S/H

L’Amo – Non l’Amo

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 29, 2007

Diciamo che in via teorica potrei anche amarla, la proposta politica de I Mille. Anzi, diciamo che la amo, in via teorica. La amo perchè sono stanca della classe dirigente di questo paese, delle facce che sono sempre quelle, di non sentirmi rappresentata, sono stanca della stasi, degli articoli-soap opera sui braccio di ferro fra politici ogni volta che c’è da prendere una decisione, sono stanca della mancanza di coraggio, della mancanza di decisione, della mancanza di fermezza. Sono stanca, e se questo vi sembra il solito discorso sulla politica italiana, con le solite critiche e il solito tono lamentoso, bè lo è. E’ proprio quel discorso lì, e il fatto che lo abbiate già sentito decine di volte dimostra che le debolezze di questo sistema sono evidenti, e che noialtri siamo veramente al limite della sopportazione. Detto ciò, va da sè che quando ho letto dell’iniziativa I Mille su Wittgenstein, mi è apparsa -fiera e maestosa- l’immagine di Luca Sofri-prode cavaliere venuto a liberare [cioè a rendere pubblico e attivo] il verbo del popolo, e il verbo mio in particolare. Così, di primo acchito, trasportata dall’impeto, avrei anche potuto firmare. Avrei. Ma poi mi sono raffreddata un attimo, anzi, direi che è stata proprio quella raccolta di firme a sedare il mio entusiasmo, perchè dovete sapere che io con le raccolte di firme non ci vado d’accordo neanche un po’. Non mi fido proprio, il raccogliere le firme mi rimanda inevitabilmente all’idea di un obbiettivo fallito, e alla conseguente sensazione di delusione. E vi dico anche perchè [flash back, B/N, vestiti fuori moda – no, non fuori moda, vintage-classic-chic: guanti e portasigarette cesellati.]:

Io alle politiche del 2006 ho votato Rosa nel Pugno, e non è che ho votato così, tanto per – no, io da brava giovincella che vota per la prima volta nella sua vita per eleggere il capo del governo, ci ho creduto passionalmente in quel voto, ho creduto che quel soggetto politico potesse avere una forte influenza nel futuro governo, e che potesse portare avanti temi per me importanti, su tutti la laicità. Ho seguito con interesse le iniziative, i dibattiti, gli scioperi, le proposte e, manco a dirlo, ho firmato e firmato. Chissà che mi credevo. Sta di fatto che per tre mesi circa ho frequentato assiduamente il forum della Rosa, ho detto la mia, ho ascoltato quello che dicevano gli altri, e per poco non andavo anche ad un “raduno” il cui obbiettivo era il tanto anelato partito – chissà che fine hanno fatto. Ovviamente mi aspettavo dei risultati, anche se adesso ripensandoci mi viene da dirmi: – ma Sarah, ma che risultati di sticazzi ti aspettavi?! Dove credevi che potessero andare con quell’intruglio di Sdi e pannelliani mal-amalgamati?! Sono andati dove si meritavano di andare, fidati… – eppure erano l’unico soggetto che esprimesse un pensiero chiaro e fermo su certi temi, e io mi sono ritrovata in quel giro lì di politica on-line, gran discorsi, petizioni ecc…Per un po’ di settimane, ma neanche tante a dire il vero. Sì perchè poi mi son svegliata, perchè vabbè che son giovane, ma certe passioni senza se e senza ma proprio non mi appartengono [caratterialmente dico], e dopo un po’ che tanto si parla [fra l’altro dicendo un sacco di cavolate] e poco si fa, io mi rompo. E quindi ciao a tutti, continuate a raccontarvela fra di voi, io vado a cercare dei calzini decoltè da mettere con le ballerine, si perchè senza niente le ballerine dopo un po’ danno fastidio, e poi non è neanche tanto igienico, solo che mica è facile trovare dei calzini che proprio non si vedono…eh, c’era un modello da Calzedonia, ma non so, bisogna che li guardo meglio…In sostanza, cosa ho imparato da tutto ciò:

– che in genere, chi raccoglie troppo spesso firme, anche dopo la raccolta, non ha la forza per portare avanti il progetto;

– che confrontarsi utilizzando la rete può essere utile solo se ci sono progetti concreti e condivisi alla base;

– che in forum e blog politici è molto più facile scontrarsi che incontrarsi;

– che le persone in quel contesto tendono a diventare ottuse e poco propense allo scambio civile di opinioni [prova a dire e un rosapugnaro che, nonostante la tua fiducia nella Rosa, quella cosa di D’Elia in Parlamento ti fa sinceramente accapponare la pelle; in due secondi ti becchi della comunista-beppegrillista-liberticida-e via a ruota libera con la prima cosa che gli passa per la testa].

– che non si votano i partiti dal 2,5%. No, mai.

– che io mi chiamo fuori. Non mi interessa avere un partito di riferimento. Sono di sinistra, questo sì, non penso voterò mai a destra [ma sai mai te…], ma per chi voto e se voto dipende esclusivamente dal contesto e dalle possibilità che mi si presentano di volta in volta.

Quindi non firmo l’appello de I Mille, anche perchè non ho ancora capito [e neanche loro forse] se la loro meta è fondare un partito, o far parte del Partito Democratico, o solo controllare, o non so…leggendo il blog noto che anche all’interno del gruppo ci sono pareri discordanti sul ruolo politico, e molte cose ancora da definire [per carità è giusto che sia così, non hanno neanche un mese di vita]; per ora apprezzo il fatto di uscire dal vortice del lamento passivo e cercare di farsi parte attiva di un cambiamento necessario, però io resto solo a guardare, e con un fondo di scetticismo per giunta.

Per chiudere con un’armonia leggera di fascino nordico e savoir faire femminile d’altri tempi: Una bionda, e l’altra invece pure.

Annunci

Proprio come Andar per Boschi.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 24, 2007

Ho comprato la fotocamera digitale. Era [estremamente] ora. Ho preso una Nikon Coolpix L11, e son contenta, proprio totalmente soddisfatta, e mo’ vi dico perchè:

Sono partita dai seguenti desideri-necessità: o Nikon o Canon / budget massimo 150 euro, ma proprio che neanche mezzo centesimo in più [ -…ma se a soli 151 euro ti diamo una Nikon 50 Mpixel, zoom ottico 8X che pesa 10 grammi con l’antifurto sbarabaus e l’antitarme LCD incorporato??? – No. Tu, affabulatore, non mi avrai. – ] / Memoria SD, che altrimenti tutta la risolutezza marziale di prima mi si va a far benedire. Fine.

Ora, sulla base di queste premesse sono andata a cercare quanto di meglio potevo, e sono approdata alla Coolpix L11, che è una 6 Mpixel, con zoom 3X, schermo LCD 2.4 pollici, memoria SD e poi questo-quello-e-quell’altro. Ma soprattutto, visto che non sono un tecnico e mi tocca di affidarmi ai sistemi esperti, è Nikon. Che è un po’ come dire, sdraiati e stai tranquilla, che noi ‘ste cose le sappiamo fare [almeno spero]. Il prezzo migliore l’ho trovato da Media World: 139 euro [a cui vanno aggiunti i 9.90 della memoria da 1 giga]. Su Internet si trovava anche a qualcosa di meno, ma poi andavano aggiunte le spese di spedizione e l’attesa, che non è mai una bella cosa, quindi alla fine penso di aver fatto la scelta migliore.

Ho già smanettato un po’, ma questa volta ho fatto le cose per bene: ho letto il manuale d’uso e, dopo, ho provato tutte le funzioncine. Bene, bene, tutto molto bene, finalmente non dovrò più gestire disegni fotografti con la fotocamera da 1 Mpixel di un Nokia 6111, che a volte è una bella fatica. Però…nella vita c’è sempre un però…bisogna ammettere che per essere solo 1 Mpixel la fotocamerina del mio cellulare si comporta come si deve [tutte le immagini su Flickr sono, di base, fotografate con quella]. Nel senso che uno potrebbe giustamente pensare di prendere il telefono con la fotocamera da 2 Mpixel e avere dei risultati migliori. Ma non è mica detto sai. Può capitare di imbattersi in un cellulare Nokia della serie “Effetto-Muschio”, e allora le immagini da 2 Mpixel saranno circa così:

toys1.jpg

Eh, mica vai a pensare di far provare la fotocamera al rivenditore, che poveretto già si sta dando alla respirazione yoga per star dietro a una cinquantenne lunga e secca, andata lì a posta per sfogare i traumi di quella volta che il suo ex-marito si è preso la macchina per fare il weekend al mare con la sua amante ventenne figlia di uno dei suoi colleghi…insomma non ti pare il caso di infierire, poi metti che te somigli vagamente all’amante di lui là, si sa mai la gente come reagisce…Eh-oh. La morale della storia è che bisogna puntare sul baffone Carl Zeiss, perchè se l’ottica e la lente sono una schifezza c’hai poco da badare ai megapallini. [mica lo dico io, lo dicono gli esperti.].

Cose serie: la vedete la Sailor Venus nella foto? Ecco, da piccola avevo tutta la serie delle guerriere Sailor, solo che nell’attraversare pubertà-pre-adolescenza-adolescenza-post-adolescenza-a che punto sono adesso?- le altre guerriere si son perse, e mi è rimasta solo lei [e fortuna che Sailor Venus era la mia preferita]. Se sapete dove posso recuperarle ditemelo, ma davvero [ma proprio davvero-davvero]. Suvvia, stemperiamo l’atmosfera “Chi l’ha visto?”: Si accettano proposte di matrimonio con miniature Sailor al posto del solitario. E non sto scherzando affatto.

 

 

Femmine Folli

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 20, 2007

 

FEMMINE FOLLI/1

1.a | Estate=riviste femminili=”certo che pesano…magari non era tanto il caso visto che in borsa ho già libri, agenda, quaderni, oggetti vari, fazzoletti usati di svariati mesi fa…effettivamente non è stata una gran furbata aggiungerci ‘ste 500 pagine di kaftani multicolor/spa ultra-lusso/maquillage perlescente-color scultura bronzea art-decò-con protezione uva-clinicamente testato/ma come ti viene fuori l’abbronzatura con quel costume lì?/comunque il gazebo è fico…tanto lo so io che arriverò vecchia con la spalla sinistra all’altezza dell’anca, ah, vabbè, pazienza…che caldo però…”

Parliamo di Elle [il mensile femminile]. Elle mi è indietro, eh si. Ora, fino a 6/7 anni fa nelle riviste femminili era perfettamente normale mantenere una linea grafica “coerente” e “low profile”, esempi: negli articoli il titolo lo fai mega-gigante, magari di un colore acceso, ma comunque mantieni lo stesso carattere del testo; le immagini le inserisci con un’orientamento verticale; i disegnetti li metti al massimo nell’oroscopo…insomma, la grafica era importante ma non la faceva da protagonista, era carina, vivace, ma niente di originale, e andava bene così, fino a 6/7 anni fa.

Fino ad un paio di anni fa questo stile era ancora sopportabile, tanto una delle poche riviste femminili [se non l’unica] che puntava molto su una grafica diversa-originale-sorprendente era in odore di chiusura, e infatti l’hanno poi chiusa nel 2005 [sto parlando di Donna sotto la direzione di Daria Bignardi, di cui ero una fedele abbonata. Ecco, Donna me la leggevo-guardavo-annusavo in tutte le stagioni, mica solo in estate…], quindi si poteva ancora decidere di non rinnovarsi, o meglio, si poteva ancora pensare che un rinnovo grafico non fosse la principale delle esigenze.

Ma oggi…dai, oggi no! Ma Danda Santini, direttore di Elle Italia, non ci vai te in edicola a dare uno sguardo alle altre riviste?! Anzi, Danda Santini, andiamo pure al nocciolo della questione, non te ne sei accorta te che è uscito un nuovo mensile che si chiama Velvet?! E non lo vedi che è un sacco più figo del tuo?! E’ più figo perchè è più divertente: ha i titoli con le parole di caratteri diversi, ha i numeri delle pagine con l’ombra colorata, ha i cuoricini, le forbici, le parentesi graffe! ha le freccie, le immagini messe in orizzontale, le manine che indicano le cose! E poi è veramente grande! che uno dice scomoda, ma vuoi mettere te quelle immagini giganti quanto fanno più effetto, vuoi mettere?! E insomma, Danda Santini, è proprio palese che ci vuole un rinnovo grafico…cavolo, mica sei ferma a due anni fa, tu sei ancora alla fine degli anni ’90, te lo dico io! Fidati…Danda, Velvet fa mangiare la polvere a tutti i magazine femminili, ma al tuo di più…vedi un po’ te.

E non ho mica finito. Adesso andiamo ai contenuti, in particolare ai contenuti del numero di giugno di Elle:

1.b | Vado all’articolo di Lucia Corna sul museo interattivo del sesso di Londra, e cosa ti leggo?! Parlando del touch screen per maschietti, che permette di crearsi la donna ideale, la giornalista scrive : “Bè, meno male: tra me e la modella disegnata dal mio ragazzo non c’è poi tanta differenza.” – ???!!! MA STIAMO SCHERZANDO???!!! Allora, mettiamo una cosa in chiaro: siamo tutte complessate e insicure, e siamo tutte ossessionate dal confronto con vari ideali corporei, ma quando leggo una rivista femminile, io voglio sentirmi dire che sono una gran figa senza se e senza ma, e che il mio ragazzo dovrebbe baciarsi i gomiti a stare con una come me! Altro che “meno male, la sua modellina mi somiglia”, voglio femminismo spinto [ma rimanendo sempre molto glam, niente peli ascellari e gonnelloni arancioni per intenderci]! Voglio sentirmi pervasa dallo spirito di Yoko Ono, Rosa Luxemburg, Sibilla Aleramo e Giovanna D’Arco tutte insieme a guazzabugliare nel mio corpicino! [Ovvio che adesso sto solo pensando: and now I know how Joan of Arc felt, now I know how Joan of Arc felt, as the flames rose to her roman nose and her hearing aid started to melt] Donne rivendichiamo! Non importa cosa, ma rivendichiamo, pretendiamo e soprattutto, ROMPIAMO LE PALLE! …Eddai, ci vuole un po’ di femminismo ludico in quelle riviste, tipo “io sono meglio di te, però ti amo lo stesso!” pernacchia-bacino…ci vuole.

1.c | L’intervista di Roberto Croci a Christina Ricci: Part one: Un giornalista si immagina di venire in faccia ad un’attrice vestita solo di borchie e laccetti di pelle. Per dissimulare pensa a Casper e tira fuori le foto del suo cane. / Part two: un giornalista si chiude in bagno dopo aver pranzato con un’attrice. In bagno porta anche il tovagliolo usato dall’attrice. Sono imbarazzata per lui. E comunque un’intervista pessima, è quasi riuscito a smontarmi il mito lesbo-erotico che mi ero creata su Christina Ricci [no, non sono lesbica, e non ci tengo a crearmi un alone di ambiguità, però dai, Christina Ricci fa quell’effetto lì].

Quindi Elle bocciata. Però sempre recuperabile.

[Nota a margine: scopro ascoltando Play Radio che Lucia Corna è recentemente uscita con un libro su come essere madri-single-fidanzate. Tutto diventa molto più chiaro.]

FEMMINE FOLLI/2

E’ ufficiale: la mia tesina di fine triennio sarà un’analisi semiotica delle copertine dei cidi di Björk [ah, come mi sento contemporanea]. E’ un lavoro che avevo già iniziato per una micro-tesina d’esame, e devo dire che da soddisfazioni, e poi a me quelle robe lì piacciono tanto, i trip semiotici intendo…ah sì, prossima vita faccio la ricercatrice in discipline semiotiche alla Sorbonne. E magari mi staranno anche bene i cappelli.

[la butto lì: se qualcuno dei musicofagi o giù di lì che passa di qui conosce testi, articoli, documentari ecc…sull’identità visiva di Björk, può anche dirmelo, tanto la mia mail è lassù a destra. A me fa un gran piacere. Poi lo so che nessuno mi dirà niente, i blogger sono tutti egocentrici e vanitosi […], quindi nessuno mi si filerà, però io l’ho detto].

FEMMINE FOLLI/3

Oggi è una giornata strana. E anche un po’ da lasciar perdere. Non riesco ad installare Photoshop cs3, e io non capisco. Io, non ci riesco, davvero. Se mi dici – mettiti lì e impara ad usare un programma – io lo faccio, ma cose tipo Error code: 194:13 we are not able to activate it, io non ce la faccio. Non capisco. Mi viene un gran nervoso e basta. Questa macchina mi sta dando troppi problemi ultimamente. Ne ho le palle piene. Ce n’è sempre una. E sono senza programmi di grafica. Mi sposo un programmatore. Sì. E’ l’unica soluzione. / Mi contorco dal dolore provocatomi dai crampi allo stomaco [sto proprio male…], peggiorati dal caldo. Esco di casa che dopo devo vedere la Marghe, ma proprio non mi reggo in piedi. Passo dalla Marghe poi torno a casa e incontro una con cui ho lavorato: – sorriso di plastica – ho mal di pancia – tre bacini – ho mal di pancia – vieni a trovarci ogni tanto! – si, si, vabbè… – ho mal di pancia. / A casa accasciata sul letto, accendo la tv, su MTV c’è Bologna…su MTV c’è uno che è in corso con me…su MTV c’è un programma che si chiama One Day dove la gente normale mette in mostra la sua giornata…oggi c’è lui lì, che è in corso con me, e ti scopro che fa anche il modello. Mha. Che devo pensare? Ci diamo alla superficialità ostile e sommaria? Ma si dai! Chemmene frega a me!

Veloce Veloce che devo uscire!

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 16, 2007

gatto del rabbinoC’è una cosa che dovete leggere. Questa cosa è “Il Gatto del Rabbino” di Joann Sfar. E’ un fumetto, anzi bisorrebbe dire graphic novel, ma mi suona male in questo contesto, quindi dai, chiamiamolo fumetto, che va bene così. L’edizione italiana è uscita per Rizzoli a marzo di quest’anno, ed è composta da tre capitoli che erano già stati pubblicati separatmente da Kappa edizioni fra il 2005 e il 2006.

Sfar non ha bisogno di presentazioni, è uno dei più talentuosi e intelligenti artisti dello scenario fumettistico franco-belga contemporaneo, è uno di quelli che nascono in Europa, respirano e toccano tutti i giorni l’aria metropolitana del Vecchio Continente, e col Vecchio Continente imparano a dialogare e a fare buon uso di quel che può offrire [e non è da tutti, ma qui si aprirebbe un discorso che non c’entra niente, quindi torniamo a noi]…è uno di quegli europei che hanno una storia familiare dalle radici profonde e variegate, ebraiche ovviamente, che spesso e volentieri riaffiorano e fan da protagoniste, e allora succede che nei suoi lavori i luoghi, le impressioni e i punti di vista si mescolano – i dogmi, le regole, gli stereotipi si attenuano, e semplicemente ci si ritrova spiazzati in un’incertezza allegra.

Ecco, “Il Gatto del Rabbino” è così, fa ridere semplicemente, inizia con un gatto che prende la parola e, da brava bestiola furba e saccente, “scambiando vedute” con un vecchio rabbino, smonta tutto l’ebraismo, anzi smonta ogni religione monoteista esistente e non, smonta la condizione umana e tutte le sue convenzioni fastidiose, manda a mare i decenni di studio del saggio vecchietto, e rivendica con ottime ragioni il suo diritto di amare incondizionatamente la sua padroncina. Poi succedono cose, ci si sposta dall’Algeria alla Francia, poi si torna in Algeria, e finisce con un rabbino quantomai ebreo e quantomai tollerante [e relativista oserei dire].

Quando dico che lo dovete leggere è perchè penso sinceramente di consigliarvi qualcosa che può solo farvi piacere, che può solo lasciarvi sorridenti, insomma una cosa bella che si apprezza indipendentemente da gusti personali e menate varie. Quindi leggetelo. Se poi vi incuriosisce la cultura ebraica e amate rincretinirvi davanti al faccino tanto adorabile e-amore-mio-ma-come-fai-ad-essere-così- bello-così-che-bello-sei-sei-proprio-bello-bello -più-bello-di-scamarcio del vostro gatto, allora ancora di più.

 

Poi, visto che siamo in tema, cito un bell’incontro di oggi: sfogliando Rolling Stone mi sono imbattuta nella pubblicità della Diadora di Alessandro Tota [che è su questa linea qui – la prima vignetta -]! Ci son rimasta bene, sì! Tota lo seguo di tanto in tanto, e mi fa venir voglia di volergli bene! Tutte le sue piccole nostalgie, le sue solitudini, le sue false inettitudini, mi fa un po’ Zeno Cosini, e io ho un rapporto particolare con Zeno Cosini, mi sento protettiva nei confronti di Zeno Cosini, non so com’è ma mi ci sono tanto affezionata…insomma, sono stata contenta di vedere la pubblicità di Tota! [negli ultimi mesi ho più volte pensato: – vado a Parigi a stare da Tota che si sente tanto solo. Sì dai, gli mando una mail e glielo chiedo, secondo me mi dice di si…perchè non dovrebbe? Sto lì un po’ di giorni e poi torno a casa… – Poi no, poi mi rendo conto che non è il caso, più che altro perchè ho un po’ di cosucce a cui star dietro…però c’ho pensato].

Vieni vicino che ti dico i Segreti

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 14, 2007

Sai che segreto: sono pigra. No, non pigra che non mi va mai di fare niente, che passo le ore sul divano, che la mattina mi sveglio alle 11 e guardo La Prova del Cuoco. No no, non in quel brutto senso lì. Sono pigra di quella pigrizia subdola che ti prende nelle piccole cose, ma quelle proprio piccole piccole, che non richiedono nessuno sforzo…ecco, io quel genere di cose le ingigantisco, e loro diventano sempre più grandi, e io sempre più piccina, e mi sembra di essere la lumachina della Pirelli, quella di due post fa.

In sostanza, sono passata a Fire Fox. Lo so che è una cavolata enorme! Frega niente a nessuno lo so! Ma per me cambiare quel clic automatico su Internet Explorer richiede veramente un impegno notevole…Però insomma, le immagini venivano allungate, e poi nell’ultimo post c’è un alternanza di caratteri che se l’è inventata lui…E poi c’ho nerds dappertutto [amici, famiglia…] che mi dicono che Internet Explorer è brutto e cattivo, che non si sa che c’è dietro, che pare sia manovrato da un pirata-zombie-invisibile [questa figura non mi è nuova…] che ha un piano loschissimo per far diventare le persone aggeggini di plastica molle da rivendere come antistress ai fantomatici-giganti-vulcanici…io non è che queste cose le so, però alla fine del mondo voglio poter alzare le braccia e dire – io non sono stata! – , quindi combatto la mia natura subdolamente pigra e clicco la volpe con la coda arancione.

Alla fine ho risolto i miei problemi con Fastweb, che come al solito le rotture ti arrivano sempre nel momento più sbagliato possibile, proprio che – ma non potevi aspettare una settimana a fare ‘sto casino qui?! Dico una settimana, mica sei mesi!! – no, non poteva, e le miei rotture sono diventate anche le rotture del mio migliore amico, che gli voglio un sacco bene [ma un sacco un sacco un sacco], e lui lo sa.

Cerco Informazioni su come curare la Congiuntivite al Gatto, ma intanto aiuto i Bambini del Burundi.

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 12, 2007

Ovvero nuove frontiere dela beneficenza on-line: è nato ripple.org, che in parole povere è un motore di ricerca che consente di fare beneficenza semplicemente usandolo. Funziona così: nella home page ci sono 4 icone che rappresentano 4 settori per i quali si può fare beneficenza [water, food, education, money], clicando su una di esse l’utente accede ad una pagina di pubblicità e così facendo permette a Ripple di devolvere il ricavato dalla vendita di quello spazio pubblicitario ad una delle 4 organizzazioni che sostine: l’associazione umanitaria Oxfam, Oaktree per la protezione degli ambienti rurali, Wateraid, impegnata nella gestione dell’emergenza acqua, e Grameenbank, la banca specializzata nel microcredito fondata nel 1976 dal nobel per la pace Muhammad Yunus. Ma non è finita. Nel giro ci si è infilato anche Google, infatti come ho scritto all’inizio, Ripple è soprattutto un motore di ricerca: gli utenti possono effettuare le loro ricerche da ripple.org, che a sua volta opera attraverso Google [quindi la qualità del risultato è assicurata], in questo modo parte dei ricavati di Google vanno direttamente a Ripple, che a sua volta li devolve alle 4 organizzazioni di cui sopra.

Ora, io di base sono scettica riguardo le nuove forme di supporto a inizitative varie, in particolare mi lasciano molto perplessa i “manda un sms al #”^°°+* per la lotta contro la fame-la sete-l’aids, oppure a favore dell’educazione-la sanità- la ricostruzione…”, e ovviamente anche ‘sto Ripple non mi suscita grandi entusiasmi. Innanzitutto non posso fare a meno di pensare al paradosso del fatto di fare beneficenza attraverso un motore di ricerca, ovvero: io posso andare su Ripple per cercare chessò, siti pedopornografici, informazioni su come costruire un ordigno esplosivo nella vasca, informazioni su sostanze che uccidano senza lasciare tracce…insomma posso usarlo per gli scopi più biechi e intanto fare comunque “del bene”. A me non è che interessino particolarmente i risvolti morali, l’etica comune ecc…non sono una che ti dice -eh, ma se fai beneficenza così, solo per sentirti a posto con te stesso, vale di meno-, non è che me ne freghi molto a me di come-uno-fa-cosa, però questo eliminare totalmente lo sforzo, rendere tutto quasi passivo, fare in modo che l’utente neanche si accorga, neanche ci debba pensare, ecco, tutte queste facilitazioni estreme mi infastidiscono molto, e quando arrivano a creare potenziali [potenziali ma molto probabili] situazioni di paradosso, di conflitto, ecco, io quasi quasi oserei dire che è una gestione sbagliata. Che siamo un  po’ oltre. Oserei dire se me ne fregasse qualcosa, perchè sinceramente non me ne frega niente. Io non faccio ricerche con Ripple, e per me finisce lì la questione, ci tengo a sottolinearlo.

Poi penso anche a quale potrebbe essere il prossimo step della beneficenza facile, e mi vengono in mente le strategie push, quelle che “ciao utente, no, non mi hai chiesto niente, però se vuoi io ti offro questo, tu ti abboni, e il resto facciamo noi”. Magari già c’è qualcosa, non so, non mi sono informata, però prima o poi lo faranno un servizio del tipo “Vuoi essere davvero una persona per bene? Allora facciamo così, tu ci dai il tuo numero di conto e noi ci prendiamo la briga di prelevare tot-euro l’anno e distrubuirli fra varie organizzazioni umanitarie, per tutta la vita, tu non ci devi proprio più pensare. Ah, compreso nel prezzo c’è la mail mensile che ti ricorda quanto sei una persona buona e quanto ti devono i bambini denutriti del Burkina Faso.” E non è che ci sia niente di male, solo fa un po’ tristezza, ecco tutto.

Poi ci sarebbe da dire anche che, così a occhio, non mi pare che la beneficienza di massa dia risultati particolarmente apprezzabili – E un esercito di suore mi si rivolta contro portando le foto di nuove scuole-pozzi ecc…costruiti grazie alle loro iniziative – Quello che intendo dire è che probabilmente mancano azioni organiche, il cui obiettivo non sia semplicemente una scuola o un pozzo, ma un sostegno alla struttura sociale ed economica, come succede con la Grameenbank per esempio. Insomma invece di creare tante piccole associazioni che fanno attivismo capillare, sarebbe forse il caso di unirsi per agire in maniera più incisiva, a livello più profondo. Io non è che ne sappia poi molto, però mi pare di avere ragione, almeno un po’. Ecco.

 

 

Tutt’altro discorso: avete presente quando vedete una cosa, il lavoro di qualcuno, e capite che è fatto bene, che quella persona è capace, non è che non sia buona, però a voi quella cosa vi fa schifo, ma proprio schifo che parte da dentro le budella e vi sale a fior di pelle, che proprio non si sopporta…ecco, e me lei mi fa sto effetto qui.

Pubbli-Pubbli-Pubblicità! [chi è di Bologna e ascolta Radio Fujiko può anche canticchiarsi il Jingle, gli altri invece no.]

Posted in Senza categoria by sarah on giugno 5, 2007

Premessa: non è che sono stata “tanto” tempo senza postare perchè non ho più niente da dire, è che la connessione del mio pc ha qualche problema – non funziona – ogni tanto funziona solo un po’ – quando funziona solo un pò ci mette una vita – insomma non è utilizzabile. In questo momento scrivo da un computer del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, e non è la stessa cosa…ma pazienza fra qualche giorno avrò anche il tempo di capire che problema ha il mio pc – in questo momento sono un po’ in affanno, e sono completamente concentrata su altre cose – quindi uno alla volta per favore.

– Detto ciò, torniamo all’argomento del post –

Il 2 aprile è uscita la campagna pubblicitaria della nuova Audi S3, il chè mi ha reso possibile stilare la classifica dei mie 3 spot pubblicitaria preferiti.

Premesse [ancora?! si, ancora.]:

° Non cito in ordine di preferenza.

° Riesco a linkare solo lo spot dell’Audi e del Soni Ericcson, il Pirelli non l’ho trovato, probabilmente setacciando meticolosamente la rete lo troverei anche, però proprio non ne ho il tempo. Mi dispiace parecchio perchè forse non lo ricordate, e se ci penso su mi rendo conto che non ha senso citare uno spot senza il relativo link, quindi smetto di pensarci.

L’Audi S3 – ecco io la vedo e penso: geniale. Dall’idea di base alla realizzazione, quelli che l’hanno pensata e sviluppata [DDB Barcelona] sono dei geni. In sostanza il punto di partenza è associare le cresciute prestazioni dell’auto ad una melodia in crescendo, il claim infatti è “Nuova Audi S3. 265 CV. In crescendo.”. Come melodia è stata scelta la “Marcia Turca” di Mozart, che è decisamente adatta allo scopo. Ora, già così è tutto molto bello, nel senso che potevano fare il classico spot dell’auto che circola fra paesaggi stupendi con la sinfonia in sottofondo, e magari sottolineare il “crescendo” con la velocità o con il guidatore che si appassiona sempre di più alla guida, o cose così insomma…e già veniva uno spot onesto, piacevole e coerente…ma l’ho detto no? Quelli della DDB Barcelona sono dei geni, e lo spot è una goduria. Innanzitutto niente paesaggi-presunti-poetici o giù di lì, bensì le strade di una città estiva, senza tanti fronzoli – Città del Capo – e quest’auto strafica [che in quel contesto risalta ancora di più] che suona la Marcia Turca colpendo, con delle bacchettine fissate ai paraurti, le bottiglie piene d’acqua ai bordi della strada. L’auto suona Mozart con le bottiglie di vetro! Delicatezza – Precisione – Controllo – Plin Plin – Cresciute prestazioni. E tutti la guardano. Eh, grazie, è una figata. C’è anche l’uccellino posato su una delle bottiglie che svolazza via! Insomma, in questo caso mi ha colpito la genialità di fondo dell’idea e dello sviluppo.

Pirelli Re Franchising – questo spot è stato utilizzato sia in tv che al cinema, parlo di quello con la lumachina, anzi la chiocciolina, che va in giro per la città – e tu ti chiedi – ma lumachina, dov’è che vai così piccola – fragile e lenta? – e alla fine scopri che la lumachina sta andando da Pirelli Re Franchising, che è un gruppo che si occupa di servizi immobiliari, per cercare una nuova casa, e l’omarino della Pirelli apre una scatola e fa vedere alla lumachina dei gusci – perchè le lumachine vivono nel loro guscio! Il tutto accompagnato da “Everybody’s Talkin'” di Harry Nilsson. Chi mi conosce lo sa, io non potrei non amarlo uno spot così. Innanzitutto mi piacciono le lumache, mi piaccioni tanto che mia cugina per il compleanno mi ha regalato un ciondolo d’argento a forma di lumaca, mi piacciono perchè mi fanno tenerezza, non so, le trovo veramente carine…come spiegarmi…così:

lumaca-innamorata.jpg

 

Quello è anche il mio desktop, per dire. Mi picciono insomma. Quindi lo spot della Pirelli mi prende sentimentalmente, perchè io la vorrei aiutare la lumachina, sembra così sperduta, indifesa, e poi è così fragile…io la vorrei proprio aiutare, perchè è difficile per una piccola lumachina girare per la metropoli, prendere il pullman, stare a quei ritmi…fortuna che c’è il signore della Pirelli Re Franchising…che brava persona quel signore lì, e poi guarda che guscietti carini che ha per la lumachina! E il claim è “Se vuoi sentirti a casa”, e l’effetto che fa è quello, di un’accoglienza veramenete…accogliente! Anche in questo caso l’idea è decisamente originale, anche lì uno poteva buttarla sul – guarda sto panorama qui, non vorresti troppo avere una casa che da su sto panorama qui? – e infatti nel sito lo fanno anche, giustamente…ma nello spot [art director: Giovanni Porro…non è che conosca, riferisco per correttezza e basta.] invece si sono inventati un messaggio tutto diverso, hanno interpretato attraverso la figura della lumaca, il sentimento di smarrimento che spesso provano le persone quando hanno a che fare col mercato immobiliare, e hanno creato un collegamento fra l’accoglienza dell’ambiente casalingo e l’accolgienza delle agenzie Pirelli. Il risultato è adorabile. Ma avete visto come luccica il guscio della lumachina?!

Sony Ericcson K700i – Questo spot [sviluppato da BBH] è di un paio di anni fa mi sembra, e credo sia uscito solo nelle sale cinematografiche, però forse no, io comunque l’ho visto solo al cinema. Lo schermo è diviso in due. Siamo in una metropoli. Da una parte dello schermo c’è una donna che va in giro per la città usando il telefono cellulare. Dall’altra parte dello schermo c’è un uomo che va in giro per la città usando la videocamera. Ma ad accompagnare questi due esseri umani contemporanei cosa c’è? C’è la base di “Hands around my Throat” dei Death in Vegas! Che dire che è perfetta è poco. Comunque, alla fine dello spot, i due si incontrano, e uniscono il telefono e la videocamera in un unico oggetto, che è il K700i, e lo schermo torna unico. Il claim è “Phone meets Camera”: il telefono unisce due modi differenti di interagire col mondo, bello eh?. Lo spot è decisamente affascinante. Affascinante perchè ti ammalia, perchè ti cattura esteticamente e tecnicamente, perchè si vede che è stata curata nel dettaglio l’armonia fra le scene dei due schermi, l’accompagnamento musicale, lo capisci proprio che c’è della perfezione in quello spot – sai quando vedi una cosa, che può essere qualsiasi cosa, e così, a pelle, ancora prima di pensarci su, capisci che c’è della perfezione, che è come un cerchio, tutto in perfetta sincronia – tutto armonico… – Poi per me che adoro i Death in Vegas, e in particolare Scorpio Rising, che è il disco che contiene anche “Hands around my Throat”, tutto diventa ancora più coinvolgente…è un po’ come dire – quel prodotto è oggettivamente perfetto – e ne fai una valutazione distaccta, perchè al dilà del tuo gusto ne capisci il valore, poi però aggiungi – quel prodotto mi piace da impazzire, è perfetto per me – e il ci metti il tuo modo di vedere le cose…ecco è un po’ così che lo intendo quello spot. Perchè che l’idea di base è bella e originale non c’è bisogno di spiegarlo vero?