanto più facile e fluida della parola], vedi la periferia americana, le finestre orrizzontali, i giardini senza cancello, le persone…Le persone dei suoi racconti…con loro Miranda July ha un rapporto molto tenero, un po’ come quello che ha con il lettore, gentile, come dicevo prima. Però, se quella verso il lettore è la gentilezza spontanea di chi ha semplicemente voglia di far conoscere le cose a suo modo, la gentilezza con i soggetti dei suoi lavori è di natura meno giocosa, con loro il tatto è una necessità assoluta. Sì perchè questi individui sono tutti di una fragilità estrema, prossima al dissolversi. La July coltiva come in un vivaio personalità insicure, indifese, innamorate, anziani soli, bambini confusi, ragazze perse, rapporti in bilico, gente che ha tanto bisogno di protezione. Sembrano tutte creature con lo scheletro di vetro, che se non ci metti tutta la dolcezza del mondo per maneggiarli, ti si sbriciolano fra le dita…quindi suppongo che Miranda abbia dovuto imparare a usare il massimo della cura e del garbo per raccontare quelle cose – forse avrà anche fatto un corso di ikebana, o di tricot, per imparare a fare tutto col massimo dell’attenzione…ce la vedo la July in una stanza chiara e sistemare fiori il più armonicamente possibile…ce la vdete sicuramente anche voi, se un po’ la conoscete.

Ho detto anche che è intelligente giusto? sì, e non è che l’ho detto tanto per…io ho capito in cosa consiste la sua intelligenza visitando il sito promozionale di “No one belongs here more than you”…credo che parta tutto da uno studio attento dei comportamenti – del come vengono fatte le cose – per poi rendere espliciti a suo modo i passaggi, le riflessioni, gli istinti retrostanti le dinamiche più comuni, quelle nelle quali ci si ritrova tutti spesso-o meno spesso-o solo a volte…e così le rende buffe! un po’ buffe, a volte commoventi, poi semplicemente dolci, sensuali, graziose…non so, forse potrei continuare a scriverne per delle ore, però il punto mi sembra solo questo: Miranda July è una donna intelligente e gentile.

Pezzi di M.J.:

La scena delle scarpine Me&You in “Me and You…” – che è anche un po’ il principio della lumaca innamorata se vogliamo…

Ovvio: ))<>(( .

“La gente tende a fare comunella con quelli della stessa taglia perchè è più agevole per il collo. A meno che non ci sia di mezzo una storia romantica, nel qual caso la differenza è sexy. Significa: sono disposto a coprire la distanza per te.”.

Lo avevo già linkato in passato, ma lo faccio ancora: July & Blonde Redhead.

Leggendo Zucconi su D.

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 8, 2007

Nella rubrica americana di Zucconi questa settimana si parla di prima infanzia USA, ma anche non USA, più che altro occidentale con le solite punte di “fanatismo a contrasto” [poi mi spiego] negli Stati Uniti.

[- Ma lo sai che in America…

– I coccodrilli escon fuori dalla doccia?

– No

– Cosa allora?

– In America non hanno i colori come li abbiamo noi. In America tutti i colori delle cose e delle persone, e di tutto sono esponenziali.

– Esponenziali?

– Sì! Nel senso che sono al massimo di tutto, di luce, di densità, di saturazione…ti faccio un esempio: i colori tipo il rosa, o il giallo canarino in America non li hanno! Lì hanno solo in fucsia e il giallo fluo, e tutte delle tonalità dove il nero è bandito, e il bianco viene usato solo per illuminare, mai per attenuare…Se questa stanza fosse in America sarebbe un fascio esaltante di impulsi colorati fortissimi e in movimento perpetuo…ma io e te, che siamo europei, non riusciamo ad immaginarlo bene, perchè ci sembra strano, e se ci pensiamo dopo un po’ ci viene il mal di testa e voglia di annusare lavanda…ma se io e te fossimo americani tutto sarebbe nell’ordine delle cose, e le tue tende di lino azzurro le troveremmo molto noiose.]

Tornando a noi, Zucconi mette in evidenza il contrasto fra i punti cardini dell’insegnamento nelle scuole materne e le regole, gli insegnamenti, il tipo di formazione che gli individui ricevono nelle tappe successive della vita. Da una parte si passano quei 2-3 anni ad insegnare ai bambini ad essere socievoli e a condividere le loro cose con gli altri, a giocare insieme e a rispettarsi l’un l’altro. E infatti le due materie essenziali sulle quali vengono poi giudicati nei report annuali sono “giocare con gli altri” e “condividere i loro giocattoli”. La fase “Mondo Cuore” però finisce presto, e appena entrati nel sistema scolastico ci si trova di fronte al cambio di marcia necessario per trovare un posto [anzi, il miglior posto] nella società contemporanea dominata dalla competitività e dall’ambizione, riassumibili con il detto “second place is the first loser”.

E a me viene da pensare alla mia prima infanzia. Ho chiesto a mia madre com’erano le cose quando io andavo al nido, lei non è che si ricordi un gran chè, comunque in termini di valutazione del bambino non dovevano essere molto diverse, le maestre giudicavano principalmente la capacità di relazionarsi con gli altri, di apprendere e di stare assieme. E io, dice mamma, ho sempre ricevuto giudizi molto positivi. Quindi ero una brava bimba che andava d’accordo con gli altri bimbi…solo che a me tornano in mente altre cose…i miei ricordi non riguardano quasi per niente la scuola materna, ma vanno più che altro al legame strettissimo che avevo con mia cugina, è quello il rapporto-base della mia socializzazione infantile, siamo cresciute insieme e per parecchi anni ci siamo bastate. Io lei e i gatti. Ma non è che fosse tutto poi così tranquillo e armonico…tornando su qualche episodio:

– L’album delle figurine. Quella volta che a me mancava una sola figurina per finire l’album della natura e lei, che l’aveva doppia, non me l’ha data perchè il suo di album era ancora mezzo vuoto e non voleva che io lo finssi per prima;

– l’ape maia. Era mia? Era sua? Bho…fatto sta’ che se la voleva una la voleva anche l’altra, e una volta litigando per lei, ci siamo tirate addosso i cubi. Manca poco che le cavo un occhio.

– La merenda. Mangiavamo leeeeentisssssimaaaaameeeente perchè tutt’e due volevamo finire per ultime.

– I giocattoli. – Ho un giocattolo nuovo! Ti piace? – mmm…insomma…mamma lo compri anche a me?. Se la mamma lo compra anche a te il gicattolo è bello, se non te lo compra è brutto. E comunque prima o poi te lo rompo.

– Chi ha fatto il disegno più bello? Chi ha il vestito di Carnevale più bello?…

– Per chiudere: mio padre. Una volta mio padre accompagnando in casa me e mia cugina ha fatto passare avanti lei, poi l’ha seguita e ha tirato dritto, pensando che io a mia volta seguissi lui. Io invece mi sono tanto offesa, e sono rimasta in giardino a piangere finchè non è tornato giù a raccogliermi.

Insomma era un rapporto molto bello [davvero] però non privo di quei tratti di astio ed egocentrismo tipici dei bambini. Quei comportamenti spontaneamente maligni, senza premeditazione, senza uno scopo particolare, quella candida cattiveria che si esprime senza pudore e senza tatto. I bambini sono così, senza pudore e senza tatto. Anche quelli che la maestra dice essere tanto socievoli, tranquilli e disponibili e prestare Barbie Hawaii all’amichetta. Non sono buoni, sono solo ingenui, non ancora definiti, e l’esperienza della scuola materna non è che influirà molto sulla formazione della loro personalità. Ciò che invece avrà grande importanza nell’educazione e formazione della creatura sarà il modello di comportamento proposto all’interno della famiglia, sarà la visione del mondo offerta dalla scuola a dai contesti sociali con cui entrerà in contatto, saranno i principi che gli verranno insegnati quando sarà in grado di capirli, e non solo di assimilarli passivamente come fossero il regolamento del campeggio. Le pagelline-reportini-valutazioni scritte in corsivo piegato a destra hanno il peso che hanno. Ovvero pochissimo peso. In particolare dai 3 anni in giù. Dai 3 anni in giù! Poche paturnie se il pargolo è un po’ asociale, un po’ piagnone, un po’ sulle sue, e poche marcie gloriose se “il bambino dimostra un’ottima capacità di interazione coi suoi compagni e grande disponibilità alla condivisione dei giocattoli”. Sono altre le cose che ne faranno un adulto di un tipo o di un altro – uno sveglio o un disadattato – uno buono o uno cattivo. Sono altre e a quelle sì, sarebbe il caso di farci più attenzione.

Scivolando sul Velluto

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 5, 2007

 

unica3.jpg

 

Ovvero: utilizzo alternativo di Velvet…che bella cosa la carta patinata…eh, si, poi col megaformato è ancora meglio! Fra l’altro Velvet di luglio è divisa a metà fra femminile e maschile: fantastico, la parte maschile è perfino più femminile di quella femminile! C’è anche un test che abbina prototipi di uomo a profumi, e ti dice qual’è il tuo: il mio è l’uomo Fahrenheit 32 [Dior]. Allora sì. Vado ad annusare un po’ di gente.

 

Vi linko una brava [ma brava-brava-brava eh!].

Aggiornamento del Post.

[Ma si potranno fare queste cose? E’ lecito l’aggiornamento dei Post? Io non voglio fare un altro Post, voglio solo dire due cavolate così, senza impegno…Se specifico che oggi è VENERDI’ 6 LUGLIO, che sono le ORE 21.39 e ho 10 minuti per fare tutto? Si?! Posso? Si, dai.]

1- Corona ieri sera a 8 e mezzo. Tema: cocaina. Corona ha detto cose giuste e intelligenti. Ha detto cose che avrei detto anch’io [mi fossi trovata in quella situazione, ad ascoltare le “riflessioni dall’alto di non so cosa, ma sicuramente dall’alto” di Corleone]. Cose del tipo: quando si parla di cocaina si deve pensare alla massa che ne fa uso; si deve pensare che questa massa nella maggior parte dei casi la cerca a prezzi relativamente contenuti, 20-30 euro, e che spessissimo si imbatte in prodotti scadenti, tagliati male, o mescolati con altre sostanze, e rischia di rimetterci la pelle; si deve pensare al fatto che queste persone spesso ne abusano, o comunque non ne fanno un uso controllato. Non ci si può basare sul fatto che le foglie di cocaina pura se usate sotto controllo possono essere terapeutiche. Che la cocaina di qualità può essere assunta in determinate circostanze senza essere eccessivamente nociva. Non si può pensare agli stili di vita delle minoranze privilegiate. Non si può perchè quando si parla di certe cose bisogna guardarsi intorno. I discorsi “in-linea-di-principio”, o “teoricamente” non hanno dignità di essere resi pubblici, perchè nel migliore dei casi sono superflui, il più delle volte sono fuorvianti, al peggio diventano pericolosi. Bisogna rendersi conto che siamo sulla terra. Su questa terra. Prima di fare i “ricercati” bisogna occuparsi delle situazioni reali. E fidatevi che ci sarà sempre una situazione d’emergenza che richiede una soluzione, quindi fossi in voi, l’abbandonerei completamente l’idea di dedicarsi alle necchie, alle élites, a chi può permettersi certi stili di vita, perchè si perde tempo e si spreca fiato [e mi si costringe a parlar bene di un cretino lampadato con lo chignon. E io lo eviterei volentieri.]. Su Corona in particolare: quello che ho scritto non significa che forse lo rivalutiamo e cominciamo a dire che, sì, probabilmente è un arrivista senza scrupoli, ma comunque ha dimostrato un’intelligenza ammirevole e farà un sacco di strada e allora va bene. Sono convinta che Corona non sia una persona da apprezzare da nessun punto di vista. Penso solo che ieri sera abbia fatto una gran figura, dicendo cose che andavano dette proprio così. E molti ne parleranno e ne stanno parlando come ho scritto sopra.

2- Tutti vogliono il mio temperino. Si vede che è sexy. Cercherò di carpire i suoi segreti. Un ragazzo mi ha detto che è per il luccichio argenteo. Proverò a luccicare anch’io.

Reach out and touch Faith

Posted in Senza categoria by sarah on luglio 2, 2007

E la religione, e la fede, e i fanatismi cristiani made in USA, e l’homeschooling che ai bimbi gli fanno il lavaggio del cervello, e Jesus Camp, insomma tutta quell’ondata lì di documentari e articoli e post classificabili come “sono pazzi questi cristiani!”, li abbiamo visti tutti no? E ci siamo tutti sentiti così piacevolmente normali, vero? Così tutto sommato tranquilli e ragionevoli, che pensa un po’, nessuno mi protegge dal cielo ma io me la cavo lo stesso, e pure piuttosto bene…? Bè io oggi sono proprio di quello spirito lì, perchè oggi Signori, la Fede mi ha teso la mano e io, col sorriso più gentile del mondo, le ho risposto -no, grazie, comunque è stato interessante, ciao!-. Vi racconto:

Verso l’una faccio per andare in Salaborsa [biblioteca-videoteca-emeroteca-tutto teca!], ma la Salaborsa è chiusa, così decido di mettermi a studiare in Piazza Maggiore, che in questo periodo e affollata di sedie per gli spettatori delle proiezioni serali sotto le stelle. Dopo una decina di minuti che leggo, cominciano a provenire rumori molesti da dietro il megaschermo, cose tipo musica-stereo-gente che da spettacolo, penso -giocolieri rompiballe-, mi alzo e vedo a vedere. C’è un gruppo di ragazzi anglofoni che dicono cose, e una ragazza italiana che traduce. Sentiamo un po’. Sono un gruppo di ragazzi americani, sono cristiani, ma non un po’ cristiani, mooolto cristiani, una ragazza parla di se stessa, dice che vuole farci capire che Dio ci ama, che è possibile avere una relazione personale intima con Dio, dice che lei voleva essere perfetta, ma poi le hanno detto che Dio ti accetta così come sei, non devi essere perfetta per Dio, così è andata a cantare e fare una drama-school, e con i sui compagni adesso ci fa vedere uno spettacolo. E infatti riparte la musica e ‘sti 8-10 ragazzetti americani ci fanno uno spettacolino: c’è una in catene, e tutti la tirano, e lei cerca di raggiungere qualcosa, ma non gliela fa che non gliela fa, e la cosa [uno biondo in sovrappeso] le fa vieni-vieni-ti-sto-aspettando con le mani [presente il vieni-vieni-ti-sto-aspettando con le mani? tipo con le braccia che ondeggiano nell’aria, come le apparizioni mistiche, più o meno…], ma tutti la tirano e la scaraventano per terra, e lei si dispera, ma poi la cosa le si avvicina, si mette col corpo a forma di croce [che mi sa che doveva rappresentare la raccolta di forza cristiana, tipo come quando Bunny fa tutte le mossette per essere investita dal potere lunare e trasformarsi in Sailor Moon, una cosa così], tira su la donna afflitta e l’accoglie fra le sue braccia, così lei è contenta. Fine. Metafore molto easy insomma. Poi un’altra ragazza fa un discorsetto del tipo –si, lo so che adesso voi dite che non vi interessa Dio, che non ne volete sentir palare, ma lasciate che io vi dica che Dio è la cosa più bella che possiate incontrare nella vostra vita, ecco noi siamo qui per parlarvi di questo, quindi se volete venite a dialogare con noi, vi saluto per ora– e gli amichetti cominciano a disperdersi un po’, cominciano a chiedere in giro –Do you speak English? Do you speak English? Do you speak English? And you? You do speak English! I can tell by the freckles on your nose!– e mi fanno: –possiamo parlarti un po’ della nostra esperienza?– -POTETE PARLARMI UN PO’ DELLA VOSTRA ESPERIENZA?!- Cioè – giusto per chiarire la situazione e il mio stato d’animo – io alle superiori ufficialmente non facevo religione, quindi in quell’ora lì potevo fare quel che volevo, tipo scorrazzare allegramente per i corridoi alla ricerca della classe di quello figo con gli occhi azzurrissimi per dire, e invece io me ne stavo in classe e seguivo l’ora di religione, sia perchè il Prof. era una persona molto intelligente che non cercava minimamente di convincere nessuno, ma soprattutto per discutere con la bigottina della classe, che lei era parecchio meno intelligente del Prof. e col cattolicesimo ci dava veramente di brutto! Non per niente ora è in convento. Un divertimento che non potete capire! – E mi vieni a chiedere se puoi parlarmi della tua esperienza? Ti prego dimmi tutto-tutto-tutto!!! Ma tutto eh!! Insomma cominciamo a parlare – mi chiedono se credo in Dio, io dico di no – mi chiedono in cosa credo, io gli dico che credo in me stessa e nelle persone che amo – mi chiedono cosa penso che succederà quando morirò, io rispondo che non lo so – ma non credi nel Paradiso?! Eh, no. – E non è trsite questo per te, non pensare a una vita dopo la morte? No…è o.k. – per loro invece sì, la cosa del Paradiso, il fatto di pensare a un proseguimento migliore dopo la morte, per loro è fondamentale. – Poi cominciano con la spiegazione che per essere felice devi condurre una vita coerente con certi valori e con certe regole, perchè l’essere umano per avere dignità deve avvicinarsi al divino, e per fare ciò deve seguire le indicazioni del divino – Ma tu come fai a sapere quali sono le indicazioni del divino?Me lo dice la Bibbia!Ah, giusto, la Bibbia, potevo arrivarci da sola…[…] Ma scusa, metti le altre religioni, possono avere valori diversi dalla vostra, e voi come fate ad essere così sicuri…com’è che si fa ad avere fede [io non ci arriverò mai in fondo a questa domanda]? E qui è stato bello, perchè per rispondermi hanno cominciato a spiegarmi le altre religioni monoteiste. Ora, voi immaginatevi dei 18-20enni americani totalmente “cristianizzati” che vanno ingiro a predicare la Bibbia e che probabilmente non hanno mai studiato nessun’altra religione come sistema a sè, ma le avranno affrontate come sistemi in contrapposizione al cristianesimo, come la parte sbagliata che avvalora quella giusta, immaginatevi che visione possono avere delle altre religioni, e infatti ne parlavano come se stessero descrivendo uno spettacolo di pupazzetti -per loro devi fare questo, e quando muori seccede questo ecc..- come se tutto fosse perfettamente evidente e pronto ed essere descritto fino all’ultimo dettaglio. Vabbè, poi gli ho chiesto perchè erano a Bologna a fare quel che facevano, mi hanno detto che stavano due settimane in Europa e fare quella roba lì degli spettacoli e a parlare di Dio, dopo l’Italia andavano in Spagna, e io ho chiesto – Ma perchè lo fate?Per portare in giro la parola del Signore, e per far sapere a tutti quanto è bello vivere nel Signore! Because it’s such a good new! – E uno comincia a farmi un quadro tragico di come era ridotta sua sorella prima di incontrare Dio, andava in giro senza uno scopo e non si può vivere così, senza sapere che fare, era così miserable, era così persa… – Ma guarda che io conosco tante persone che non credono e che fanno una vita dignitosissima, addirittura bella direi! Insomma siamo persone normali, e siamo anche abbastanza contenti, mediamente… – Eh, lui lo sa che non tutti si riducono male, ma la maggior parte… – No, niente, che gli vuoi dire, mica devo convincere nessuno io… – Ma tu che vuoi fare nella tua vita? Io voglio parlare di Dio!si, ok, ma poi, tipo per lavoro, vuoi una famiglia?..non so..Io voglio fare questo! Voglio andare in giro a fare spettacoli di danza e musica per parlare di quanto è bello incontrare Dio sul proprio cammino! – Ah. Vuoi proprio-proprio fare questo!- Vabbè io adesso vi saluto! E’ stato interessante, grazie! Ciao! -.

Quindi loro vengono dagli USA a fare le drama-crociate in Italia! Cioè quel paese col Papa e gli amici suoi che dicono, fanno, sentenziano, e quegli altri che li stanno ad ascoltare a cervello scollegato come lucciole ipnotizzate dalla luce blu…Tanta fatica per portare il cristianesimo in Italia! Ma qua di cristianesimo ne abbiamo colmi bauli! vagonate di cristianesimo abbiamo noi! Piuttosto, secondo me tipo in Siria stanno un po’ a corto…per dirne una…giusto per fare un esempio…io punterei su quelle zone lì per fare le cose per bene. O no?

Amore! Amore! Affittiamo il Liechtenstein!