Uno lo sa in che mondo vive. Nel senso che si va in giro, per le strade, si vede la gente, si squadrano i compagni di tram, le ragazzine nei negozi, le signore all’Esseunga, e fra i vari accostamenti improbabili di modi d’essere, di fare, di esporsi, uno si fa un’idea generale. Poi c’è la tv, e stessa cosa, si guarda, si nota come certi “stili di vita” vengono esaltati, come una certa monotonia patinata venga proposta come la strafigaggine-non-plus-ultra, e di nuovo, si capisce un po’ com’è che vogliono venderti le cose. Quindi, alla fine di tutto questo naturalissimo processo di archiviazione che noi tutti facciamo ogni giorno, in genere si arriva alla rassegnazione. O almeno io ero arrivata a quel punto lì, che insomma, non ci puoi mica fare niente, la bruttezza sfacciata imperversa, è così che va. Alla gente piace vedersi sbattutto in faccia un universo inarrivabile fatto di tette cementate, tatuaggi orientali, Cristal in barca impreziosito da french manicure, e soprattutto soldi sventolati con tanta sapienza da farli sembrare amore. Questo fa sognare, è quel carnaio lì il posto più ambito, l’eden dell’uomo medio, la decenza è un concetto decisamente passato di moda, anzi probabilmente non lo è mai stato, di moda.
Poi però una mattina, leggendo il giornae del giorno prima, uno d’un tratto vede un barlume rischiarire nel cielo torbido delle brutture stralusso, un qualcosa che sa di punizione divina, di patatrac cosmico contro l’estetica dei papponi fighetti, di segnale metafisico atto ad indirizzare l’umanità verso una nuova epoca, un periodo di riflessione creativa e raccolta delle idee assolutamente privo di occhiali da sole a mascherina e glitter corporeo abbronzante. O almeno, questa è stata la mia interpretazione dell’arresto di Matteo Cambi. Non un semplice fallimento imprenditoriale, non la giusta “mess’a posto” dell’ennesimo smanettone megalomane, ma il risultato dell’indignazione divina nei confronti dello schifume mondano tutto scintillii e ammiccamenti remunerativi.
E’ così che è andata, ne sono convinta. L’ira degli Dei. Altro che Fiamme Gialle.
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Amen
Un uomo che stava su un castello di carta, con un patrimonio costruito su basi talmente instabili che c’era da stupirsi fosse durato così tanto..
ma perché nel mio blog un tipo mi ha dato della pirla????
Ti va domani di andare a vedere gli Interpol? Ho l’entrata gratis..oggi ho pure rifiutato un invito ad andare a prendere una birra con 2 di loro+equipe. Ehhhhh…..
uou! ma com’è che sei diventata una groupie?! ah, comunque se hai l’entrata gratis si può fare! Mando mail!
Ti ha dato della pirla perchè, sebbene io e te ancora fatichiamo a crederlo e proprio non vogliamo rendercene conto, si vede che quelli venuti su con lucignolo e il mito del self-made pappone tamarro ci sono davvero…ma soprattutto, perchè Ramon ha dato della pirla a te e non a me?! se ha trovato il tuo post su cambi nel worldwideweb dovrebbe aver trovato anche il mio! Ramon, perchè mi ignori?! Ramon!
abhubahubauabahuabub!
Ramon, muoviti, vieni subito qui a dare della pirla anche a colei.
Muoviti, è un ordine, imperativo.
Che goduria vederli affondare così nella loro stessa merda..
Ehhhhh…groupie lo è chi la groupie la fa!
rock 4ever!!! e voi litigate….flame powa!!!
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I have a new band and we just had a live gig you can see here:
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