S/H

Di come Gatto Ciliegia, sconfitto il Muro d’Acqua e superata la Prova dell’Isolamento tormentoso nel Bosco dei Kirr, si ritrovò un po’ stordito ma salvo, di fronte allo Spettacolo meraviglioso di un Neon fucsia riflesso in una Pozzanghera.

Posted in Senza categoria by sarah on maggio 6, 2007

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Ti senti paralizzato vero? E’ come se il luccichio magnetico ti intorpidisse la volontà…è così lo so…Le conosco le magie ipnotiche di queste strade che giocano a rimbalzarsi il tuo stupore…già…

Ho visto nei tuoi occhietti accendersi per un attimo la curiosità [ – Chissà com’è nata quella pagliuzza metallica – E come avrà fatto a farsi liquido argenteo – Quali saranno i suoi confini – Si spegnerà…O forse vivrà sempre…. – Sarà tanto fredda…O sarà tiepida come lo spazio asfittico fra due corpi vicini… – Se la tocco mi farà male? ] …. Ho visto per un istante le domande accavallarsi, ma subito dopo le ho viste sperse in quel desiderio di comprensione sempre più fuori fuoco, sempre più annebbiato, sempre meno importante, sempre un poco meno….

Ti vedo, Gatto…ti vedo che stai lì immobile, che hai scordato le tue battaglie contro il freddo e contro il tintinnio incessante della pioggia fra il fogliame…Capisco il tuo torpore, Gatto, vedo le lucine appuntite rispecchiarsi nelle tue pupille, e posso ben capire da quanto fascino sei stato travolto tutto d’un colpo…

Ho pensato spesso alla città sai…quel giorno che d’improvviso mi ritrovai solo, senza più nulla da poter accarezzare la notte, quel giorno che le parti armoniche della mia storia presero vie tutte diverse, e lasciarono la carcassa del mio passato distesa sull’asfalto bagnato…fu quel giorno che mi vidi riflesso per la prima volta, e dietro al mio corpo riflesso c’era luce di colori bellissimi, fu quel giorno che cominciai a pensarci…

Ora, non ti racconterò le mie favole tristi, Gatto, non ti racconterò dei miei sbagli e dei desideri che mi dominavano, di quante volte annachilito, senza respiro, mi sono vergognato con me stesso delle mie lacrime roche, delle mie colpe…un uomo della mia età le ha già narrate a troppe persone le sue leggende, le ha già troppe volte storpiate e rese patetiche, tanto patetiche che tu, Gatto, ne rideresti, rideresti con le lacrime agli occhi, e io che sono un uomo di notevole stazza, diventerei piccolo e impotente, deriso da un gatto mi restringerei fino alla dimensione di un non-nulla impercettibile ai sensi, e così indifeso presto soccomberei…

Quindi non ti racconterò di me, Gatto, ti dirò solo di qualche mio pensiero appena accennato sulla città…

Ho avuto voglia a volte di mettermi a fare tutto un lavoro sulla città…che già chiamarlo lavoro stona…potrei mettermi a fare degli scorci di città…degli scorci di città tutte fatte di luci, delle loro luci che poi definiscono i contorni di quello che si vede, che non si vede, che si intuisce…

…così solo per sottolinearla la città…per parlare della città come se non esistesse, come se non la toccassi tutti i giorni, parlare di “città” come di un susseguirsi di tratti più o meno attualizzati, città possibili, impossibili, sempre immaginate, sempre inesistenti…città nelle queli non camminerò mai, ma che posso permetterti di ristrutturare a piacere…vorrei farle, fare le mie città senza tatto…

è l’unico paesaggio che mi abbia mai interessato…ricordo di quando ero piccolo e vivevo sulle colline…ricordo che ci volevo sempre andare, ero eccitatissimao quando si prendeva l’autobus per il centro storico…e ancora adesso la città – la città in senso lato – mi sembra sempre qualcosa di bellissimo, io la città la giustifico sempre…è perchè la amo

Sarà per tutta quella luce, luce che proviene da cose, che poi si riflette su altre cose, e su altre ancora, e si duplica, si triplica, e c’è sempre luce con colori che diventano sempre diversi…c’è sempre qualcosa che luccica di arancione in città, facci caso, Gatto, qualcosa che luccica di arancione c’è sempre…

E ho imparato col tempo a guardare il cielo senza vedere attraverso le parole e gli ideali di cui la mia mente è affollata…ho imparato a guardarlo nel suo colore reale, e l’ho visto viola…viola e a volte giallognolo…ho pensato che è bello…poi ci ho ripensato e mi è venuto in mente che è l’inquinamento…e poi l’ho ancora guardato, e ho pensato solo che è bello. Ecco, a me dell’inquinamento non frega niente, mi piace così la città, mi piacerebbe in tutti i modi…è l’unico paesaggio che abbia mai preso in considerazione.

Quindi potrei passare il mio tempo a fare stralci di città…stralci che vengono un po’ come devono venire…senza un’idea delineata…l’idea è giusto quella di sovrapposizione e luminosità, ma si può declinare in talmente tanti modi…

E poi ci ho riflettuto meglio, e ho capito che un po’ di metodo ci voleva, un filo rosso che mi conducesse, almeno per evitare certi errori tipici, tipo il piattume, quando gli scorci non riescono a dare l’impressione di essere su livelli diversi, e sembrano solo microchip…che è bello quando sembrano anche microchip…ma solo no…solo rimane un muro di colori brulicanti…dovrei cercare di costruire uno spazio…non coerente…ma a tratti profondo si…è più bello, da un senso di speranza…

…un po’ di speranza per lasciarsi portare guardandosi i piedi, per rimanere estasiati a contemplere quel che hai negli occhi, e magari davanti agli occhi avrai tutt’altro, ma forse non lo vorrai vedere, forse ti avrà stancato, forse ti sembra abbia un brutto sapore, forse sarà solo un capriccio, ma preferirai startene sulle tue, e allora sarà importante potersi fidare delle strade geometriche, di una visione zenithale fatta di rette intersecate, di costruzioni parallele, di spigoli…sarà fondamentale sapere che non ti perderai nonostante il tuo vagheggiare ingenuo senza attenzione.

3 Risposte

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  1. Franza said, on maggio 6, 2007 at 1:50 pm

    Hai scritto un post meraviglioso!!
    Hai dato un’altra angolazione dalla quale osservare la città, hai risvegliato uno sguardo intorpidito dal grigiume degli impegni, dei pensieri, delle stesse strade che stavano perdendo la bellezza non solo per colpa del degrado, ma anche per colpa dei nostri stessi sguardi disattenti e lontani, non più abituati a scovare la poesia in ogni piccola cosa.
    Complimentoni, mi è piaciuto veramente tantissimo questo post!!!

  2. bebo said, on maggio 9, 2007 at 4:09 pm

    Si però dai che due coglioni i gatti. Vuoi mettere la mucca o il maiale?

  3. kikklà said, on maggio 9, 2007 at 5:50 pm

    PUAHHAHHAUAHAUAH!!!!


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